UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE

Facoltà di Lettere e Filosofia

Corso di Laurea in Storia

 

TESI DI LAUREA IN

Storia della Spagna Contemporanea

CULTURA LIBERTARIA E NUOVA SOCIETÀ.

LE RIVISTE SPAGNOLE DI DIVULGAZIONE ALTERNATIVA (1923-1936).

 

Relatore: Prof. Venza Claudio Laureando: Mio Andrea

Correlatori: Prof. Ferracuti Giovanni

Dott. Canals Jordi

 

 

Anno Accademico 1996-1997

Indice

Indice *

Ringraziamenti *

1. Introduzione *

2. La nueva moral sexual *

2.1. Introduzione *

2.2. Caratteri generali della nueva moral sexual *

2.3. Amor libre e prostituzione *

2.4. Amor libre e matrimonio *

2.4.1. Amor libre, matrimonio e divorzio *

2.4.2. Amore libre, matrimonio e adulterio *

2.4.3. Matrimonio e prostituzione *

2.4.4. Matrimonio e verginità femminile. *

2.5. L’omosessualità *

2.6. Il problema dell’onanismo *

3. Il Naturismo *

3.1. Introduzione *

3.2. Caratteri generali del Naturismo *

3.2. Relazioni tra anarchia e naturismo *

3.4. La medicina alternativa o naturista *

3.4.1. Caratteri generali della medicina naturista *

3.4.2. La medicina naturista e il contrasto con la medicina ufficiale *

3.4.3. Confronti tra la medicina allopatica e naturista nelle cure delle malattie. *

3.4.4. La medicina naturista e le vaccinazioni *

3.5. Alimentazione e vegetarianesimo *

3.5.1. La Trofología *

3.5.2. La validità del vegetarianesimo *

3.6. Il nudismo come completamento di un nuovo stile di vita *

4. L’Eugenetica *

4.1. Introduzione *

4.2. Caratteri generali dell’eugenetica *

4.3. Differenze di significato dei vari termini usati *

4.4. L’eredità malthusiana nella teoria dell’evoluzione di Darwin *

4.5. La procreación consciente *

4.6. Studi dell’eugenetica sui caratteri ereditari *

4.7. Sterilizzazione ed altri metodi coercitivi di limitazione delle nascite *

4.7.1. Criminalità e sterilizzazione *

4.7.2. Metodi non coercitivi di limitazione delle nascite *

4.8. L’eugenetica e la selezione sessuale dell’umanità *

4.9. La scienza ufficiale e quella alternativa di fronte alla procreazione cosciente *

6. Conclusione *

7. Bibliografia *

7.1. Fonti dirette *

7.1.1. Le riviste *

7.1.2. I libri (coevi) *

7.2. Testi di carattere generale *

 

Ringraziamenti

Per quanto riguarda le ricerche non posso dimenticare il fondamentale aiuto di Manuel Aisa i Pámpols e di tutti i collaboratori del Centre de Documentació Històrico Social = Ateneu Enciclopèdic Popular di Barcellona.

Il Prof. Pere Gabriel dell’Università Autonoma di Barcellona, per i consigli dati.

Ringrazio altresì:

il personale dell’Archivo Historico Nacional, Sección "Guerra Civil", di Salamanca, per la disponibilità nell’aiutarmi nelle ricerche.

Magda e Manuel di Cornellá per il loro aiuto e per la loro amicizia.

Maria Llombart di Barcellona e Benedicto Sanchez di Salamanca per la generosa ospitalità..

 

 

1. Introduzione

Questo mio lavoro vuole essere un contributo, anche se modesto, alla conoscenza della cultura libertaria in Spagna negli anni precedenti la guerra civile.

Per i limiti che mi sono imposto, la ricerca non potrà risultare completa e non sarà sviluppata in tutti i suoi aspetti.

Si intende comunque aiutare aiutare quanti si interessano di alcuni aspetti della cultura libertaria spagnola. Questa cultura non è stata studiata in tutti i suoi particolari, dato che la maggior parte dei lavori dedicati al movimento anarchico e libertario in Spagna sono rivolti più ad argomenti di carattere politico e ai conflitti sindacali, che non alla produzione culturale-educativa.

Per prima cosa mi interessa spiegare la scelta del periodo storico considerato. Volevo verificare come negli anni che hanno preceduto la guerra civile si cercasse, in particolar modo nell’ambito dell’ideologia libertaria, di offrire alle classi popolari una qualche formazione e una particolare educazione, al fine di prepararle per quell’importante appuntamento con la storia che si riteneva sempre più vicino: la rivoluzione sociale.

Nonostante i gravi problemi organizzativi e la censura del governo centrale, il lavoro svolto dalle riviste qui esaminate è stato imponente e offre quindi una mole più che rispettabile di materiale scritto di varia natura..

All’interno della produzione culturale spagnola ho preferito rivolgermi al mondo operaio, e dei lavoratori in genere, e non a quello della cultura "ufficiale", per una mia precisa scelta. Infatti volevo considerare i modi della trasmissione culturale verso le classi più basse della piramide sociale. Volevo cioè mettere a fuoco il modo in cui, attraverso le riviste, la produzione culturale di tipo libertario poteva arrivare al popolo.

Mi interessava analizzare la possibilità per l’operaio, ad esempio, di apprendere, attraverso le pagine delle riviste esaminate, qualche idea, per una discussione in famiglia o sul luogo di ritrovo abituale. Tali contenuti culturali erano un’eco delle discussioni in corso in ambienti intellettuali, a cui in altri modi non avrebbe potuto accedere.

Quindi, ho cercato di analizzare i temi scelti soprattutto attraverso le riviste e non attraverso i libri, più esaurienti forse, ma sicuramente di lettura più impegnativa.

Ho ritenuto che, per una persona che alla sera ritorni a casa stanca dopo un numero considerevole di ore di lavoro, possa risultare molto più avvicinabile e fruibile un articolo di qualche facciata, breve ed incisivo, che in poche righe offra un’introduzione, un inquadramento generale, su di un preciso argomento.

Le riviste, a mio modesto avviso, rappresentavano il miglior veicolo per far arrivare la cultura all’interno della classe operaia e lavoratrice.

Non va dimenticato che questa trasmissione di cultura veniva intesa come un’opera di educazione, di preparazione del popolo, per favorire gli atteggiamenti e abitudini di vita indispensabili nella futura società libertaria. L’educazione è quindi la ragione come base fondamentale dell’esistenza di queste riviste. Infatti in tutti gli articoli esaminati gli autori ricordavano che il loro scritto era finalizzato soprattutto all’educazione delle persone, qualsiasi fosse l’argomento trattato.

La scelta dei temi da trattare e delle riviste da utilizzare è stata fatta tenendo conto dei temi che più abbisognavano ancora di studi particolari e delle riviste più diffuse ed importanti.

La produzione letteraria dell’area libertaria di quei decenni era considerevole anche se alcune riviste si pubblicavano per periodi di tempo abbastanza limitati. Molto elevato era altresì il bisogno che il militante sentiva di scrivere o di leggere. Questo si nota soprattutto analizzando le firme degli autori: accanto a quelle appartenti ai più eminenti rappresentanti dell’ideologia libertaria, ce n’erano moltissime altre di persone assai poco note. Logicamente esisteva una differenza nello spessore culturale e scientifico tra i vari interventi. Ma soprattutto dove non c’era la necessità di avere una base scientifica ben formata e consolidata, come nel caso degli articoli che trattavano il tema della morale sessuale, si può notare come un numero molto ampio di persone sentissero la necessità di intervenire direttamente nel dibattito e per non rimanere solo dei lettori passivi.

Contrariamente ai saggi, dove ogni autore esponeva le sue idee e il confronto con i suoi colleghi poteva avvenire solo raramente, le riviste davano la possibilità di un dibattito, di una discussione su di un determinato tema che si poteva svolgere abbastanza semplicemente e rapidamente. Le riviste si pubblicavano per lo più con cadenza mensile e quindi ogni autore aveva la possibilità di rispondere ad un intervento o di riproporre alcune posizioni in tempi abbanstanza rapidi.

Anche il singolo operaio poteva spedire ad una qualsiasi delle redazioni delle riviste considerate, ma non solo di queste, un proprio intervento su uno qualsiasi degli articoli che aveva letto nel numero appena uscito e, se la rivista non era già completa il suo contributo avrebbe potuto essere pubblicato.

Alcuni interventi assomigliano più ad uno sfogo personale che non ad una serie di considerazioni ben ponderate ed espresse, ma proprio per questo motivo ho percepito l’importanza di far intervenire gli autori direttamente in prima persona. In questo ambito chiunque avesse la necessità di comunicare qualche cosa poteva farlo, anche se le sue idee ed opinioni erano contrarie all’impostazione ideologica della rivista.

Non c’era, o se c’era non risultava palese, una grossa censura nella scelta degli articoli da pubblicare. Talora la direzione, all’inizio o alla fine dell’articolo, esprimeva il suo disaccordo con le posizioni dell’autore di turno.

Su certi temi, in cui era necessario avere una buona conoscenza di base (come nel caso dell’eugenetica), si nota che la maggior parte degli interventi erano fatti da persone colte, ad esempio medici, che ad ogni modo cercavano di riuscire ad esprimersi con un linguaggio comprensibile.

Tre sono gli argomenti che ho evidenziato: il problema di una nuova morale sessuale; il naturismo, nelle sue varie posizioni e sfumature; l’eugenetica, ovvero il problema della degenerazione delle qualità della razza umana.

Data la mole degli articoli scelti e delle diverse posizioni esistenti, ho preferito redigere un’introduzione dedicata ad ogni tema e non includere una visione generale nella presente introduzione.

Questi temi non dovranno comunque essere considerati indipendenti uno dall’altro, ma sono piuttosto parte di quell’unico proposito educativo già enunciato. Ciò verrà evidenziato anche dai riferimenti esplicitati tra un argomento e un altro.

Il mio intervento è stato limitato al massimo perché, per una scelta metodologica ho ritenuto più utile la conoscenza diretta dei testi. Sono ricorso ad una rielaborazione personale solo in quei casi in cui la citazione poteva risultare superflua o poco significativa. Mi interessava evidenziare lo stile linguistico molto particolare adottato dagli autori che mettevano molta enfasi nei loro scritti. Inoltre, essendo gli articoli redatti in una lingua diversa dall’italiano, ho ritenuto che il mantenerli nella loro versione originale potesse essere un’ulteriore motivo d’interesse.

La scelta delle riviste è stata effettuata tenendo presente quali erano le più importanti, o come tali venivano considerate, e quali ebbero una vita abbastanza lunga, in modo da poter lavorare su una base solida, con materiale proveniente da riviste di provata esperienza e maturità. In tutto sono sette le riviste esaminate, ma quattro di loro (Etica, Iniciales, Generación Consciente, Estudios) in realtà si riducono a due, in quanto due riviste nel corso degli anni hanno cambiato nome: Etica-Iniciales e Generación Consciente-Estudios. Le altre sono: Tiempos Nuevos, La Revista Blanca ed Etica (di Valencia). L’apporto dato dalle singole riviste non è chiaramente uguale e Generación Consciente-Estudios è stata quella che è risultata essere, a mio avviso, la più importante per quantità, ma anche per qualità, dei contributi offerti.

Un’ultima considerazione che bisogna fare è che tutte le riviste da me considerate appartengono all’area di lingua catalana (Catalunya e País Valenciano). Non è stata una mia scelta consapevole, ma è stata dettata dall’esigenza di trovare le riviste considerate più importanti e più valide all’interno del vasto mondo della produzione culturale libertaria spagnola.

 

 

 

 

 

 

2. La nueva moral sexual

 

 

2.1. Introduzione

Prendere in esame la nueva moral sexual non è compito facile per le molteplici sfumature che l’argomento presenta e che sono qui analizzate, per la complessità di selezionare gli articoli seguendo la suddivisione dei temi che mi sono proposto.

Nonostante le evidenti difficoltà, ho cercato di trattare ogni tema singolarmente, indicando, dove opportuno, le relazioni di un argomento con gli altri trattati nei vari capitoli.

Gli articoli che parlano dei temi legati alla sessualità, al controllo delle nascite, alla posizione della donna in questo aspetto della vita, facevano parte di un unico obiettivo: quello di educare le coppie ad una nuova morale sessuale. Questa nuova morale doveva portare al superamento delle discriminazioni che impedivano un’eguaglianza tra uomini e donne. D’altra parte è stato evidenziato come il movimento libertario spagnolo non giungerà mai ad elaborare una concezione coerente e sistematica del problema .

Prenderò in esame gli articoli che più considerano i seguenti argomenti: i rapporti di coppia, le posizioni degli ideologi libertari riguardo alla prostituzione, al matrimonio, all’omosessualità e alla masturbazione.

In questa parte non troveranno spazio i temi del controllo delle nascite e del relativo problema della contraccezione, temi che inserirò nel capitolo riguardante l’eugenetica.

Ritornando ai temi che tratterò in questa parte bisogna dire che molte delle idee esposte negli articoli da me considerati si ritrovano anche nei saggi dei teorici anarchici europei del periodo.

Uno di questi è Precisiones sobre el anarquismo di Gaston Leval, dove in più parti (oltre al quinto capitolo che è dedicato interamente all’argomento dell’amor libre) si possono trovare spiegazioni sul modo di intendere la libera unione.

Secondo Leval l’amore presuppone per la sua stessa natura un contratto di lunga durata (bisogna pensare alle cure per i figli), l’amore dovrebbe essere la base di un’unione, la famiglia non può quindi scomparire e il genitore maschio dovrà assumere un ruolo maggiore nella cura e nell’educazione dei figli (anche per liberare la donna dal giogo dei lavori domestici).

Per quanto riguarda il tema del ruolo della donna nella futura società, esso non verrà qui trattato in maniera approfondita, sia perché già analizzato in profondità da molti studi sia spagnoli che di altri paesi, sia perché, volendo incentrare l’argomento sul problema delle coppie, si é messo in evidenza il problema della parità tra uomo e donna solo in stretto riferimento al tema trattato.

Vale la pena di ricordare una raccolta di articoli della Montseny, dove si indica molto chiaramente la via che la donna dovrà seguire per avere una reale indipendenza dall’uomo: libertà dai condizionamenti a cui è stata sottoposta dall’uomo, risoluzione dei problemi con l’aiuto di altre donne (questo significa che l’uomo rimarrà al margine dei problemi di carattere esclusivamente femminile che verranno risolti solo dalle donne), definizione di un rapporto di coppia che veda il reale superamento dell’unione consacrata dallo Stato o dalla chiesa.

Questo superamento lo si ritrova in molti saggi ed articoli. Tra i saggi è importante indicare quello di Carlos Albert, Génesis y progresos del amor. Albert parla della morale vigente che occulta il problema della sessualità, dello sviluppo che ha avuto l’importanza dell’amore nella scelta di un’unione (dalla conquista brutale si è passati al consenso reciproco); della legge della riproduzione, da sempre base dell’amore; della difficile collocazione storica del periodo del matriarcato, dato che sin dal principio la donna sembra aver ricoperto il ruolo di schiava da asservire ai propri bisogni; dei limiti imposti dalla società attuale al libero e naturale sviluppo dell’amore (una società che pone come valore più importante il denaro e che lascia sempre meno spazio all’educazione dell’anima).

Prima di passare ad analizzare gli articoli delle riviste da me prese in considerazione, vorrei citare la parte della risoluzione del congresso di Saragozza della C.N.T., iniziato il 10 maggio 1936, attinente alla definizione del concetto federale di Comunismo Libertario. Qui riporterò le frasi riguardanti la famiglia e i rapporti sessuali.

[...] LA FAMIGLIA E I RAPPORTI SESSUALI. - Non dobbiamo dimenticare che la famiglia fu il primo nucleo civile della specie umana. Che ha adempiuto mirabilmente alle sue funzioni di cultura morale e di solidarietà. Che ha continuato ad evolversi attraverso il clan, la tribù, il villaggio, la nazione e c’è da supporre che esisterà ancora per molto tempo.

La rivoluzione non dovrà agire violentemente sulla famiglia, eccetto nel caso in cui la famiglia non sia unita, nel qual caso si riconoscerà e si favorirà la separazione.

Il primo fatto della rivoluzione libertaria consiste nell’assicurare l’indipendenza economica degli esseri, senza distinzione di sesso; l’interdipendenza creatasi fra moglie e marito per ragioni di inferiorità economica nel regime capitalista, scomparirà con esso. Si dichiara quindi la parità dei sessi, sia nei diritti che nei doveri.

Il comunismo libertario proclama l’amore libero, senza più regole che non siano quelle della volontà dell’uomo e della donna, garantendo ai figli la salvaguardia della collettività e salvando questa dalle aberrazioni umane tramite l’applicazione dei principi biologici eugenetici.

Nello stesso tempo per mezzo di una buona educazione sessuale, iniziata nelle scuole, si arriverà ad una selezione della specie, in accordo con le finalità dell’eugenetica in modo che le coppie procreino coscientemente mettendo al mondo figli sani e belli.

Per quanto riguarda i problemi di indole morale cui l’amore può dar origine nella società comunista libertaria, come quelli che nascono dalle contrarietà amorose, la comunità e la libertà non hanno che due strade per far sì che le relazioni umane e sessuali si sviluppino normalmente. Per chi volesse imporre l’amore con la forza o bestialmente, non bastando il buonsenso né il rispetto del diritto individuale si dovrà ricorrere all’allontanamento. Per molte malattie d’amore, che è davvero una malattia quando si trasforma in testardaggine e cecità, si dovrà raccomandare il cambio di comune, sottraendo il malato all’ambiente che lo accieca e lo fa impazzire, benché sia presumibile che in un ambiente di libertà sessuale tali esasperazioni non si producano. [...]

 

 

2.2. Caratteri generali della nueva moral sexual

Come già scritto nell’introduzione al capitolo, sotto la definizione di nueva moral sexual si nasconde una grande varietà di idee e posizioni: che vanno dall’accettazione della pluralità di amanti(considerando anche il benefico influsso che può avere sulla persona questo tipo di rapporto), ad un unico amore ma svincolato da legami legali, religiosi o morali in genere, passando comunque attraverso una molteplicità di sfumature.

Va comunque notato come nell’ambiente libertario non tutti fossero d’accordo nel credere l’amor libre la migliore relazione possibile o, per lo meno, alcuni ne evidenziavano le eventuali manchevolezze o incongruenze.

Ruiz ridimensiona il reale valore dell’unione libera, che tanto scandalizza i moralisti, vedendola non soggetta ad alcun controllo istituzionale. Per lui questo tipo di unione non rappresenta una libertà reale: offre tutti gli svantaggi del matrimonio tradizionale e, come quest’ultimo, crea un legame che difficilmente si riesce a spezzare (viene portato l’esempio dei casi di unione libera presenti nelle classi popolari, dove non si mette mai in discussione la validità e la durata di relazioni di questo tipo). La famiglia retta da un’unione libera sarà come la maggior parte delle famiglie (Obac la pensa allo stesso modo): i suoi componenti vivranno e organizzeranno la loro vita esattamente alla stessa maniera di quelli che si unirono come Dio comanda.

Per Ruiz [...] El ser humano deberá ser puesto en condiciones de amar libremente; pero al mismo tiempo hay que hacerle tan comprensivo y sensato que se abstenga por impulso espontáneo de la propia voluntad de amar, o al menos, de reproducirse si no tiene la seguridad de hacerlo bien. Es decir, que el amor libre sólo será libre para los que puedan y sepan hacer buen uso de esa libertad, y no debe interponerse restricción ni prohibición alguna, sino renuncia voluntaria por parte de los no aptos. [...]

[...] Cierto que a la larga, bien organizada la vida, establecidas normas de convivencia social razonables y eficientes, concluirán por extinguirse los seres mal dotados y no será preciso, por tanto, la renuncia del individuo por motivos de salud; pero siempre quedará en pie la amenaza nada despreciables de la sobrepoblación y con ella la necesidad de regular la natalidad, adaptándola justamente a la capacidad productiva del suelo. De cualquier modo el amor libre no pasará de ser una organización lógica de la familia y no un ejercicio desordenado y peligroso de nuestra capacidad reproductora. La Naturaleza, en esto como en casi todo, tiene que ser vigilada y corregida por el hombre. [...]

Comunque qualche autore non prende neanche in considerazione il problema di una nuova morale quando tratta il tema dell’amore, che viene visto come il processo, di origine fisico-chimica, della riproduzione cellulare, conseguente all’unione sessuale di due persone. L’amore non rappresenta altro che l’arma di cui si avvale la natura per far sì che questa unione avvenga.

Per questa ragione Forel propone che il problema della sessualità non dovrebbe essere sempre posto sotto l’egida della morale (quindi, considerare morale tutto ciò che appartiene alla sessualità pura, cioè la castità, e considerare immorale tutto il resto), in quanto la sessualità, data la sua natura di istinto naturale utile per la riproduzione della specie umana, non avrebbe niente a che vedere con l’etica.

La vita dell’uomo è dominata da due istinti: quello della conservazione e quello della riproduzione. Tutte le idee e sensazioni che si trovano nell’uomo derivano da queste due forze poderose; anche la conoscenza e l’arte sono la conseguenza logica della necessità di vivere e di procreare.

Di idee completamente opposte è il dr. Puga:

[...] Desde que el hombre existe, existió también una fuerza de atracción entre hombre y mujer, y ha existido también repugnancia. Mas si en todo tiempo existió el amor físico, y éste era el predominante en los pueblos salvajes, no obstante, a medida que los hombres elevan su cultura, predomina el amor psíquico, el intercambio y compenetración de las almas como base de una inteligencia duradera. En buena ética de la vida hemos de considerar el amor psíquico superior al amor físico; ocupa una altura más honrosa; en la unión de ambos, siempre el primero ha de ocupar rango más elevado. En sana moral no debe llegarse al amor físico hasta que, previamente, el amor psíquico haya echado las raíces que vivifiquen el fruto halagador de lo corpóreo. Cuanto más educado es un pueblo, tanto más se patentizan estos hechos, mayores exigencias de reconocimiento psíquico se exigen por ambas partes. Si desde las escuelas, prescindiendo de gazmoñerías ridículas e hipocresías salvajes, se iniciara a la juventud en un mayor respeto a la mujer, en un más alto concepto de lo que la mujer significa ante el mundo, no se darían tan frequentes los casos de torpe egoísmo, mantenidos por sesudos varones, y que tanto ofenden a los principios de la moral y tanto ofenden a los principios de la moral y tanto perjudican la tranquilidad social. [...]

Passando a studiare più in dettaglio le varie forme assunte dall’amor libre, dobbiamo far risaltare l’articolo di Mario Antin che giunge a considerare opportuno che la coppia non viva sotto lo stesso tetto, senza l’obbligo di vedersi ogni giorno, bensì solo quando lo desiderino e convenga loro; così l’amore nelle unioni sarebbe più durevole e non sottomesso ai problemi delle coppie (sia che si tratti di matrimonio, concubinato o unione libera) che vivono nello stesso luogo.

Ruiz propone la poligamia, ritenendola un metodo quasi indispensabile nel periodo della gravidanza, quando la donna, per il benessere del nascituro, deve astenersi da qualsiasi pratica sessuale. In questo arco di tempo l’uomo non ha nessun vincolo fisico che lo obblighi a non poter soddisfare i suoi bisogni. La via di sfogo alternativa può essere rappresentata o dall’accoppiarsi con prostitute o dall’avere più mogli, così da poter scegliere la compagna che al momento non sia incinta. La legislazione vigente, e il costo per un uomo di mantenere una sposa, rendono palese la non attuabilità di questo secondo metodo. Ruiz riconosce amaramente come alla donna non rimanga che continuare a sottomettersi passivamente alle pressanti richieste del maschio, con grave danno per lei e per la qualità della razza umana.

Per rimanere nell’ambito della possibilità di avere più compagni/e bisogna rilevare la posizione di María Lacerda de Moura che è del tutto contraria alla camaradería amorosa (termine usato da Èmile Armand per identificare la massima libertà nella scelta, e nella relativa durata del rapporto, del/la proprio/a compagno/a), soprattutto per i suoi effetti negativi sullo sviluppo dell’umanità (riferendosi alle regole dettate dall’eugenetica):

[...] Si es verdad que deseamos encaminarnos hacia la maternidad libre, hacia la instauración de un matriarcado consciente, ¿cómo puede imponerse a los individuos que forman parte de un grupo de camaradas, el compromiso de la promiscuidad o del comunismo sexual, aunque se oculte tras el apelativo de "camaradería amorosa"? Además, semejante sistema instauraría una ética de despreocupación absoluta: nadie pensaría en la selección humana, en el eugenismo y en la elevación gradual de la humanidad, de suerte que la mujer habría de recurrir, tal vez, al infanticidio.

Por otra parte, existe una poderosa razón de orden fisiológico que abona mi tesis, y es que la Naturaleza ha hecho apta a la mujer para satisfacer la libidinosidad de muchos hombres; el varón, en cambio, no tiene capacidad ni resistencia para dar satisfacción a varias mujeres. [...]

Ma per la teoria anarchica la cosa più importante non è la forma scelta dalle persone per vivere insieme (pluralità di amanti o amore unico fa lo stesso), ma che la scelta non ponga nessun obbligo né per una parte né per l’altra:

[...] El amor es sentimiento complejo y necesidad muy individual, muy diverso en sus mil manifestaciones, para que los anarquistas puedan adoptar al respecto una sola y exclusiva teoría y regla de conducta. La anarquía no puede decir acerca del amor, al hombre y a la mujer más que una cosa:¡haced lo que queráis! Cuando estéis contentos vosotros y no haya coercición de una parte o de la otra, los otros no tienen nada que ver en vuestros asuntos. [...]

Anche perché [...] El amor es una elección no deliberada; es una como predilección impulsiva de nuestras fuerzas internas, sacudidas por un algo misterioso; es la libertad absoluta de escoger espontáneamente - y podríamos decir que inconscientemente -, pero nunca la promiscuidad ni el servilismo gallináceos. [...]

Luigi Fabbri per Amor libre intende l’unione duratura di due persone che si amano veramente e che, non considerando quello che dice la legge, sappiano costruire con il loro amore una famiglia vera, costituita da persone libere ed uguali (sotto il profilo dei relativi diritti, in quanto ogni persona ha delle peculiarità particolari che vanno sempre sostenute e non ostacolate).

In un rapporto di questo tipo non può trovare spazio l’egoismo:

[...] El egoísmo es un enemigo del amor, y basta, para destruír la armonía, con que solamente uno de los factores guíe su conducta por los senderos egoístas. Aquel que ante todas las cosas antepone su propio interés, su amor propio, está perdido para el amor psíquico, y no es factor adecuado para una alianza. Bondad, sinceridad y altruísmo son las cualidades fundamentales de una armonía en el amor. Inteligencia, energía y laboriosidad, los mejores coadyuvantes. [...]

Il rapporto d’amore non viene considerato come una cosa da prendere alla leggera, ma come una relazione tra due persone che richiede del tempo per maturare e che si basa soprattutto sulla conoscenza reciproca, perché per amare realmente qualcuno è necessario gioire e soffrire con lui. Solo così l’amore nascerà nelle persone: l’amore che deriva dalla conoscenza e che è perfezionamento di noi stessi.

Un amore dove finalmente la donna ricoprirà un ruolo attivo e, ricordando la posizione di Han Ryner a riguardo, dove

[...] es la mujer la que elige a su compañero y a él no se le pide sino que esté a la altura de comprender el acto por ella realizado. Tanto peor para ese "compañero" si no es capaz de interpretarlo debidamente. [...]

Un amore che può prendere le distanze dall’impeto iniziale nel quale si viene a trovare ogni coppia, per sostituirlo con una sincera amicizia, figlia dell’affinità di spirito, che alla fine è l’unico sentimento capace di unire solidamente due persone.

E sulla solidità e relativa durata di un rapporto interviene anche Llauradó, sottolineando l’importanza che la monogamia ha sempre avuto nel mondo animale e che dovrà assumere anche nelle unioni libere.

[...] Si tendemos la vista a todo el mundo vivo, o, mejor, a toda la escala zoológica, [...] encontramos como fundamento de ese instinto [l’istinto della paternità, n.d.r.] la monogamia.

Desde el momento que dos pájaros se unen, formando una unidad sexual, entre los dos fabrican el nido y entre los dos atienden a la prole hasta dejarla en condiciones de lucha por la vida. La monogamia ha presidido, por lo menos, el ciclo completo que empezó con la educación de los hijos. Cuando con el final de este ciclo termina también la capacitad generadora de la pareja, como ocurre con el hombre, su vida sexual ha sido eminentemente monogámica. Cuando no ocurre así, puede variar cada cónyuge de cooperador para otros ciclos, lo que no destruye el concepto de monogamia. Pero esto ocurre pocas veces. Salvo en razas degeneradas o descentradas de su medio natural.

Todo el mundo ha observado las mismas parejas de golondrinas y de cigüeñas que vienen al mismo nido años y años seguidos.

Y esto no ocurre así por casualidad o por educación, sino por ley biológica. Y es natural que así ocurra. [...]

[...] La familia podrá ser un estorbo desde el momento que el individuo es mayor de edad, pero antes es un bien insustituíble. [...]

[...] No es la monogamia y la familia el fundamento de las sociedades burguesas, sino el matrimonio, canónico, civil o libre, que es una especie de caricatura grotesca de la monogamia; un insulto a la monogamia; un grosero intento de enmendar la plana a la Naturalezza, o una provocación a la poligamia envilecida; ignorando que las leyes naturales se sienten, no se imponen, porque son inalienables.

En el mundo anarquista, libre de prejuicios y saturado de un consciente armónico de progreso y naturismo, la monogamia debe brillar y brillará en toda su excelsa plenitud, y fundamentada precisamente en el amor libre.

No es a la monogamia a la que hay que atacar, pues nada podremos contra ella: es a la moral sexual al uso, imponiendo una moral antípoda, de la que padecemos [...]

Dopo questa difesa della monogamia anche il medico naturista Eduardo Alfonso, ricordando l’importanza che devono sempre avere i figli all’interno di una famiglia, pone più di una limitazione alla libertà dell’amor libre.

[...] ¿Es lícito, espiritual y de conciencia, una vez que se ha creado una familia, escapar o realizar las funciones y aun los sentimientos del amor, con otra persona que no sea el cónyuge? No. Veamos por qué:

Si, como yo creo, el ejemplo de cariño y armonía entre dos padres, es el alimento espiritual de los hijos (sé que muchas personas no sienten estas cosas), ¿tenemos derecho a privar de este buen ambiente a los proprios hijos que hemos traído al mundo, para marcharnos a amar a otra persona, y por tanto despreciar a nuestro cónyuge? No.

Si el padre, en nombre de su libertad de amar, se marcha a tener hijos con otra mujer (hijos a quienes debe también sustento), y la madre hace lo mismo (aun suponiendo ya criaditos a los niños), ¿quién se ocupa de sentir compasión y atender con el cariño a que todo sér no adulto tiene derecho, y subvenir cumplidamente a las necesidades de los hijos del matrimonio primitivo, pobres víctimas del egoísmo animalesco de los padres? ... Se me dirá que en otra sociedad constituída de otro modo, ésta podría encargarse de amaestrar al rebaño de los hijos de todos. Pero que ninguna persona que haya sentido a fondo los tesoros espirituales de la vida de familia y el encanto de los sentimientos paternales y filiales, opinaría así.

Además: Si un cónyuge (a quien se ha elegido libremente) está enamorado del otro, y este otro no lo está del primero, ¿hay derecho moral (o sea de conciencia) a que este último escape, destrozando el corazón del primero? No.

Si al contraer matrimonio, promete uno solemnemente ser fiel al otro, ¿hay derecho a faltar a una promesa a quien nadie ha obligado? No. En otro caso más valiera no haber contraído matrimonio ni haber prometido nada.

Se me dirá, que a veces es durísimo continuar la vida en un matrimonio mal avenido. Cierto. Si no hay hijos, el mutuo convenio de separación, soluciona el problema; pero si los hay, poco hombre será el que no sacrifique todo al derecho de los hijos, y no ponga de su parte lo humanamente posible por soportar al otro cónyuge. No tiene buena voluntad el que no acierte a ver motivos de unión y a sentir vibraciones de cariño y armonía hacia la persona con quien se ha tenido hijos.

Y al hablar de matrimonio, no me refiero solamente a la unión legal o religiosa de hombre y mujer, sino también a la unión libre y voluntaria, sin más lazos que los de la afinidad instintiva, emocional o espiritual, y sin más promesa que la de unas palabras de amor. El pecado o delito moral de destruír o poner abismo en la unión primitiva con el cónyuge escogido a gusto, lo es en todo caso, excepto en el de mutuo convenio de separación, no habiendo hijos.

¿Que cabe, sin destruír hogar, derechos ni intereses, entretenerse a ratos fuera de casa amando a otro? Bien; pero si este segundo amor, tiene fruto, entonces padecen los intereses y derechos de los primeros hijos, la integridad de los sentimientos sagrados del hogar, y se abre un abismo ente el corazón del adúltero y su familia; y si no hay fruto, debe prescindirse de la función de amar que sólo es amar con esta finalidad, y limitarse a la unión en el matrimonio, que aunque no dé más frutos, queda justificada por los que ya dió.

En una palabra: El amor es libre de hecho, pero seguir el régimen animal de realizar actos sexuales sin más guía que el instinto o el deseo, sin respeto a promesas, derechos e intereses vitales o espirituales de los demás, es altamente egoísta e improprio de verdaderos.

Claro que es más cómodo seguir al instinto que sacrificarse, pero esto es más humano y más divino que lo primero, y los que tenemos ideales espirituales no puede satisfacernos el amor llamado libre. Creo que sólo al que no ha sentido el calor de las vibraciones del corazón paterno, o vive a salto de mata sin afectos sinceros, o es un vicioso de la lujuria, puede satisfacerle el amor libre, es decir la plena libertad de la función sexual (que amar espiritualmente a quien quiera, en nadie es inmoral); pero a los que tenemos gran interés en dominar nuestra vida animal para continuar el progreso en nuestro reino superior, nos gusta tener la libertad de atarnos a un amor, para no romperle nunca, cueste lo que cueste. [...]

Un po’ in contrasto con la posizione del dr. Eduado Alfonso, che responsabilizza in maniera uguale tutti e due i genitori, per Ruiz la madre continua ad essere la persona più adatta a seguire lo sviluppo dei figli, esautorando così il padre da compiti di sola competenza femminile (vedremo, nel capitolo riguardante l’educazione del bambino, come questa posizione non sia accettata da tutti):

[...] Su instinto maternal y el sentimiento de la responsabilidad innato en ella en cuanto a la conservación de la especie se refiere, la señala para atender idóneamente a esa misión. Sólo que en la especie humana no basta el instinto para ser buena madre, ya que no se trata exclusivamente de nutrir, amparar y defender al niño, sino que es preciso, además, capacitarle para vivir en una comunidad que necesita para desenvolverse aceptablemente del concurso de todas las actividades y de todas las iniciativas de sus componentes. [...]

Allargando il campo d’azione della nuova morale passando dalla famiglia alla società intera, si tende a non slegare tale etica dai problemi più generali che affliggono la collettività. Si vuole far capire come affrontare il problema dell’amor libre significa soprattutto cambiare radicalmente la società.

Si ricorda altresì che questo tipo di relazione interpersonale altro non è se non l’amore liberato dal giogo dello Stato e del capitale, che potrà diventare una realtà solo quando una rivoluzione economica porrà fine alla lotta per la sopravvivenza, lotta alla quale partecipano ancora molte persone; perché, per usare le parole di Ruiz, la vita è ancora

[...] un repugnante campo de batalla en el cual no se da cuartel al vencido [...].

L’amor libre è l’indipendenza della vita di coppia dai bisogni materiali e la riforma economica rappresenta l’unico cammino che potrà condurre ad una morale superiore.

Quindi, il fine ultimo di questa emancipazione economica sarà quello di dotare l’uomo di un

[...] cierto grado de perfección moral que únicamente puede lograrse tras un laborioso proceso de educación bien orientada y bien entendida, ya que sólo cuando el individuo esté educado la sociedad ofrecerá un conjunto armónico y el amor libre podrá manifestarse en toda su amplitud sin graves riesgos. [...]

Come già detto nell’introduzione, cercherò di rimanere il più possibile nei confini del tema della nuova morale. Ma, parlando di società, non si può dimenticare una visione più generale del rapporto uomo-donna, con la supremazia maschile che si riflette in tutti gli aspetti della vita di una persona, non solo in quello sessuale, in quanto quest’ultimo è strettamente legato alla discriminazione sociale tra i sessi.

[...] La sociedad, ciegamente, se enfrenta contra el instinto, contra la Naturaleza, y legisla, codifica y organiza el amor.

La razón de la mujer fué condenada a cadena perpetua, bajo pretexto de que su emancipación mental sería la causa de la destrucción del "sagrado hogar". [...]

Il privilegio del cosiddetto "sesso forte" non ha portato altro risultato che quello di una società di tipo unisessuale, nella quale quasi la metà della popolazione (quella femminile) vive in una condizione simile a quella degli schiavi (anche se il padrone può essere denominato in più modi: padre, fratello, marito o amante). In questo tipo di società si è reso palese il fallimento di una morale imposta grazie anche a venti secoli di cristianesimo (nei quali la parte maschile ha sempre assunto un ruolo di rilievo nella conduzione delle pratiche cultuali).

Il dr. Isaac Puente pensa che l’inferiorità femminile non sia dovuta ai problemi di onore dell’uomo, della morale vigente, dell’ignoranza nella quale viene tenuta la donna (ignoranza intesa sia come mancanza di educazione scolastica sia come non conoscenza dei reali diritti e poteri che potrebbe esercitare nella vita sociale), delle leggi e dei costumi sui quali l’uomo ha basato il suo vuoto dispotismo da macho geloso.

Il problema della donna secondo Puente è quello di non riuscire a guadagnare il denaro sufficiente per poter vivere autonomamente. Ciò che fa sí che non si rompano le catene della sua schiavitù sessuale. Tale situazione aggravata anche dalla sua costituzione fisica che non le permette di sostenere lavori pesanti e dall’inferiorità retributiva nella quale l’ha condannata la società borghese.

Il problema della parità economica tra uomo e donna può influire anche nei rapporti basati sulla libertà di scelta, non solo sui matrimoni "normali". Infatti, la donna, incontrando di solito più difficoltà dell’uomo a guadagnare il minimo necessario per un’esistenza autonoma, avrà la tendenza a impedire che l’armonia domestica si guasti e rinuncerà così ai suoi diritti allo stesso modo della donna sposata. Rispetto a quest’ultima lei risulta doppiamente schiava perché aveva preteso di unirsi seguendo l’ideale della libertà.

Per Barthe non sussisterebbe invece un’inferiorità genetica della donna ma

[...] toda su inferioridad subsistente y artificiosa es producto del papel que desde muchos cientos y quizás miles de años se le ha asignado en las sociedades humanas. Que la coquetería y esa forma pasiva que juega en el mundo, en la vida, le han restado facultades, pero que serían menester pocas generaciones para recuperar lo perdido. Un entrenamiento sólido, un estilo perfecto y un régimen semejante al del hombre, en el sport, bastan frecuentemente para que la mujer se iguale a aquél, dentro de una misma generación, durante la corta existencia individual. ¡Qué no se lograría en el curso de varias generaciones y sobre la base de todas las manifestaciones vitales: físicas, intelectivas y morales! [...]

Riguardo alla parità tra uomo e donna è interessante analizzare la posizione di F. Caro Crespo:

[...] La mayoría de los compañeros que se han creado esta moral nuestra al margen de la moral social, buscan una compañera que sepa romper fácilmente o con atrevimiento los prejuícios del desposorio... Y no es difícil encontrarlas. Pero el error, error fundamental a nuestros ojos de estas uniones libres, está en que la compañera llega por el acto de la unión a ser considerada con el mismo valor moral e ideológico del compañero, cuando sólo en contados casos es de la misma contextura ética de este. Las uniones libres, en la actualidad son determinadas por un convencimiento de él y por una afinidad psíquica de ella. El uno pone el alma y el cerebro, el otro no pone más que el alma.

De aquí que la familia anarquista resulta incompleta, porque ese concepto que se tiene de que en el hogar la mujer puede ser educada, elevada a un nivel de comprensión superior, es muy deficiente. [...]

[...] yo creo que lo más justo sería lo más razonable, que los anarquistas al pensar en la unión libre buscáramos una mujer que por lo menos fuera culta. Un ser instruído, con alguna educación es susceptible de adaptarse a una moral superior. [...]

[...] Una compañera culta, inteligente, puede llegar a ser compañera en ideas, hasta una propagandista.

Una compañera inculta, que no tiene más que sentimientos y humildad cristiana, no puede ser más que la mártir de nuestras formas de pensar y de su ignorancia [...]

[...] Los anarquistas necesitamos de mujeres que sean cerebros y voluntad, nervio y alma, espíritus inquietos, dispuestos a seguirnos en nuestra lucha por el porvenir. Cada uno debe obrar en la medida de sus fuerzas, pero en amor libre es necesario buscar la compañera inteligente a quien en más de una ocasión hemos de entregarle el destino de muchos y nuestra propia vida. ¡Amor, amor pero sin olvidar el cerebro! [...]

Sul piano della disparità fra uomo e donna bisogna anche tenere presente il diverso trattamento riservato alla donna nel caso si unisca senza l’intervento dello Stato o della Chiesa.

[... ] Proceder en el orden sexual de manera contraria a las normas usuales establecidas y consagradas por las costumbres, se conceptúa un deshonor para la mujer, y la que no tiene esto presente y siguiendo sus impulsos da ese paso, se coloca en un plano desde el cual ha de renunciar a su familia, a sus amistades, a las consideraciones debidas a la buena reputación y al trato social con la gente honrada. Si después de esto el hombre que la indujo a olvidarlo todo la abandona, imagínese en la situación que queda la infeliz. El desprecio colectivo que la abrumó en el momento mismo que según el vulgo tiró la vergüenza a la calle para amontonarse con su hombre, se hará más intenso y feroz. Nada podrá rehabilitarla. La mancha caída sobre ella le cerrará todas las puertas. [...]

Si è già visto come secondo fonti considerate, l’amor libre potrà influire sulla società futura (parità uomo-donna, maggiore responsabilizzazione delle coppie che vogliono procreare, abolizione della proprietà privata, etc.). Va anche evidenziato come la libertà immediata e totale, che si avrà appena scoppierà la rivoluzione, porterà con sé nuovi problemi di relazione tra le persone. Improvvisamente gli individui si troveranno a dover gestire un grado di autonomia mai sperimentato prima, e tutto questo si rifletterà nei rapporti interpersonali tra uomo e donna o tra genitori e figli.

Quindi è fondamentale studiare ed analizzare per tempo le varie possibilità offerte dalla cultura libertaria, per poter poi educare nella maniera più corretta le persone che dovranno essere in grado di saper sfruttare al meglio la libertà nata dalla rivoluzione.

L’articolo ora preso in esame era stato scritto nel 1937, quindi a rivoluzione già iniziata, quando alcuni dei problemi impostati in via teorica prima della sollevazione militare del luglio 1936 erano già diventati realtà.

[...] La moral sexual es acaso el aspecto que más urgentemente reclama una revisión a la luz de las estrellas revolucionarias.

[...] Las primeras jornadas revolucionarias provocaron el afloramiento social de una doble actitud erótica: por una parte, la exacerbación desenfranada de muchos instintos reprimidos hasta hoy [...] y, de otro lado, la actitud atormentada de muchos puritanos del amor, atemorizados ante el libertinaje que ellos temieron que se avecinaba.

[...] ¡La revolución sexual no se ha verificado todavía! Continúan las mismas cadenas de antaño. [...] Y en el mejor de los casos, aun poseyendo una conciencia revolucionaria, no sabe qué hacer de su libertad en el orden sexual.

[...] En el Ayer capitalista sembramos la semilla de la libertad sexual que hoy puede regogerse. Y nuestra misión en el Hoy proletario es ser jardineros de la flor erótica individual. Regándola con ese néctar fecundo que se llama cultura eugénica, que es en la actualidad más necesario que nunca para las fauces sedientas de la inquietud erótica.

[...] ¿Cómo podrá orientarse la nueva ética social? Ante todo conociendo lo que no deberá hacerse, que es en primer término evitar el establecimiento de preceptos rígidos y de normas colectivas.

[...] Individualizar el sexo, liberarle de las viejas tiranías, es la primera fortaleza a conquistar.

[...] La nueva ética sexual revolucionaria, no asentará jamás normas de conducta colectiva, sino que forjará en la fragua de cada pensamiento individual el anhelo de resolver integral y sinceramente los problemas erótico-sentimentales que a cada persona se le plantean. Toda nuestra tarea futura es la de crear una propaganda eugénica constructiva, una firme cultura del amor. [...]

Altra posizione da prendere in considerazione è quella che pone il rapporto d’amore sullo stesso piano degli altri bisogni fisici. Visto che il mangiare, il bere e il respirare sono parte dell’istinto di conservazione dell’Individuo, l’istinto sessuale (la forza che maggiormente domina il nostro corpo) rappresenta l’istinto di conservazione della Specie.

[...] En pura ética, el instinto sexual no es peor ni mejor que cualquiera de los demás instintos; fisiológicamente, es de la misma naturaleza que el de la nutrición, puesto que ambos tienen por idéntico fin el desarrollo progresivo de la Humanidad. [...]

Poiché la vita di una persona deve essere completa sotto tutti i punti di vista, ciò vale anche in campo sessuale, affinché si possa parlare di vera vita e non di una pura lotta per la sopravvivenza.

[...] Hay que vivir la vida lo más intensa y plenamente posible en su triple sentido; física, emocional e intelectiva. No todo es sexo. No todo es amor. No todo es inteligencia.

[...] Amemos, pues, con nobleza y elevación de espíritu; pero no instintivamente, que quiere decir la bestia que goza; amemos racionalmente, humanamente, eugenésicamente. [...]

Secondo Noja Ruiz, la nobiltà e l’elevazione di spirito che proviamo grazie al sentimento dell’amore non devono far abbassare lo sguardo, confusi e pudichi, quando si tratta di questioni che riguardano l’atto sessuale. Non si può scorgere niente di indecente e di osceno nell’atto della creazione. Esso rappresenta una funzione importantissima e di somma nobiltà, e non si vede la necessità di celarla e di ricoprirla di un’atmosfera di mistero. Le uniche impurezze che si possono trovare nella genesi sono le condizioni nelle quali l’atto viene effettuato (lo stato fisico e morale della coppia, ecc.). Paragonato ad un’azione peccaminosa, l’atto della riproduzione viene occultato, ma questo, come per vendetta, si insinua, corrotto nella sua natura, nel mare di fango delle peggiori aberrazioni.

Il problema di una nuova morale sessuale riguarda anche il naturismo ( per una spiegazione più dettagliata rimando al capitolo specifico), visto che il comportamento più naturale è quello che più è in sintonia con noi stessi: chi vuole essere monogamo, lo sia; la donna che voglia avere più mariti, li abbia; chi non vuole unirsi con nessuno, rimanga pure solo. L’unico atteggiamento contrario al naturismo è il voler essere soli per tutta la vita quando però non si è nati per vivere separati dall’amore.

 

 

2.3. Amor libre e prostituzione

La condanna della prostituzione è spesso presente negli articoli che trattano il tema dell’amor libre, in quanto la vendita del proprio corpo rappresenta un mercantilismo inammissibile in una ipotetica società retta da principi di uguaglianza, libertà e mutuo rispetto.

[...] la prostitución, la mujer que vende sus caricias, que alquila su cuerpo, no sabe nada, no tiene nada que ver con el amor. Hemos dicho satisfacer una necesidad fisiológica. Gozar de los placeres de la carne, no prostituir el cuerpo. [...]

Ed inoltre: [...] La prostitución es uno de los crímenes más execrables del actual régimen social. Su origen hay que buscarlo en las trabas impuestas al amor por las religiones exentas de sentimientos humanos.

[...] Sois los parias inicuamente explotados por la clase dominante. Pensad, y no seáis los causantes de la desgracia de vuestras hermanas, condenadas por la injusticia social a servir de pasto a nuestra lujuria. [...]

Condannare la prostituzione significa, in qualche modo, anche non accettare la forma nella quale si è sviluppata la società moderna. Il Dr. Serrano evidenzia come sia proprio questo tipo di società che fa sì che la prostituzione continui la sua esistenza ed individua alcune delle cause che la alimentano.

[...] Las causas de la prostitución en la actualidad hay que buscarlas en el sistema de propiedad privada y en la organización de la sociedad capitalista que mantiene a la mujer proletaria en condiciones de inferioridad con relación a los demás miembros de la sociedad; que limita y restringe el uso de sus derechos políticos y civiles (o se les niega abiertamente, como ocurre en algunos países); que acentúa su desigualdad económica con respecto al hombre, pagando por su trabajo salarios irrisorios; que prohibe su acceso a determinadas profesiones, etc. A todo esto debe añadirse la actitud adoptada por la "moral" burguesa frente a todo intento de emancipación y dignificación de la mujer, actitud respaldada y sostenida por toda clase de leyes y preceptos jurídicos. [...]

[...] Existen una serie de causas que si no determinan directamente, como las anteriores, el hecho de la prostitución, por lo menos influyen grandemente en su existencia; entre estas causas encontramos la falta de condiciones materiales del obrero necesarias para crear una vida familiar feliz [...]

[...] Otras causas son los matrimonios tardíos, la duración del servicio militar obligatorio, la inseguridad en encontrar trabajo, etc. [...] 

Secondo Luis Hernández una parte delle prostitute proviene dalle file del servizio domestico.

[...] Las criadas, asediadas constantemente por el amo o por sus hijos, en la alternativa de aceptar sus proposiciones o perder la colocación, sucumben muchas veces; empezado el camino, es difícil detenerse de él. Si la falta se descubre, la señora despide la sirviente y, con ello, el orden queda restablecido y la moral se restituye al hogar. Abandonada a su suerte, embarazada tal vez, la criada ha de resolver su problema. La prostitución, pública, de mancebía o callejera, le brinda un "modus vivendi" al que suelen acogerse. [...]

Hernández poi differenzia la prostituta che non ha fatto fortuna da quella che invece è riuscita a farsi una posizione migliore grazie ai guadagni e alle amicizie.

[...] Y como la actual organización social es radicalmente injusta, las desventuradas que rodaron tan bajo ven pasar en lujosos automóviles a otras mujeres, tan prostitutas como ellas, pero que, con más suerte, han logrado adquirir pieles, joyas, acaso un hotelito o el mismo auto desde el que parecen desafiar la miseria ajena. Artistas que, lanzadas por un rico protector, utilizan el reclamo del escenario para vender sus caricias a buen precio; muchachas de buena familia que se sirvieron de sus relaciones sociales para buscar un amigo acomodado; señoras casadas que se prostituyen decentemente para satisfacer lujos que el sueldo o la renta del marido no pueden pagar; viudas que, teniendo pensión, con la que vivir humildemente, se ayudan tomando mantes que les proporcionan comodidades y caprichos ...

Las mujeres de las calles ven cómo esas prostitutas viven sin apuros, sin la amenaza del hambre, sin el tormento del frío, rodeadas del inmerecido respeto de los reverenciadores incondicionales del éxito. Moralmente son iguales todas. Pero el mundo sólo distingue dos clases de gentes: la que tiene dinero y la que carece de él. Por eso las de automóviles, pieles y hotel son señoras, y las que viven en prostíbulos o esperan a los hombres en las esquinas, son mujerzuelas. [...]

L’analisi elaborata da Julio Barcos sui motivi per cui lo Stato non intervenga con fermezza e decisione nel risolvere il problema della prostituzione presenta aspetti interessanti:

[...] Lo groseramente absurdo, degradante y miserable de esta moral social, consiste en que mientras se exalta la castidad, convirtiéndola en símbolo de virtud e honor y se castiga toda infidelidad femenina, se erige en institución pública, en industria lícita, la prostitución reglamentada por el Estado. El prostíbulo pasa a ser desde ese momento una institución social tan respetable como cualquiera de las que forman el régimen burguès: la Iglesia, el Matrimonio, el Parlamento o la Justicia. [...]

[...] los defensores interesados del prostíbulo, que son los mismos defensores de la santa madre iglesia, se parapeta detrás de un argumento aparentemente científico: el de la higiene pública. ¿Pero cómo puede invocarse la higiene, cuando cualquier médico medianamente honesto en su profesión, podrá demostrarnos que si la prostitución es un cáncer del organismo social, moralmente hablando, también lo es fisiológicamente, porque constituye una fuente de todos los males venéreos que, como un castigo de la naturaleza ultrajada se han desparramado por el mundo? [...]

Ed inoltre:

[...] Lejos de mejorar su condición, las medidas policías adoptadas en múltiples lugares sólo han servido para empeorarlas, porque no van dirigidas contra la prostitución (considerada oficialmente como necesaria), sino contra las prostitutas. Las disposiciones no tienden a suprimir ese comercio carnal bochornoso; van encaminadas a restarles publicidad. Se hace con las mujeres públicas lo que con los mendigos: se las persigue; se las confina a determinados barrios; se las detiene cuando deambulan por las calles antes de la hora fijada. Pero no se combate la raíz del mal. [...]

L’articolo di Noja Ruiz mette in risalto come il problema della prostituzione riguardi anche l’eugenetica:

[...] Al prostíbulo no van sino los más bellos y mejor logrados ejemplares de la raza. Una mujer fea, deformada, contrahecha, no puede soñar en hacer mercadería de sus pobres encantos. Es preciso que sea bella, sana, robusta, hermosa, bien modelada, seductora, para que sus caricias se coticen a buen precio. Y el placer estéril, la horrible bocaza del monstruo de la prostitución devora la flor de la especie, convierte en descocadas rameras a las que por sus condiciones físicas y morales estaban llamadas a poner sobre el mundo hijos sanos y bellos, orgullo legítimo de la raza, y, en cambio, deja para esposas, para madres de famiglia, a seres tarados y raquíticos que no pueden hacer otra cosa que producir retoños enclenques y enfermizos que hacen fea y desagradable la vida y convierten la tierra en un sanatorio de anormales en el cual tienen representación cumplida todas las dolencias. [...]

[...] Los que habéis tenido madre, pensad por un momento en ella, en el caudal inagotable de su ternura, en la veneración que os inspiraba, y por duros de corazón que seáis no podréis menos que horrorizaros al meditar que aquella santa mujer sólo se la consideró como una cosa que servía de solaz y esparcimiento al macho en celo, como un recipiente de formas más o menos estilizadas y perfectas, en el cual se liba el placer, como un objeto al que no se tiene en cuenta sino para maltratarle y exigirle la concesión de un goce. No una mujer, no una madre, no un ser pensante y sensible, sino un sexo servido por órganos y siempre presto a satisfacer la lujuria del esposo o del amante. La ofensa no puede ser más manifiesta ni más bochornosa. [...]

[...] La mujer es una parte integrante y un factor imprescindible en la gran famiglia humana. Envilecerla equivale a envilecernos a sí propios. Por eso es necesario que este estado de cosas cese y cesará sin duda alguna. Para ello, ningún remedio existe más eficaz que la libertad determinada por la clara comprensión de las cosas. [...]

Non si può dimenticare che nella visione libertaria qui espressa vi è uno stretto rapporto esistente tra lo sradicamento della prostituzione dalla società e l’instaurarsi dell’ideale dell’amor libre. Quest’ultimo potrà porre un freno molto più forte all’illegittimo commercio carnale che non il matrimonio, così come è oggi costituito, e, soprattutto, questo farà aumentare la nobiltà dell’amor libre:

[...] Cooperemos dentro de la capacidad de nuestras energías en la noble tarea de destruír esa organización infamada e inafamante, que no sólo goza de la complacencia de las autoridades estatales, sino de su más amparo.

El logro de tales fines nos lo proporcionaría [...] la práctica del AMOR LIBRE: la libertad sexual en su verdadera acepción. [...]

[...] practicar el amor libre no significa "la vuelta a la promiscuidad de las primeras edades, la cópula al azar de los caprichos y la rienda suelta a las pasiones" (Carlos Albert), sino el predominio de los lazos espirituales en los asuntos del sentimiento, sin la intervención de factores complementarios, ajenos absolutamente a ello, que prostituyen y degradan. [...]

Anche parlando di prostituzione viene posto il problema della parità fra uomo e donna. Come mai non esiste, accanto ad una prostituzione che soddisfa l’uomo, una che renda la parità alle donne anche in questo ambito della vita sociale?

[...] Pero suponiendo que el prostíbulo fuese un recurso extremo de la higiene pública para los varones, ¿por qué no habría de concederse en iguales condiciones un desahogo semejante a las mujeres en beneficio de su salud? Acaso es menos respetable y necesaria la salud de las mujeres que la de los hombres? [...]

[...] En realidad [...] existe un gran número de mujeres perfectamente capaces de desear una prostitución masculina reglamentada como la otra; y su número aumentará cada vez más, porque a ese fin tienden las condiciones de la vida femenina actual.

Esas mujeres no son depravadas, ni cínicas, ni histéricas, sino criaturas sanas y normales, sencillamente, a quienes asquea el disímulo y a quienes las circunstancias no han permitido la libre y tranquila satisfacción; mujeres conscientes del desacuerdo entre la verdad fisiológica y las excusas descabelladas y mentirosas con que se la disfraza. Pueden ser solteras y desear siéndolo para ganarse la vida y disponer de ella a su talante; pueden ser viudas y no querer o no poder casarse nuevamente. Todas las mujeres no están obligadas a sentir la necesidad de una compañía, y pueden existir muchas razones que las alejen de tal comunidad sin que por ello se crean constreñidas a permanecer castas, y mucho menos desprovistas de necesidad afectivas, de altruismo; de ternura maternal o filial, de sentimiento generoso. [...]

La conclusione alla quale giunge Barcos rispecchia l’idea, generalmente diffusa negli ambienti libertari, contraria all’esistenza della prostituzione:

[...] Pero si el prostíbulo es un mal para los hombres, también tiene que serlo indefectiblemente, para las mujeres. [...]

[...] Preferible es la aduana libre para ambos sexos, donde no hay al menos el infamante lenocinio de por medio, que convierte el placer en vil comercio. [...]

 

 

2.4. Amor libre e matrimonio

Il matrimonio è quasi sempre visto come un fatto negativo, sia esso religioso o civile, in quanto sarebbe un legame imposto da fattori esterni (come ad esempio la necessità basilare di sostentamento di un essere umano, quasi impossibile da ottenere per una donna che voglia vivere sola) che non può portare ad un giusto equilibrio nella coppia.

Secondo Noja Ruiz, il matrimonio non ha sempre rappresentato un ostacolo allo sviluppo morale della società:

[...] En la vida, como en la Naturaleza, nada se produce con carácter definitivo y nada permanece inalterable. Se halla todo sujeto a eterna mudanza, en perpetuo devenir. El matrimonio que respondió un día a una necesidad social imperiosa y fué heraldo de dignificación humana, ha llenado ya su cometido y cumplido su rol histórico debe desaparecer de la escena reemplazado por nuevas modalidades que se hallen más en armonía con el progreso social de la humanidad, con las corrientes modernas, con las exigencias de nuestros tiempos y con las aspiraciones del hombre. [...]

Obac lo considera immorale, perché dà la possibilità ad un vecchio di sposare una donna in giovane età con il beneplacito dei moralisti, mentre due giovani che vogliono amarsi fuori dalle regole ricevono solo aspri rimproveri.

Il rapporto che hanno l’uomo e la donna nei confronti del matrimonio non è uguale, soprattutto per la disuguale posizione che occupano all’interno della società e per la diversa educazione che ricevono:

[...] El hombre teme el matrimonio, y sólo sucumbe a él por amar con mayor libertad a la que considera su elegida; la mujer no lo teme, lo desea, por ser la única forma de fácil realización de vivir con relativa tranquilidad y tener un hombre para amarla y ayudarla. De ahí que, salvo algún ligero e insignificante capricho, vea en cualquiera de sus amoríos la probabilidad de llegar al ambicionado matrimonio. [...]

[...] En este estado de cosas, la mujer que por ser fea, por ser vieja, o por tener alguna tara no logra casarse, se considera completamente fracasada, y recurre a cuantos medios están a su alcance para tener al hombre que le dé amor y protección. [...]

È chiaro che, secondo questo e altri autori libertari, quando la donna potrà competere ad armi pari con l’uomo nella lotta per la vita, quando sarà cosciente della sua libertà sessuale, difficilmente accetterà la schiavitù del focolare domestico e di essere la cosa dell’uomo. Non accetterà più di buon grado il legame del matrimonio e vorrà vivere la propria vita senza padroni né tutori.

Obac, sempre considerando l’educazione e i costumi imposti dalla società, analizza alcuni casi di unioni mal riuscite, siano esse di tipo libero o matrimoni regolari:

[...] se encuentra un hombre de pocos sentimientos generosos ante una mujer fracasada del matrimonio, y como el hombre es en extremo concupiscente y para él toda la carne de mujer es buena, se realiza la unión con estos elementos tan poco aceptables, y, como es natural, se hastía el hombre y viene la desunión. También se efectúa en otra ocasión que no puede serle muy favorable. Es cuando una parejita ha sostenido un período de relaciones exactamente iguales a las que llevan al matrimonio y en un momento dado ha habido entre ellos eso que llama un desliz, han venido las consecuencias y los apuros por parte de ella, no ha podido obligar al pichón a formar un nido pasando por el matrimonio, y él, en cambio, le ha propuesto la unión; y ante la dificultosa situación no ha tenido más remedio que aceptar. También sucede algunas veces que un joven tiene formado su concepto de la unión libre y cree conveniente llevarla a cabo; se enamora de una muchacha que está muy atada a sus prejuicios, la procura convencer de las ventajas de la unión, insiste, llega incluso a coaccionarla y ella cede; pero pasado algún tiempo hay pretensiones familiares, vuelve ella a su anterior manera de pensar, y la unión fracasa de un modo lamentable. Se da el caso frecuente de que dos personas que rompieron las cadenas del matrimonio se unen; pero unidos sin que tengan la menor idea de lo que hacen, y porque no tienen manera de casarse; de estas uniones no se puede responder. Inútil será decir que uniones realizadas en dichas circunstancias están expuestas a lamentables fracasos; pero hay que tener en cuenta que llevadas al matrimonio resultarían catástrofes. [...]

Si può notare come anche in caso di un’unione senza futuro, Obac comunque insiste nel credere migliore l’unión libre del matrimonio.

Per Casañ quest’ultimo non assolve nemmeno alle necessità fisiche della coppia, in quanto le persone raggiungono la maturità sessuale ben prima di sposarsi, imponendo un’astensione forzata dai rapporti sessuali che porta ad un disequilibrio nei soggetti considerati. E non serve neppure alle necessità della società, perché i figli che nascono da queste persone sono stati generati sotto la spinta di un’amore forzato dai vincoli legali, mancando così di quella vitale e sublime dignità che dovrebbe essere la garanzia di un amore realizzato nella libertà e nell’entusiasmo, dati solo da un’unione libera. Né risponde alle necessità morali di un individuo, per la palese difficoltà di ognuno di potersi unire con la persona che veramente ama, spinto invece a sposarsi seguendo criteri economici o di natura simile.

Pensando al coinvolgimento formale ed etico insito nel matrimonio, Luigi Fabbri tende a differenziare il matrimonio civile da quello religioso:

[...] mientras la formalidad del matrimonio civil, como de cualquier contrato privado, es puramente exterior y no empeña en modo alguno la conciencia frente al instituto de la Comuna o del Estado que registra el acto, el matrimonio religioso implica una obligatoria sujección del espíritu, un reconocimiento no exterior sino interior de la autoridad de la iglesia; y por consiguiente una contradición moral y no solamente formal con las propias ideas: contradicción que tiene todos los caracteres de la apostasía. [...]

L’analisi dei sostenitori della libera unione non si sofferma solo ad analizzare i cambiamenti più immediati che si possono verificare al suo interno, ma tende anche a vedere più lontano nel tempo, valutando le modificazioni che si potrebbero avere nella costituzione della società stessa con la soppressione dell’istituzione del matrimonio.

[...] El actual régimen económico exige que se establezca la familia jurídica; suprimid entonces ésta y con ello suprimiréis la primogenitura, así será imposible la transmisión de la propriedad privada, [...]

[...] entonces reinará el verdadero amor, porque desaparecerán todos los egoísmos brutales de los males sociales que afectan a la especie humana. [...]

[...] La libertad de pensar y de obrar es la base positiva que une inquebrantablemente las afinidades personales; [...]

"El matrimonio legal ha corrompido la raza humana y puesto el sello de la esclavitud sobre los individuos", dijo Enrique Ibsen; [...]

Analizzando la società del tempo, Iwan Bloch ha notato come l’amor libre sia una realtà già da tempo consolidata nel proletariato, e rafforza la sua idea facendo riferimento ad uno studio di Alfred Blaschko:

[...] Con mucha razón hace notar Alfred Blaschko que el proletariado ha realizado hace ya mucho tiempo el ideal del amor libre. En él vive la mayor parte en unión sexual, sobre todo entre los 18 y 25 años, sin contraer matrimonio.

"En todos los tiempos no ha sido considerado como pecado el amor libre entre el elemento proletario. Donde no existe propiedad que legar a un legítimo descendiente, donde el impulso del corazón atrae a los hombres, no se preocupó jamás la gente de la bendición del sacerdote; y si no fuera hoy día tan sencilla la forma del matrimonio civil, y, por otra parte, no se pusieran tantos obstáculos para todo en su camino a las madres solteras y a sus hijos, quién sabe si el proletariado moderno no habría abolido para sí hace ya mucho tiempo el matrimonio." [...]

 

2.4.1. Amor libre, matrimonio e divorzio

Parlando di matrimonio si devono prendere in considerazione anche le diverse posizioni riguardanti il divorzio. Potrebbe sembrare strano che un mensile di tendenza anarchica tratti questo tema, ed è proprio questo che è interessante evidenziare: come molte posizioni o idee anche estranee ad una "morale" anarchica trovino posto sulle riviste di quei tempi. Parlare di divorzio negli anni ‘30 era comunque molto in anticipo sui tempi. Per la sua completezza e per la sufficiente chiarezza sull’argomento riporterò integralmente l’articolo di Emile Armand, La ley del divorcio.

[...] La ley del divorcio me es indiferente porque me indifiere totalmente la ley del matrimonio.

Es ya tiempo de arrancar la máscara a esta sociedad de prejuicio social seculares - aniquiladores del individuo, perjudiciales a la especie.

La institución de la familia bien constituída es un prejuicio social y la familia legalmente constituída tiene por desempeño el hacer desgraciados a sus miembros. Ella se da por misión el hacer la felicidad de todos, y no llega más que a ahogar los sueños, las aspiraciones de libertad de cada uno.

Nadie es feliz en el estado de matrimonio, pero todos se esfuerzan en colocarse una máscara sobre el rostro, y concurren así al arrastramiento hacia la misma vertiente de aquellos que aun se encuentran libres ed esta traba a la libertad de vivir individualmente. Nosotros sabemos como se hacen los matrimonios y lo que preside en su arreglo: para poca cosa el instinto, y sì mejor las conveniencias, la situación social, la fortuna, toda la série de obstáculos a la felicidad.

Es la familia quien se arroga el derecho de decidir sobre el placer de vivir de sus miembros, vigilando con cuidado que no sean comprometidos los intereses económicos, en detrimento del bienestar y de la alegría individuales.

Además, la familia no satisface al interés colectivo, porque él es enorme, incalculable el perjuicio que llevan a la especie los matrimonios indisolubles, eternos, encadenando casi siempre a dos individuos que terminan por ser indiferentes el uno al otro, cuando no se odian ferozmente. Y estas uniones de oportunistas, de enemigos, de extenuados, de hipócritas - practicando el adulterio en los brazos los unos de los otros - de razonables, de rutinarios, dando nacimiento a los hijos de la casualidad, a los hijos no deseados, a los hijos del disgusto, de la domesticidad y del odio mismo. ¡Qué diferencia con los hijos del amor!

Es muy raro que nazcan hijos del amor en el seno del matrimonio legal.

Estos son sobrenumerarios... sí, pero más inteligentes, más capaces, más bellos, más perfectos incontestablemente.

Así, pues, ¿qué es lo que protege la familia legal? La desdicha del individuo y la degeneración de la especie. La familia legal es inútil, más bien: ella es nociva a la evolución social.

Defender esta familia, es defender el infortunio colectivo, la ignorancia, la explotación del individuo; es estimular la resignación pasiva y criminal; es, contribuir al malestar social, ser cómplice de esta serie de crímenes bárbaros perpetrados en nombre del amor, por la celosía, por el instinto de propiedad; es, protejer el adulterio, la poligamia hipócrita basada sobre la ley monogámica que da el derecho al hombre de aportar al hogar todas las basuras de la calle, comprendiendo también la sífilis, infectando su descendencia gracias a la esposa ingenua, oportunista, servil o ignorante.

De otra parte, quien ignora que estas familias virtuosísimas, legalmente constituídas se componen de cuatro personas por lo menos: el padre, la madre, el niño... y el marido.

¡Abajo las máscaras! La peor hipocresía es la hipocresía interior, ante sí mismo, frente a su propia conciencia.

¿Y el adulterio y la prostitución masculina? ¿Y el absurdo de dos especies de moral, según los sexos?

¡Y los matrimonios de convivencias que agarrotan a dos individuos para toda la vida, quitándoles el derecho a la libertad de los sentimientos, a la libertad de disponer libremente de sí mismos!

¿Y el adulterio resultado de la ley y de las costumbres, consecuencia lógica del lazo legal y del prejuicio social de que la mujer es la propiedad del hombre?

¿Cómo se puede llegar a ordenar por leyes los "afectivos complexos", los "complexos psicológicos"?

* * *

"El amor es ciego"... él no obedece a las conveniencias, ni a las leyes, ni a los códigos, ni a las reglamentaciones, y cada individuo tiene el derecho y el deber de disponer de sí mismo - para el gran provecho de la vida considerada bajo todos sus aspectos.

Es ridículos el papel de la sociedad contemporánea que quiere construir un dique precisamente en el lugar donde las aguas tienen la impetuosidad irresistible de las fuerzas que no son regidas más que por las leyes naturales. No solamente es ridículo, sino antihumano, perverso, egoísta, ingenuo.

¿Quién puede detener la carrera del peñón destacado de la cumbre de la montaña?

Nosotros vemos de ello la prueba en la inquietud general, en los escándalos chics, en el deseo de libertad que se apodera de todas las clases, en el crecimiento de los crímenes pasionales, en la avalancha que todo lo arrastra bajo su paso, en la formidable irrupción de la organización social legalmente constituída - indicios del galope final de una civilización y principio de un gran fin.

El matrimonio legal es contra natura. El corolario es evidente: el divorcio es una ley del hombre teniendo por fin corregir o imponer otra ley más inhumana aún.

Que los humanos tengan, pues, el derecho de reunirse y de separarse cuando ellos quieran, cómo ellos quieran, libremente, fuera de la violencia de las leyes salvajes del hombre, dentro de los límites de las leyes cósmicas, de las leyes naturales.

Consideremos el problema sexual y el problema del Amor, como uno de los capítulos más admirables, los más graves de la Historia Natural.

Salir de ahí, es manchar el cuerpo y el alma, profanar la delicadeza del sentimiento del amor, es matar la aspiración a la libertad - la más elevada de todas las aspiraciones - aquella que conduce a una visión consciente, aquella que nos lleva a mirar bien de frente el problema del ser y del destino.

Libertad del amor, libre elección - derecho de seguir cada uno su destino, sin que un sexo pueda prohibir al otro el respirar libremente - deber para cada uno de disponer de su cuerpo y de sus sentimientos, poco importa la opinión de la sociedad - "la hedionda Mesalina quien en el eterno carnaval de la vida aparece siempre disfrazada de vestal" - estas reivindicaciones deben constituir el principio sobre el cual el individualista edificque su forma de ver y base su ayuda a la evolución social, consecuentemente a la alegría de vivir.

¡Cómo la vida es buena cuando nuestro corazón tolera, disculpa, excusa las faltas, las debilidades ajenas!

¿ Con qué derecho intervenimos en la conducta de cualquiera, ya que es entendido que la libertad individual no tiene más límite que el perjuicio directo que ella causa al ajeno?

¿Qué es esta intransigencia, este farisaísmo moralista - cuando el mismo Cristo no ha proporcionado los bellos ejemplo de Magdalena y de la mujer adúltera?

"Va, y no peques nunca contra tu corazón" - tal es la interpretación genial de Han Ryner, el quinto evangelista.

Toda la moral verdadera está contenida en estas palabras mágicas: "No pecar contra el corazón". He aquí todo el evangelio del amor.

¿Quién se ufanaría de compararlo al despotismo del corazón? ¿No tiene en cuenta ninguna de las leyes de los hombres?

No pecar contra el corazón quiere decir, principalmente, no hacer sufrir - eso significa también reivindicar el derecho y el deber de gozar de la vida con alegría, hasta el límite de los ardientes impulsos de los sentimientos nobles, dentro de los límites de la razón refrenando los instintos; obedecer a las leyes cósmicas de la gravitación, de la afinidad electiva, de la cohesión; conformar, en fin, a la más grande de las leyes: la ley del Amor universal.

¡Qué estrechez de horizontes en las leyes humanas!

¡Qué salvajería en el matrimonio legal! Y todo este moraliteísmo farisaico hace olvidar al Cristo - el más bello hijo del amor de todas las leyendas... [...]

Riguardo alla legge sul divorzio Delaville si pone la seguente domanda: perché dobbiamo richiedere un doppio intervento della legge (si riferisce al matrimonio seguito dal divorzio) in un ambito che interessa solo la sfera dei sentimenti umani. La persona incaricata di regolare i divorzi, che deve essere richiesto dai due coniugi, vuole conoscere il come e il perché della fine dell’unione che, in caso di giustificati motivi, viene resa di dominio pubblico; si deve convenire che è immorale come l’unione forzata che ha portato all’infelicità due esseri umani.

Una coppia che voglia divorziare non ha la sicurezza totale di poterlo fare, anche con l’esistenza della legge sul divorzio. La legge prevede i casi nei quali è possibile applicarla, ma questi non possono certo racchiudere esaurientemente tutte le situazioni nelle quali si può venire a trovare la coppia. A questa difficoltà bisogna aggiungere l’elevato costo del divorzio, che impone la rinuncia del suo utilizzo a molte persone, costrette così a continuare a vivere insieme nonostante non si amino più. L’unica consolazione che rimane a queste ultime è quella di sapersi rinchiusi in una prigione che conserva sempre una porta aperta.

Quindi non divorzia chi non ama più il/la suo/a compagno/a, ma chi dispone della somma necessaria per pagare le spese dell’azione giudiziaria, chi può dimostrare che secondo il tale articolo e il tale paragrafo della legge sul divorzio ha il diritto di poter divorziare.

Non si può discutere sulla validità della legge sul divorzio quando non si considera valida neanche l’istituzione del matrimonio, sarebbe perdere del tempo inutilmente. Bisogna invece distruggere tutto quello che può danneggiare l’uomo: il rito e le leggi che impongono il matrimonio come consacrazione di un amore sono totalmente contro natura. Quando due persone si innamorano pensano solo a baciarsi e non al fatto che un terzo incomodo (lo Stato o la Chiesa) abbia una qualche influenza sul loro amore. Per prima cosa la normativa prevede che la famiglia debba approvare l’unione e poi sancirla tramite la legge. Una persona non può giudicare i sentimenti di un’altra, anche se questa rappresenta il proprio figlio o figlia, perché sarebbe un’intromissione non autorizzata nelle leggi della Natura. La stessa che ci ha dato la facoltà della parola, del pensiero non c’ha concesso la possibilità di erigersi a tiranno di un altro essere umano, in nessun campo della nostra vita e tanto meno in quello dei nostri sentimenti.

2.4.2. Amore libre, matrimonio e adulterio

Studiando l’amor libre e il matrimonio bisogna tener presente anche l’adulterio, che con lo sviluppo della libera unione perde molto del suo significato e del suo potere dato dall’indissolubilità del matrimonio.

Per chiarire meglio il concetto di adulterio, si potrebbe dire che questo

[...] Puede dividirse en dos sectores: el adulterio del hombre y el de la mujer. En sus orígenes, el primero no tenía importancia; los hombres tuvieron libertades y facultades; señores y privilegiados dictaron la ley. El adulterio verdadero fué el de la mujer, como lo prueba la misma historia del Nuevo Testamento y como lo afirman las costumbres de la burguesía internacional reflejados en sus códigos y leyes. Recién en las legislaciones modernas, más humanas, entra a considerarse el adulterio del hombre como delito y a darle importancia, aunque en espíritu no tanto como al de la mujer.

El avance de la consciencia femenina y la obtención del divorcio, cambian el aspecto cerrado de la cuestión. El divorcio rompe legalmente el vínculo que parecía eterno y da al amor territorios antes inexplorados, pues permanecían custodiados por la ley.

El espíritu femenino llega a una libertad sexual desde donde se mira científicamente los problemas del amor y declara que habiendo voluntad y libertad y no creándose consecuencias perjudiciales para terceros, todo acto sexual es moral. Infinidad de hombres piensan lo mismo...

El aulterio también sufre un grave accidente desde que aumentan las uniones libres, desde que apunta en las nuevas sociedades el amor libre o la libertad de amar. [...]

[...] La decadencia del poder paterno, la decadencia de la sujeción de la mujer, la decandencia de la costumbre y pretensión de casarse con vírgenes, ha colaborado eficazmente en la decadencia del adulterio como lacra, mal, pecado o delito. [...]

[...] Concepto negativo, no tiene personalidad propia ni características éticas. Originóse para defensa del matrimonio, para seguro de la propiedad y continuidad de la autoridad. Fué el adulterio un perseguidor del amor y un esterilizador de las más puras fuentes de la vida. Francamente, no consiguió nada. La pena no logró detenerlo en su desarrollo. Muere en la actualidad por cuanto se liberta el amor de todos los prejuicios y trabas de la ignorancia secular y mixtificación religiosa. [...]

[...] Si hoy muere, es porque principalmente lo mata la mujer, la juventud femenina, esos millones de seres que miran con desconfianza el matrimonio y defienden encarnizadamente sus libertades. Ellas le han concluído por hundir en el silencio. [...]

2.4.3. Matrimonio e prostituzione

Talora il matrimonio viene messo in relazione con la prostituzione, in quanto tutti e due porterebbero ad una diminuizione della stima e della considerazione che abbiamo di noi stessi.

[...] Eso es el matrimonio: una feria sexual, en la cual el hombre y la mujer no buscan más que la satisfacción de una necesidad, sin amor y sin atracción mútua, salvo rarísimos casos.

[...] El hombre busca en la feria sexual, la satisfacción de su lujuria de un modo más práctico y barato que recurriendo a las prostitutas. Y la mujer busca en el matrimonio, el echarse un amo que la asegure el lleno diario del estómago, a cambio de ponerse en posición horizontal cada vez que el marido lo solicite.

[...] La prostitución y el matrimonio, la esposa y la prostituta, son una misma cosa: feria sexual de mujeres y hombres. La única diferencia que los separa no es de calidad, sino de cantidad. [...] La esposa vende su cuerpo en bruto, como se vende una mula aparejada, en la feria. La prostituta lo vende a tajadas, como se vende un pernil de cerdo en una taberna. [...]

 

2.4.4. Matrimonio e verginità femminile.

Altro argomento preso in considerazione è quello della verginità della donna, considerato tradizionalmente come requisito indispensabile affinché un’unione possa realizzarsi.

[...] El origen de la importancia concedida a la virginidad, el atractivo que ésta ejerce y el respeto que se le rinde, parece proceder de estos hechos:

1.º El orgullo del varón al comprobar que es el primer poseedor de una mujer, orgullo directamente relacionado con la idea de propiedad.

2.º La complacencia y gusto del varón, o, pormejordecir, del macho, ya que la rotura de la membrana himen le proporciona una sensación violenta, más aguda aún por la conciencia de su crueldad, por el afán de hacer daño. [...]

Seguendo le tendenze di questa nuova morale

[...] lo evidente, lo que en modo alguno puede ponerse en duda es que la roptura del himen no revela otra cosa que una sensación de brutalidad, de suciedad y de sufrimiento, muy propia para hacer aborrecible a la mujer el acto carnal, hasta el punto de que es necesario todo el amor de una joven hacia su amante para no detestar en éste al bruto que la desflora.

[..] La verdadera pérdida de la doncellez estribará en tiempo no lejano en esa iniciación sensual del goce del amor, considerándose la rotura del himen como una necesidad higiénica e indispensable para la verdadera formación moral de la mujer. [...]

 

 

2.5. L’omosessualità

Tra i temi trattati nelle riviste libertarie spagnole degli anni ‘20 e ‘30 non va dimenticato quello riguardante l’omosessualità. Interessante valutare la posizione che viene sostenuta nei vari articoli per vedere se la libertà e l’uguaglianza propugnate con la nuova morale sessuale vengono rispettate anche in questo tipo di rapporto interpersonale.

Innanzitutto vediamo come era definita l’omosessualità:

[...] Y si hemos de encerrar la complejidad del problema en una definición, podemos decir que homosexualismo es la atracción erótica (física, espiritual o mixta) entre individuos del mismo sexo.

Tal es el denominado homosexualismo-inversión o amor invertido, en el cual un hombre o una mujer responden a una irresistible llamada de sus instintos y más fuerte que su voluntad y su moral que les impele al amor desviado. Aunque en pugna con nuestros sentimientos de seres normales, no tenemos el derecho a calificar de inmoral esa desviación, como no podemos llamar ladrón al individuo afecto de tendencias mentales cleptómanas, que roba impelido por su anormal constitución psíquica.

Junto a este tipo de homosexualismo-inversión se halla el homosexualismo-perversión, o sea el de aquellas personas que lo practican voluntariamente, por snobismo, ansia de nuevas sensaciones o con fines utilitarios. Este homosexualismo se diferencia del anterior, entre otras características, porque si el amor invertido u homosexualismo-inversión es generalmente congénito y existía latente en el individuo desde su nacimiento, el homosexualismo-perversión obedece sobre todo a influencias postnatales y ambientales que modifican y desvían la ruta hasta entonces normal del individuo.

Claro está que existen casos en los cuales es muy difícil establecer esa diferenciación, aunque se tengan en cuenta otras características, como la de que el homosexualismo-inversión oculta lo que él juzga degradante envilecimiento y vive en perpetua lucha espiritual con él, mientras que el homosexualismo-perversión exhibe y declara ostensiblemente sus anormales apetencias eróticas, que practica voluntariamente.

Los últimos estudios de las escuelas de Sexología inglesas y alemanas tienden a amplificar la importancia del medio ambiente en la génesis del homosexualismo, pero al mismo tiempo a establecer la necesidad de un terreno psicológico adecuado para que en él germine la planta morbosa de la desviación sexual. Por tanto, hoy admite la Sexología científica que todos los casos de la anormalidad que estudiamos son a la vez congénitos y adquiridos y que en su producción se engranan el factor psicobiológico constitucional y un factor ambiental. Del engranaje de ambos brota la personalidad homosexual. Y según el predominio de uno u otro factor, se define el homosexualismo como de tipo inversión o de tipo perversión. [...]

Il dr. Martí cerca di rinforzare scientificamente la parità con la quale bisogna trattare gli omosessuali:

[...] Lo cierto es que hoy podemos afirmar rotundamente que el homosexualismo es simplemente una desviación del instinto sexual. En esta premisa se basa el moderno concepto biológico del homosexualismo. [...]

[...] El homosexualismo yace latente en todos los seres humanos, debido, sobre todo, a esa bisexualidad inicial que existe en el embrión humano y que se perpetúa cuando menos en la esfera espiritual. [...]

[...] el proceso de la diferenciación sexual no se realiza nunca de modo tan perfecto que en el tronco frondoso del sexo legítimo de cada individuo no resten espinas susceptibles de enconarse del sexo dormido. Pero de esa sexualidad indecisa, salva la Naturaleza lo que le interesa, que es la apetencia sexual, para empujarla, desviada o no, hacia el cumplimento de su finalidad. De ahí que debamos estudiar al invertido homosexual, no como fruto morboso de una degeneración, sino como producto morboso de una desviación. [...]

Secondo il dr. Rutgers gli eterosessuali non devono provare compassione per gli omosessuali o considerarsi superiori a loro, perché ipoteticamente le uniche persone che potrebbero farlo sono quelle che non si sentirebbero in difficoltà ad avere rapporti, non solo di tipo sessuale, con gli appartenti ad entrambi i sessi.

[...] Frecuentemente sentimos compasión por los homosexuales, como si estuvieran ellos limitados en la elección de sus afecciones íntimas, pero olvidamos que en los eterosexuales se manifiesta la misma cuestión. Es como si los de la derecha compadecieran a los de la izquierda. Pero sólo los que sean tan hábiles con una mano con la otra - los ambidextros - son quienes pueden reivindicar un lugar superior.

¡Quién sabe si llegará el día en que la clase superior sea la ambisexual, es decir, compuesta de gentes que experimentan la misma afección para uno como para otro sexo, según el acuerdo y la armonía de sus caracteres, sin considerar la diferencia de sexo como el punto principal! No será la diferenciación sexual el motivo que les atraerá, sino la simpatía humana por la persona. Estos seres superiormente dotados tendrán entonces el derecho de contemplarnos desde lo alto a los heterosexuales, como lo harán por los homosexuales, a causa de nuestra limitaciones. [...]

 

 

2.6. Il problema dell’onanismo

Le posizioni nei vari articoli considerati sono abbastanza concordanti, con l’unica eccezione di quelli che riguardano le persone rinchiuse in luoghi di detenzione.

Secondo la maggior parte degli autori la masturbazione viene considerata come un’azione negativa, verso la quale le persone sono spinte dall’errata morale vigente nella società. Questa morale non permette uno svolgimento normale delle funzioni naturali, compatibile con la libertà di manifestarsi nell’uomo e nella donna, e portando così gli individui ad un isolamento non voluto e ad un conseguente anormale sfogo dell’organismo con un "atto di depravazione".

Particolarmente significativa appare una descrizione sugli effetti causati da una masturbazione eccessiva dovuta alla nefasta influenza delle riviste pornografiche.

[...] Tenía éste [l’autore si trovava a casa di un amico, n.d.r.] hermano de doce años, cuya salud peligraba visiblemente. Sus ojos veíanse hundidos y sus pómulos acentuábanse cada vez más, a la par que el rostro se descoloría adquiriendo el aspecto mustio y apergaminado del de un viejo. Varias veces me había fijado en su lamentable aspecto. pero la discreción me impedía interrogar el origen del mal, hasta que un día en que nos hallábamos en su comedor, reunida toda la famiglia, un golpe de tos conmovió el pecho del enfermo y de su boca salieron varios esputos de sangre... Me produjo el espectáculo tan honda y dolorosa impresión, que no pude callar por más tiempo y al despedirme de mi amigo le rogué me dijera a qué obedecía el estado del pequeño. Y, con voz velada por la pena que sentía, el hermano relató la tragedia.

Guiado por compañeros mayores de edad, compróse algunos libros pornográficos, y empujado por la influencia que de esa lectura se escapa, lentamente avanzó hacia los vicios solitarios. No se rebeló contra el enemigo, el desgraciado no llegó a comprender el crimen que con él se cometía, y el fantasma de la masturbación interrumpió sus sueños y su ocio, estrecháncole ente sus brazos hercúleos. Y, día tras día, fué minando su salud.

Cuando sus padres se dieron cuenta era ya tarde. Las garras del vicio habíanse crispado sobre el tierno cerebro, convirtiéndole en una masa deforme. Y, fueron en vano las reprimendas, los consejos y los castigos. Un momento que tuviera libre lo dedicaba al pernicioso vicio, y la tisis apareció con fuerza avasalladora. Ahora ya no había remedio, la ciencia se declaró impotente, y la desgraciada famiglia veía a su pequeño andar a grandes zancadas hacia la tumba. El espantoso espectro de la muerte estaba cercano, y su frío aliento helaba aquel hogar... [...]

Se la masturbazione viene condannata quasi sempre se praticata da persone "libere", per i prigionieri la soluzione è diversa dato che è diverso il loro stato sociale. Essendo persone che non possono avere una vita normale in nessuno degli aspetti di solito presi in esame, è chiaro come il problema dello sfogo del proprio istinto sessuale possa influire molto sull’equilibrio psico-fisico del soggetto.

Quindi, la pratica della masturbazione, pratica che anche i medici sono costretti a tollerare, rappresenta l’unica soluzione che permette al prigioniero di mantenere la propria salute nel corpo e nello spirito.

 

 

 

 

 

 

 

 

3. Il Naturismo

3.1. Introduzione

Per i libertari spagnoli degli anni Venti e Trenta era di fondamentale interesse il naturismo per la sua capacità di offrire un nuovo modello di vita, che avrebbe portato ad una nuova forma di società, dove la libertà avrebbe regnato sovrana. Da molti articoli risalta in particolare il tentativo di voler cambiare il livello qualitativo di vita delle classi meno abbienti. Si trovano non pochi autori che spiegano come combattere molte malattie con il semplice cambiamento di certi abitudini. Se questo non era possibile, visto che la classe operaia del periodo non aveva grandi possibilità di scelta nel campo delle abitazioni o della dieta, l’obiettivo è di far vedere come una giusta lotta sociale poteva migliorare sensibilmente la vita quotidiana che trascorreva tra insalubri luoghi di lavoro ed altrettanto malsane abitazioni cittadine. A questo discorso va unito quello, molto importante, della propaganda. Veniva sempre dato un posto di rilievo al fatto che qualsiasi azione, come poteva essere quella di cambiare la propria alimentazione, doveva portare, oltre che a vantaggi immediati, anche quelli a lungo termine: il rovesciamentodell’attuale stato di cose e la nascita di una nuova società basata sull’eguaglianza di tutti i suoi membri.

Lo stesso discorso valeva anche per i lavoratori dei campi, visto che, anche se non abitavano nelle catapecchie urbane, avevano ugualmente problemi assai importanti nelle loro abitazioni e soprattutto nella dieta che era tutto fuorché sana ed abbondante. Ciò era particolarmente grave per i braccianti che avevano un lavoro a tempo determinato e passavano lunghi periodi senza riuscire a trovare un’occupazione che permettesse di dare una rendita sufficiente al mantenimento del nucleo familiare.

Un discorso di rinnovamento, se non di totale rottura dei normali canoni adottati, veniva fatto anche per i medici e per il loro ruolo nella società. Questo ruolo non doveva più essere quello di arricchirsi sulle malattie della gente, il loro lavoro, più volte definito "una missione" e non solamente una semplice occupazione, avrebbe dovuto essere svolto con più umanità. Lo scopo doveva essere quello di aiutare le persone a vivere meglio e non quello di favorire le malattie per poter guadagnare sempre di più.

Questo capitolo sarà suddiviso in quattro parti principali. Un’introduzione al naturismo basata su alcuni articoli che non trattavano un particolare argomento, ma utili proprio per informazioni generali.

La seconda parte tratta della medicina alternativa, ovvero della diversa impostazione di studio e ricerca di vari metodi di cura opposta alla medicina allopatica. Ho lasciato in secondo piano la descrizione dettagliata della cura di singole malattie per concentrarmi di più sull’impostazione ideologica di queste "cure alternative".

La terza tratterà dell’alimentazione in generale, quindi delle combinazioni alimentari appropriate ed erronee, delle sostanze indispensabili per conservare il nostro corpo in salute (non solo proteine e carboidrati ma anche vitamine e minerali), e della necessità, anche se non assoluta per alcuni, di bandire la carne (tutti i tipi di carne, non solo quella bovina, ma anche quella dei pesci e degli uccelli, ecc.) dalla nostra alimentazione, condizione indispensabile a causa della del nostro corpo.

La quarta ed ultima parte affronterà il problema del nudismo e dei vantaggi fisici di una vita all’aria aperta senza l’ingombro dei vestiti.

Non troverà posto invece la prevenzione delle nascite, ovvero la limitazione del numero di figli all’interno del nucleo familiare, in particolare di quello dei ceti meno abbienti, argomento che sarà presente nel capitolo riguardante l’eugenetica. Dove sarà importante notare come i vari interventi si rivolgevano a tutti, non solo alle donne, anche agli uomini ed ai giovani; dato che tutte e tre queste categorie di persone poco conoscevano e capivano di anticoncezione e di come allevare bene i figli (naturalmente questo discorso era più per le prime due che non per le persone più giovani).

Si è lasciato volutamente in disparte la rivista Estudios, che, data la mole enorme di informazioni che poteva offrire, avrebbe monopolizzato il discorso. Così ci si può rendere conto che non era un caso isolato la trattazione di questi problemi, che invece risvegliavano un grande interesse nei lettori.

Altra importante rivista che qui non trova spazio è Helios, per la sua tendenza naturista, ma non libertaria. Quindi, anche se con dispiacere, ho dovuto escluderla da questo mio lavoro. In Helios si possono comunque trovare molti articoli sugli importanti benefici dell’esposizione al sole e di una sana vita all’aria aperta. I libertari mantennero sempre importanti legami con i numerosi circoli ed associazioni naturiste presenti in Spagna. Lo si può facilmente verificare con il fatto che alcuni degli autori degli articoli presenti nelle riviste libertarie erano presenti anche nei periodici naturisti.

 

3.2. Caratteri generali del Naturismo

In questa introduzione verranno considerati alcuni articoli che, non affrontano un tema specifico, ma rappresentano una buona occasione per dare un’inquadramento generale del naturismo. Alcuni argomenti verranno poi ripresi nei capitoli seguenti, dove saranno analizzati più esaurientemente.

Il ruolo che si voleva dare al naturismo non era solo quello di un nuovo modo di intendere l’alimentazione e di affermare la necessità di vivere più a contatto con la natura, ma di contenere al suo interno le basi per una nuova struttura sociale.

[...] Nos encanta ver todos los domingos llenas las montañas y las playas, así los sitios más altos como los más bajos, los más conocidos y frecuentados como los más ignorados y solitarios, de jóvenes que van en busca del sol, del agua y del aire vestidos lo más ligero y lo más cómodamente posible, destocados, presentando el pecho al aire, casi desnudos los pies.

Y exclamamos ante su presencia alegre, serena y sana. ¡Es preciso ofrecer una idealidad social al amor por la Naturaleza y la salud porque estas prácticas naturistas sólo son posible en una perfecta igualdad económica y en una completa igualdad política! [...]

[...] Cuando el elemento obrero, manual e intelectual, único productor de cuanto existe, llegue a percatarse de estas redentoras doctrinas naturistas, [...] fiel intérprete de las Leyes de la Naturaleza, podremos vivir sin leyes arbitrarias y tiránicas que ante la razón de la fuerza bruta, nos imponen, y sólo entoces, imperará la única y exclusiva Ley que rige la Armonía Universal: el Amor.

Y cuando impere el amor en todos los órdenes de la vida, sin odios ni quimeras, sin parias ni tiranos, sin viles egoísmos mercenarios, sin antagonismos de clases, creencias, secta o color y sin más religión que la Verdad, ni más Dios que el Amor, habremos llegado al reconocimiento de la gran Fraternidad Universal, y sabemos que todos los animales son nuestros hermanos naturales, y como mayores, no tenemos nosotros derecho a sacrificarlos ni martirizarlos, sino por el contrario. Tenemos el ineludible deber de ampararlos, protegerlos y enseñarles (al que de ello sea susceptible sin violentar su propia naturaleza), como tenemos el deber de enseñar y educar al hombre que, víctima de su ignorancia, se emborracha, molesta, hiere o mata, en lugar de encerrarle en ese invento diabólico que llaman correcional. [...]

L’ articolo che esaminerò ora è stato scritto da Federica Montseny che, pure proponendo una personale interpretazione del naturismo, ci offre una visione chiara e completa sulla sua nascita e il successivo sviluppo.

[...] El origen del naturismo seguramente fué el afán de recobrar la salud perdida por falta de contacto directo con la Naturaleza. Después, al adquirir este afán adeptos y al recibir estudios, empezó a dejar de ser remedio para convertirse en tesis con dos principios fundamentales: físico uno y ético otro. El primero es la vuelta a la Naturaleza [...]

[...] El segundo es el respeto a la vida animada por la Naturaleza. El naturismo es enemigo de la pena de muerte en cualquiera de sus manifestaciones. Los seres orgánicos no deben ser muertos. Tan sólo se admite la muerte inevitable de los inorgánicos, ya que sin ella se haría imposible la vida del hombre. [...]

[...] la mayor parte de los naturistas, lejos de serlo por convicción, lo son casi puede decirse por agradecimiento [...]

[...] Deshauciados de todos los médicos se han agarrado al naturismo como última tabla de salvación, y al ver que el naturismo, como agente poseedor de todos los remedios de la única ley y de la única soberana que había en el mundo, les salvaba, han admitido su eficacia y su teoría. [...]

[...] El naturismo, teóricamente, no es demoledor y ha nacido dentro de la sociedad actual sin que pretenda destruirla, si bien en el fondo comprende que mientras subsista, su ideología nunca podrá ser una realidad.

El naturismo ha de ir forzosamente agregado a otra idealidad de creación social.

Pero desde el momento en que el naturismo no quiere civilización, tampoco quiere sociedad. Por lo tanto, el naturismo ha de ser forzosamente individualista. El naturismo que no sea anarquista, no es ni será nunca naturismo [...]

A questo punto l’articolo introduce un tema che ha bisogno di una trattazione a sé stante: le relazioni tra anarchia e naturismo.

 

3.2. Relazioni tra anarchia e naturismo

Solo nell’anarchia, nella vera libertà, sarà possibile mettere in pratica i propositi del naturismo.

[...] ¿Tan subversivas son las ideas naturistas? ¿Tan difícil es volver a la Naturaleza sin convertir este deseo en lucha armada? Las ideas naturistas no son subversivas ni pueden convertirse en lucha armada. Pero no en vano han pasado los siglos y no en vano se ha formado una civilización errónea o no, para poder prescindir tranquilamente de ella. Tan sólo en una sociedad libre, sin límite alguno, podrá tenerse la libertad de vivir sin civilización. En la actual, este deseo es imposible y los naturistas mismos deben saber la serie de inconvenientes con que chocan cuando intentan acercarse a la Naturaleza.

Por otra parte, muchos anarquistas son naturistas. Ello es lógico y hasta necesario, ya que el naturismo aclara un punto luminoso de la Humanidad del porvenir: la vida bella y libremente vivida. [...]

[...] El naturismo, añadido como apéndice material y espiritual al anarquismo, representa el hombre integral del mañana y hasta puede que gracias a él, por su influencia inagresiva e cultivadora del sentimiento, se simplifiquen y se desenvuelvan más pacífica y sencillamente, los primeros años, pavorosos y convulsivos, de la Humanidad futura. [...]

Fra l’anarchismo classico e il naturismo integrale esiste una stretta relazione, o meglio, una completa identificazione e una completa armonia. Sono due dottrine, due filosofie che si completano l’una con l’altra.

[...] La Anarquía es la meta ideal soñada y el Naturismo Integral el camino recto y luminoso que nos conduce a ella. El ideal anarquista tiende a la regeneración del organismo social y el ideal naturista tiende a la regeneración de la célula, el individuo. [...]

Blanco non crede in un vincolo così forte tra anarchia e naturismo e dovendo parlare di rigenerazione della collettività, secondo lui è più opportuno migliorare prima l’individuo e poi la società, non ritenendo valido il percorso inverso.

[...] Nosotros no diremos que la perfección social libertaria sea imposible sin la perfección naturista, como en cambio decimos que la vida natural no es práctica en una sociedad de intereses particulares y de tiranías políticas; pero sí afirmamos que sin una dignificación individual, que sin una moralidad individual, que sin una salud individual no concebimos una sociedad sin proprietarios ni gobernantes. En resumen: que hay que mejorar la sociedad para que la sociedad mejore el individuo; pero también es preciso que el individuo se mejore para mejorar la sociedad y nada como el cultivo y la soberanía de la voluntad para el dominio de los vicios, que es la norma principal del naturismo. [...]

La Montseny ci porta a conoscenza di un dibattito, che lei stessa definisce bizzarro: l’anteriorità o la posteriorità del naturismo sull’anarchismo.

[...] el naturismo [...] no es otra cosa que [...] una consecuencia lógica de la ciencia y los sentimientos modernos [...]

[...] no hay anterioridad ni posterioridad: hay solamente proceso evolutivo o complementario. [...]

Trattando sempre di anteriorità e posteriorità: dovendo curare la società e l’individuo con chi dei due si dovrà iniziare? È l’uomo figlio dell’ambiente o è l’ambiente ad essere figlio dell’uomo?

Monteamor risolve così la questione:

[...] Yo, [...], diré que para lograr un organismo social sano y equilibrado es indispensable sanear y equilibrar antes cada una de las células que lo componen. Por esto prefiero la evolución lenta, pero serena y segura, a la revolución alocada, sanguinaria y cruel, pero ineficaz; porque si el Hombre es hijo del ambiente, precisamente dentro del ambiente debemos hacer al Hombre más fuerte que el ambiente mismo; y si, por el contrario, el ambiente es hijo del Hombre, debemos purificar a este primero para que el ambiente se purifique después.

Hay un exiomático principio del Anarquismo clásico, precisamente, que dice: Mientras el individuo no sea perfecto, tampoco podrá ser perfecta la Sociedad. [...]

[...] Una vez que la humanidad haya conseguido destruir esos malos gérmenes [l’ignoranza, il vizio, l’egoismo, l’ ambizione e l’atavismo, n.d.r.] que roban la salud y el equilibrio a cada uno de sus componentes, podrá afirmarse que la revolución social está verdaderamente ganada.

Precisamente porque será la verdadera, será también la única; mientras que revoluciones sangrientas hay innumerables en la Historia, precisamente porque todas han sido falsas. Luego ellas representan la línea circunferencial en la evolución humana, mientras que la otra significa la línea recta que es la que debemos seguir si queremos llegar. [...]

[...] Hagámonos pues, naturistas integrales y arrojaremos así ese pesado lastre que nos impide volar libremente hacia las soñadas y luminosas regiones de la felicidad. [...]

[...] El Naturismo es un grito de rebeldía contra todo lo artificioso y corrompido de nuestra vida, contra la falsa, cruel y apolillada civilización; y es una amorosa y filial llamada de auxilio a nuestra ya casi olvidada, sabia, bella, y buena madre Naturaleza. Pero, - entiéndase bien - el Naturismo - que no es salvajismo - toma de ésta únicamente lo que tiene de bello, de poético y de saludable. [...]

Per del Campo non è possibile considerarsi anarchico senza essere anche naturisti. Sono due elementi inscindibili perché non si può volere una trasformazione sociale prima di una trasformazione individuale. Non si può sostenere un perfezionamento esterno a noi stessi quando non ci si è preoccupati di quello interno. Gli anarchici, diventando naturisti, lo saranno nel significato più ampio possibile della parola. Solo allora la loro opera sarà eccellente e duratura e potranno dire:

[...] ¡verdad que para ser anarquista, hay que ser consecuente con las leyes de la Naturaleza! [...]

Dopo aver passato in rassegna varie idee ed opinioni sui rapporti tra anarchia e naturismo concludo con un articolo della Montseny che cerca di trovare un’unità d’azione per le varie parti.

[...] Nos separan antes las palabras que los conceptos. Pero en el fondo, todos, naturistas casi naturalistas y anarquistas también casi naturalistas vamos al mismo fin, aunque sea por distintos caminos. [...]

[...] yo creo que es necesario, cada cual desde sus posibilidades, sentar las bases de una concordancia y de una unión de todas las ideas y prácticas de vida que tienden a un fin único, de magníficas y deslumbradoras perspectivas: la vuelta del hombre a la Naturaleza. [...]

 

 

3.4. La medicina alternativa o naturista

3.4.1. Caratteri generali della medicina naturista

Molto importante per i libertari era utilizzare una medicina alternativa e porre in evidenza la contrapposizione tra questa la medicina ufficiale.

Tale contrapposizione fu molto forte e portò ad un dibattito che si può incontrare abbastanza spesso nelle riviste considerate.

Innanzitutto mi preme spiegare il concetto di naturismo integrale che si incontrerà varie volte in questa mia esposizione.

Prima di parlare di naturismo integrale, si studiò e si parlò di vegetarianesimo, di idroterapia, di fitoterapia, quindi di diversi metodi e sistemi alimentari, dietetici, preventivi, curativi, ecc. Volendo armonizzare tutti questi metodi e sistemi ci si accorse che da soli non bastavano più. Il significato di benessere applicato alla specie umana non poteva più limitarsi allo stato fisico, alla biologia umana: l’uomo è un insieme di diverse sensazioni e di diversi istinti, non solo materia. Da queste considerazioni scaturí il naturismo integrale applicato al genere umano e al suo modo di vivere. Il naturismo deve studiare tutta la complessa organizzazione sociale, in modo speciale dal punto di vista sociologico, sviluppando così l’integrità di questa dottrina che viene vista come fattore di rigenerazione totale della specie umana.

Rigenerazione che deve avvenire sempre all’interno delle leggi della natura. A queste neanche la medicina può sottrarsi. Lo studio dell’uomo deve essere considerato in relazione con l’ambiente che lo circonda e con la sua dipendenza dal regime sociale nel quale vive. E, come si vedrà meglio più avanti, non si può pensare alla salute dell’individuo senza tenere presente la modificazione delle influenze nocive dell’ambiente.

 

3.4.2. La medicina naturista e il contrasto con la medicina ufficiale

Solitamente lo scontro si evidenziava più per le risposte dei medici naturisti, che trovavano largo spazio a loro disposizione nelle riviste, che non per un reale dibattito fra medicina ufficiale e medicina alternativa.

Anche se le posizioni alcune volte erano molto diverse, il medico naturista aveva il compito oltre che di guarire e dare dei consigli per una giusta condotta di vita, anche quello di aiutare i medici "tradizionali": dissuaderli dal continuare lungo una via sbagliata, renderli capaci di

[...] seguire il sentiero dell’amore che li porterà alla luce che inonda i naturisti, che li illumina e li rende capaci di vivere nell’unico e vero regime di vita che doni la salute perenne. [...]

Una discussione era quella tra i diversi modi di intendere la medicina naturista. Alcuni dottori sconsigliavano di credere a tutte le soluzioni, alcune delle quali alquanto improbabili, che venivano offerte da loro colleghi. Si cercava così di mettere le persone in grado di riconoscere gli eventuali impostori.

Per i medici naturisti la medicina deve essere una scienza, cioè una conoscenza chiara e metodica delle verità relative alla conservazione e al ristabilimento dell’organismo umano. Il suo fine deve realizzarsi con metodo, in maniera decisa, efficace e rapida quanto sia possibile: di conseguenza tutte le sue applicazioni e tutti i suoi mezzi d’azione devono rispondere al fine che si propongono.

Il naturismo non può essere uno studio basato sull’empirismo né una scienza che opera nel mistero, bensì una dottrina che tende al perfezionamento fisico, morale e sociale dell’umanità.

Bisogna ricordare che non è l’intelligenza dell’uomo, né i rimedi artificiali, che preservano la vita e la salute, ma solamente il principio vitale (inteso come il principio che è causa della vita), che non richiede altri elementi all’infuori di quelli necessari alla vita e alla loro stimolazione.

Conseguentemente, attenendosi a quanto esposto sopra, i medici naturisti hanno formulato le regole della corretta alimentazione (di cui parleremo nella parte riguardante il vegetarianismo), dell’igiene e della medicina naturista.

Queste regole corrispondono a tutte le condizioni migliori per la vita di una persona e all’esperienza secolare che le conferma come le più utili; quindi prescrivono che si eviti tutto quello che possa danneggiare l’organismo umano e che si utilizzi solamente quello che è benefico.

[...]El médico no es el amo de la vida sino su servidor. [...]

Come già scritto sopra, si cercava di scoprire e far conoscere al pubblico quali erano le cure valide e quali non lo erano e ricordare ad alcuni dottori di usare un metodo più scientifico nelle loro indagini.

[...] Cuando el autor de estas cuartillas conoció el naturismo creyó firmemente que éste, por el hecho de no ser ninguna religión ni basarse en superticiones y creencias metafísicas, se mantendría puro y ajeno a sofismas y supernaturalismos. Pero al pensar así olvidaba el elemento umano. Olvidaba que al campo naturista van individuos de todos los matices religiosos y filosóficos, y como la mayoría de estos individuos no se han despojado de sus creencias, ven el naturismo a traves de sus gafas respectivas, coloreando y encontrando en él lo que ellos deseaban encontrar. [...]

A questo punto dell’articolo l’autore continua portando due esempi di errata valutazione e distorsione della realtà.

Il primo è il caso di Sir Jagadis Chunder che credette di aver scoperto nelle piante e nell’uomo lo stesso sistema circolatorio e di essere in possesso di diagrammi che mostravano i battiti cardiaci delle piante esaminate. La smentita è arrivata dopo un po’ di tempo quando, tramite una famosa rivista scientifica americana, gli ha risposto G.A. Persson affermando di aver ripetuto gli stessi suoi esperimenti esattamente allo stesso modo ma di non aver potuto constatare nessuna delle cose da lui affermate.

Per non dilungarmi troppo con questi esempi dirò soltanto che nel secondo si riporta l’opera del dr. Hanish che basa la sua idea di naturismo sopra i due concetti di elettricità e di magnetismo: suddividendo le infermità in malattie di natura elettrica e malattie di natura magnetica.

L’articolo si conclude così:

[...] Es muy fácil hacer afirmaciones, como las hechas por el dr. Hanish, sin substanciarlas con pruebas. A pesar de esto no faltarán naturistas crédulos que las tragarán sin masticarlas. Afirmaciones como esta solo consiguen en marañar el naturismo, complicándolo de tal modo que su comprensión, por la mayoria de individuos, es difícil si no imposible. Esto da lugar - y esto es lo que muchos que se llaman naturistas buscan - a la formación de una especie de casta sacerdotal que se abroga el derecho de interpretar y dispensar el naturismo. Nosotros combatiremos con todas nuestras fuerzas semejantes intentos y trataremos de conservar el naturismo en su pristina pureza, ajeno a supernaturalismos, metafísicas y sofismos que solo consiguen deformarlo, intricarlo y ridiculizarlo. Luchemos por un naturismo científico basado en la esperiencia; mantengamos un escepticismo sano; elijamos la duda a la credulidad. La duda es la madre de la sabiduría y del conocimiento. Investiguemos y analicemos detenidamente antes de creer. [...]

La medicina tradizionale veniva anche incolpata di aver dato vita ad un mercantilismo medico che convertiva l’arte del curare in un commercio senza scrupoli. Seguendo le leggi del commercio, il medico si preoccupava solo di moltiplicare la propria offerta con nuovi titpi di farmaci e di cure per ottenere il maggior guadagno possibile.

[...] El eterno círculo vicioso: se "fabrican" médicos y medicinas para combatir las enfermedades, y a la vez se "crean" nuevas enfermedades para mayor provecho y gloria de médicos y farmacéuticos. [...]

Accusando la medicina ufficiale si accusava anche il capitalismo, cioè il regime nel quale questa opera.

[...] Su progreso, su perfeccionamiento [...], producen en lugar del bienestar general, un aumento creciente de la miseria. El paro forzoso es la acción morbosa del régimen capitalista y el paro forzoso, para mí, "médico ante todo", es el tugurio, la indefensión contra el frío, la depauperación, el hambre crónica, la degeneración racial y el fomento de todas las enfermedades infecciosas. Como médicos ante todo, no puedo limitarme a alarmar a las gentes, como con la tuberculosis o el cáncer, ni a crear ligas contra el paro, ni a pedir a los Poderes un limosneo que nada remedia. Debo llegar a condenar al capitalismo y a su organización social, como enemigas de la misión de la Medicina.

Si la Medicina no tuviera hipotecada su misión y enmarcada dentro del régimen capitalista, se mostraría más sensible a los ultrajes que éste infiere a la salud de los desheredados. Si la Sanidad no fuera un puro formulismo oficial, dedicaría a la vivienda insana, y a la hipoalimentación, y al paro forzoso, y a la explotación industrial del hombre, parte del celo que hoy consagra a los microbios. [...]

[...] Protesto contra el deshumanizado investigador de la ciencia pura, que lo mismo se recoja al encontrar un bálsamo contra el dolor, que un medio destructor para los rebaños guerreros. [...]

L’accusa verso i medici non era totale, veniva riconosciuto come non tutti agivano con lo stesso metodo; c’erano anche quelli che, accortisi della poca validità dei metodi curativi "ufficiali", diventavano [...] semplici dipendenti della "natura curativa" [...], avvicinandosi alla medicina alternativa.

Ma la maggior parte dei medici veniva accusata per gli inutili tentativi di guarire le malattie con dei metodi che sicuramente non potevano dare buoni risultati.

Una parte della colpa era comunque anche della gente comune che ha meno difficoltà a chiedere una pillola od un’inezione, invece di privarsi di qualche cosa, specialmente nell’alimentazione, o di adottare delle abitudini igieniche migliori. È l’ignoranza, che talvolta è anche affiancata dalla stupidità, che esige un alleviamento subitaneo del dolore anche se questo va a discapito della vera guarigione; è l’abitudine o i propri pregiudizi che impongono il farmaco più di moda; è la sua necessità a procedimenti d’effetto, a ciarlatani la cui azione suggestiona così tanto, non abbastanza però per assolverli dal disonore che danno alla Medicina .

[...] Es inútil que los sabios se inquieten buscando las causas de los males físicos que afligen a la humanidad, en los laboratorios, en la anatomía y en las investigaciones pueriles que se realizan constantemente con los animales.

Ya que de echo ello es sólo una farsa que debiera hacer enrojecer de vergüenza, puesto que sólo sirve para justificar sus crasos errores, como bien demostrado queda en la actualidad, ante tanto fracaso en las enfermedades de moda, que tienen subyugada a media humanidad, sin que ellos, ni toda la medicina actual, sea suficiente a calmar las dolencias humanas.

Ya que tan sólo consiguen, cuando pueden aliviar un poco las dolencias del paciente, para que más tarde repercutan con más furor y con más síntomas más funestos en otro lugar del organismo. [...]

La medicina ufficiale cercava spesso di mettere sotto cattiva luce l’opera dei medici naturisti, ma questi si difendevano così:

[...] Si se nos llama charlatanes, respondemos que el charlataniismo no es posible más que con la ayuda de los sistemas antinaturales, pero no con el sistema naturista. Sólo estos sistemas aportan remedios fraudulentos, cuyo efecto es pelígroso y fatal, y deben solamente su existencia a la ignorancia y a la inexperiencia. [...]

Accorgendosi della validità delle idee naturiste non è possibile continuare a considerare le malattie come problemi di ordine fisico, ma si deve allargare l’orizzonte delle nostre convinzioni, verificando così che il problema è di ordine morale, sociale ed economico.

[...] Es un problema moral, porque sólo la inmoralidad desmedida, con su secuela de vicios y "placeres" engañosos, generan el mal físico [...]

[...] Es un problema social y económico, que radica al ver acumulada toda la riqueza natural del suelo, en manos de unos pocos que usurpan el derecho por ley natural, y de la que no debiera carecer ningún ser humano. Nadie ve satisfecho ni peude disfrutar de sus anhelos, esperanzas, deseos, gustos, pensares, ne la sociedad presente, por estar carente de todo, ya que todo está en posesión de los que sólo miran el beneficio propio, sin preocuparse de las penurias y privaciones a que se ven obligados el resto de los humanos. Y a pesar de toda esa desigualdad social, económica y moral, enferma y muere lo mismo el "mísero" potentado que vive con todo confort e "higiene", pero no puede dominar sus pasiones y vicios, como el que mora en covachas sin aire, luz, ni nada de lo más elemental para poderse sostener el individuo. Prueba que tanto ataca al grande como al pequeño, sin miramientos ni distinciones, el morbo patogénico, que con sus dolencias arrastra hacia la tumba sin que puedan evitar las medicinas las dolorosas dolencias que a ambos aquejan. [...]

La soluzione può essere solo quella di mettere in condizione l’uomo di capire come deve alimentarsi, con il lavoro che si è liberamente scelto riesca a permettersi abitazioni igieniche, che possa godere dei benefici raggi solari, cioè vivere più a contatto con la Natura. L’essere umano per la sua condizione di prodotto del mondo intero deve utilizzare la supremazia che gli è data dall’intelligenza, permettendogli di avanzare nella scala della evoluzione tutti gli altri esseri viventi, non per trasgredire e violare le leggi naturali, non per avere la pretesa di imporsi all’ambiente che lo circonda; bensì per obbedire alla natura.

Così

[...] si vedranno scomparire quasi tutte le malattie che oggi tanto preoccupano i saggi, ma sarà difficile risolverle finché si continuerà con questa diseguaglianza di diritti e di doveri. [...]

Prima di continuare con la spiegazione delle posizioni delle due medicine riguardo alle malattie, alla loro cura e al loro studio, bisogna spiegare il concetto che il medico naturista aveva della vita.

[...] La vida es una función compleja, acto resultante del producto de dos factores: energía individual y energías cósmicas, y de cuya adecuada interrelación depende la armonia, esto es, la salud.

Podemos dar forma algebraica a la expresión de este principio, diciendo: V = I x C (Vida igual a producto de energía individual por energías cósmicas.) [...]

[...] El factor I (energía individual) es específico, es decir, determinado y propio de cada especie, y considerado, como vimos, como un impulso inicial o una energía vital intrínseca, sabemos que no puede ser constante ni ilimitado. La energía individual, siendo a manera de capital o dote de VIDA que cada ser vivo lleva al nacer, es un factor constantemente decreciente, tiene su valor máximo en el nacimiento y durante la existencia su valor va decreciendo sin cesar hasta el mínimo o la anulación que es la muerte. [...]

[...] No se ha inventado aún ningún procedimiento, ni fármaco alguno, que prolongue en un solo instante una vida agotada [...]. No hay tónicos ni reconstituyentes que puedan dar NUEVA VIDA; todo lo más conseguirán, mediante un estímulo o excitación efímeros (y seguidos de la inexorable reacción contraria) un aumento transitorio de energías, un aparente resurgimiento vital, pero esto no es sino una demanda a las reservas vitales que quedan [...].

[...] El factor C (energías cósmicas) puede considerarse, en cambio, como prácticamente inagotable en relación con I, que de él toma cuanto precisa para su sustento. En estas energías cósmicas está comprendido todo cuanto en una u otra forma constituye un aporte de energías asimilables para el ser vivo (sustancias adecuadas para nutrición, aire necesario para su respiración o para sus intercambios gaseosos, luz, ondas electromagnéticas, radiaciones cósmicas, etc.), de todas cuyas modalidades enrgéticas precisa el individuo para su medro.

Pero es muy digno de tenerse en cuenta que el intercambio de energías por el ser vivo no pueden ser hechos sin medida ni caprichosamente. Ello conduciría al absurdo de que puesto que la VIDA es un producto de dos factores, aumentando uno de ellos (energías cósmicas) hasta el grado que se quisiera, la VIDA se prolongaría indefinidamente. En otros términos: LA VIDA NORMAL, [...], NO ESTRIBA EN EL MAXIMO PRODUCTO, SINO EN LA JUSTA ADECUACION DE ENTRAMBOS FACTORES. [...]

 

3.4.3. Confronti tra la medicina allopatica e naturista nelle cure delle malattie.

Analizziamo in dettaglio le posizioni della medicina naturista e vediamo quale significato dava al termine malattia, paragonandolo con quello dato dalla medicina ufficiale.

La malattia non è più qualcosa di fatale e di inesorabile, legato all’imperfezione del nostro organismo, che è eternamente in lotta contro l’ambiente in cui vive. Secondo il Naturismo la malattia è teoricamente, ma anche praticamente, evitabile; il nostro organismo è perfezionabile e l’ostilità del mondo esterno è solo circostanziale ed apparente.

Alvarez evidenzia che per i medici naturisti non esistono le malattie, non esiste il cancro, la sifilide o la tubercolosi; solamente ci sono persone malate che presentano differenti proteste e modificazioni da parte dei propri organi.

Di opinione simile è anche il dr. Remartínez, per il quale la malattia è uno stato anormale della nostra vita, causato da un’inadeguatezza qualitativa o quantitativa dell’ambiente dove vive la persona. Questo provoca uno sforzo da parte dell’organismo per compensare o per adattarsi nella ricerca di un nuovo equilibrio. In nessuna malattia si presentano stati patologici, cioè stati nuovi che nascono solo sotto l’azione dei germi, ma solamente uno stato fisiologico alterato, deviato, ingrandito, ma analogo a quello che si può osservare quando l’organismo è sano e perfettamente normale.

Una caratteristica negativa della medicina ufficiale è di non considerare il corpo come un solo organo e la vita come una sola azione. Questa mancanza è dovuta al progresso stesso della medicina che, studiando l’essere vivente da un punto di vista analitico, quindi dividendolo in organi tessuti e cellule, è andata perdendo l’idea di un insieme armonico. Per i medici naturisti l’idea di malattia locale non rappresenta la realtà, ma solo l’ignoranza sulla conseguenza che un danno locale ha sull’insieme. Quando l’organismo si ammala, nonostante le manifestazioni localizzate, è tutto il corpo che ha contratto una malattia. I medici non allopatici difendono ed evidenziano l’importantanza che assume l’idea di unità organica per la comprensione delle funzioni vitali normali (salute) o deviate (malattia). Considerando quanto appena esposto risulta chiara la diversa metodologia delle due medicine: la medicina naturista procede per sintesi (dalla parte all’insieme), mentre la medicina allopatica procede per analisi (dal tutto alla parte)

Diversamente dalla medicina ufficiale, i medici naturisti non perdono tempo a classificare le malattie, né a discutere se una causa è predisponente, coadiuvante o determinante. Cercano invece di rendersi conto delle varie circostanze, estrinseche o intrinseche, organiche o ambientali, che determinano lo scatenarsi della malattia.

Questo studio delle malattie deve essere condotto sempre all’interno delle leggi della natura, cosa che invece non fa la medicina tradizionale, solo così si potrà trovare la cura adatta ad ogni problema del nostro corpo.

[...] Debe tenerse en cuenta [...], que la enfermedad es un proceso y que como tal tiene un principio (que no es siempre el instante de entablarse la lucha entre el germen y organismo, sino muy anterior), que tiene también un curso inevitable durante el cual se establece la lucha con tendencia a remover las causas anteriores del mal, y que tiene una finalidad: la vuelta a lo normal. Solamente comprendiendo así a la enfermedad, estudiando a la Naturaleza, siguiendo sus sabias indicaciones y guiándonos de sus enseñanzas, es como estaremos en condiciones de conocer el fondo de la enfermedad y orientando nuestros esfuerzos a remover sus verdaderas causas podremos curarla. [...]

Un Médico Rural ci fa vedere come sia molto diversa tra le due medicine la definizione di che cosa sia una malattia, che comporta di conseguenza una diversa soluzione per il ristabilimento dell’equilibrio dell’organismo.

[...] Para la Medicina clásica, la enfermedad es manifestación de la lucha con el medio, la protesta del organismo herido o atacado por los agentes nocivos del mundo exterior. Para el Naturismo, en cambio, la enfermedad viene gestándose con anterioridad al estallido del aparato sintomático; tiene la significación de una crisis, que restablece o tiende a restablecer el alterado equilibrio orgánico. El organismo, se vale del concurso de los agentes naturales para descargarse de sus impurezas, restablecer su desarreglo humoral y reconquistar su fortaleza e integridad defensiva.

En la Medicina oficial, la enfermedad, es una contingencia que conviene evitar, combatir y domenar como perjudicial y nefasta. En el Naturismo, es la consecuencia obligada de la alteración previa del organismo, y la crisis necesaria para descargar la tensión morbosa que precede siempre, con mayor o menor espacio, a la enfermedad. Es por tanto beneficiosa y como tal, debe ser encauzada y favorecida.

La Medicina clásica huye de los agentes del medio, creyendo así huir de la enfermedad. El Naturismo huye de las circunstancias que dan origen a la pre-enfermedad, y cultiva el contacto de los agentes naturales, valiéndose de su estímulo para impedir el acúmulo morboso o su rápido descargo. Por esto, la Medicina oficial ha de crear un medio artificial, impropio de nuestra naturaleza, con lo que solo consigue huir de una enfermedad y echarse en brazos de otra. [...]

Per capire ancora meglio questo argomento risulta molto utile l’intervento di Isaac Puente:

[...] Tanto en el concepto de la enfermedad infecciosa, como en el tratamiento de la misma, se ha venido dando predilección al microbio y despreciando el papel primordial del organismo. El "microbismo", nacido como reacción contra los excesos de la teoría humoral, ha llegado al excesos también. La enfermedad microbiana es producto de dos factores: del germen microbiano que penetra en nuestros humores o tejidos, y de las condiciones del terreno que lo recibe; y este segundo factor es más importante que el primero. [...]

[...] Para cuando la enfermedad estalla, para cuando se manifiestan los síntomas que hacen llamar al médico, han ocurrido muchas cosas. Ya sólo se trata de quién vence a quién; si el organismo a los microbios, o éstos al organismo. Es ya sólo una lucha desesperada por la vida, en la que vence el más fuerte, y en la que el médico tiene menos eficacia de la que se cree [...].

[...] Los microbios, que pululan abundantemente a nuestro alrededor, como el de la tuberculosis, no son los que producen la enfermedad, sino los que se aprovechan de ella. Causan la enfermedad sólo en el terreno abonado; es decir, en el que ya estaba enfermo. [...]

[...] La Medicina se ha metido en una falsa ruta al pretender curar una enfermedad combatiendo solamente al microbio, y sin tratar de reparar en el organismo atacado el trastorno bioquímico primordial. De aquí, la ineficacia de sus remedios, demostrada por el número infinito de los mismos.

Pero se ha metido en una más falsa ruta, además, al orientar la Sanidad en el sentido ingenuo de destruír los gérmenes microbianos por medio de antisépticos. Ninguna especie animal es posible aniquilar por tal procedimiento. Pero menos las especies microbianas, de cuyos orígenes sabemos tan poco. [...]

[...] Lo que hay que hacer es fomentar nuestras defensas y mantener la pureza de nuestro organismo. Los microbios se los encuentra uno donde quiera, donde menos lo piensa, ya que pululan por todas partes.

El público, por su parte, acepta complacido este medio de preservación, porque no le impone ningún sacrificio, y porque se limita a sencillas y cómodas medidas momentáneas. No tiene necesidad de abandonar ninguno de sus vicios, ni rectificar ninguna de sus rutinas, ni remar contra la corriente de ninguna costumbre. [...]

Ed infine:

[...] El Naturismo concede una importancia preponderante a las alteraciones orgánicas, responsables de la nocividad [...] de los agentes naturales. Nuestro organismo está suficientemente defendido contra las contingencias ambientes. [...]

[...] Colocado en condiciones naturales, en posibilidad de cultivar sus defesas y protecciones, el hombre no conocería la enfermedad; solo moriría catastróficamente o por senectud. [...]

Ma l’uomo viene al mondo già con l’eredità di un triste lascito dei suoi antenati che lo pone da subito in inferiorità nella lotta con l’ambiente. A questo va aggiunta la generale ignoranza in fatto di alimentazione, al tipo di vita che si conduce e alla mancanza di igiene fisica.

Un’altra prova della chiarezza e della poca complessità dell’approccio del Naturismo con le malattie, ce lo offre il dr. Neuens, che individuava tre stati nei quali si può venire a trovare il nostro corpo:

[...] la conservación del equilibrio de los elementos, de las energías y de las funciones orgánicas, he aquí la salud; el restablecimiento de este equilibrio es la curación; su desarreglo es la enfermedad. [...]

Alvarez distingue tra i termini curare e guarire, che esprimono una grande diversità di metodo tra le due medicine.

Per curare si intende un occultamento, il non lasciare che la malattia si manifesti , sopprimerla.

Guarire significa rigenerare, purificare, disintossicare, far ritornare l’organismo alla sua originaria purezza o, per lo meno, alla salute e all’armonia fisiologica.

Alvarez considera una logica conseguenza dell’impostazione della medicina ufficiale il fatto che i medici allopatici confondono questi due termini.

Vediamo ora più da vicino le differenze nelle diagnosi e nelle cure offerte dalla medicina tradizionale e del Naturismo:

[...] La primera [la medicina tradizionale, n.d.r.], cuenta para recoger sus elementos de juicio, con técnicas ingeniosas y delicadas, con un lujo de recursos sorprendente. Así logra tal precision diagnóstica, que le permite penetrar en los detalles de la enfermedad. [...]

Qui l’autore parla delle scoperte che si possono fare utilizzando il microscopio, i raggi x, dispositivi ottici che permettono di vedere cavità e condotti, ecc.

[...] El Naturismo no precisa de tanto detalle; rechaza por innecesarios, cuando no por atentatorios a la Naturaleza [...]

[...] Usa de medios propios para conocer los caracteres peculiares del enfermo [...] Su mirada inquiridora no se limita al organismo enfermo, sino también y principalmente al sano, en el que trata de conocer sus debilidades y sus taras morbosas, a fin de prevenir el estallido de la enfermedad, por su cultivo en la más propicias condiciones naturales. [...]

Si avvale dello studio dell’iride, dell’espressione del viso (ma mette in evidenza gli estremi, alcune volte incompatibili con la serietà, a cui è stato portato questo tipo di analisi), ecc.

Arriviamo ora alle varie metodologie utilizzate per la cura delle malattie da parte delle due "medicine". Si noterà quante volte il Naturismo ponga in evidenza gli effetti salutari di una corretta alimentazione; in quasi ogni articolo che tratta la cura delle malattie si può trovare un richiamo alla giusta combinazione degli alimenti, a non esagerare nel mangiare carne, se non apertamente a favore di un regime alimentare di tipo vegetariano.

[...] El Naturismo se ocupa, más que de curar la enfermedad, de prevenirla; destruyendo las verdaderas causas, sociales e individuales, e instituyendo, con la ejemplaridad de sus convencidos, la evidencia de sus preceptos y las demostraciones de la práctica, las virtudes salutíferas de la vida natural, de la alimentación vegetal y de la Higiene. [...]

La medicina ufficiale invece concentra tutta la sua azione preventiva nella distruzione dei microbi.

[...] Su ideal sería conseguir un medio estéril, sin tener en cuenta la acción colaboradora que a nuestra vida prestan ciertos microbios. [...]

Un’altra delle differenze fondamentali tra le due scuole mediche risiede nelle terapie praticate.

[...] El Naturismo rechaza los medicamentos (productos químicos, sueros, vacunas) de los que tanto abusa la medicina clásica, por considerarlos nocivos y en pugna con sus ideas sobre el proceso curativo de que se vale la naturaleza. Recurre solo a los elementos naturales, colocando al organismo enfermo en las mejores condiciones para librarse de su enfermedad, ya que todas las enfermedades, pueden curarse por los solos esfuerzos de la naturaleza. [...]

[...] El Naturismo no contrarresta la enfermedad, no comete la torpeza de oponerse a su desenvolvimiento, tantas veces beneficioso biológicamente considerado; se limita a favorecer la crisis orgánica que traduce, vigilando los puntos flacos del organismo, y ayudando a la naturaleza a desembarazarse de las taras morbosas, a restablecer su equilibrio. [...]

La medicina ufficiale molte volte si limita a considerare i sintomi, a far scomparire le manifestazioni esterne della malattia, non ottenendo altro che il suo peggioramento.

[...] destruye una fiebre beneficiosa para el organismo ya que es una defensa importante, calma una tose necesaria para expulsar la abundante expetoración [...]; opónese siempre a la sabia acción de la naturaleza. [...]

Il Naturismo rifiuta il lavoro svolto dalla chirurgia, i cui interventi potrebbero essere evitati nel novanta per cento dei casi.

[...] De la misma manera que el precipicio atrae y fascina a los suicidas, el bisturí parece atraer a los pacientes. [...]

[...] La cirugía presenta al enfermo ese espejismo traidor del milagro curativo, de la rapidez expeditiva de la dolencia, con perspectivas risueñas de una postcuración exenta de todo retorno del mal. [...]

[...] Esto no quiere decir que sistemáticamente prescinda del bisturí, pues existen casos en los que su colaboración es necesaria y hasta en armonía con la naturaleza. [...]

Il fine ultimo del Naturismo è rendere non necessario il medico, mettendo tutti in possesso

[...] del patrimonio guardador de la salud y de la vida [...].

3.4.4. La medicina naturista e le vaccinazioni

Nella quasi totalità degli articoli si manifesta una avversione verso l’uso dei vaccini e dei sieri in quanto visti come tentativi capaci solo di violare le leggi della natura.

[...] los Médicos se entrometen en la máquina humana agregando cuerpos extraños al organismo o quitándole partes que le son indispensables o partes cuyo funcionamiento no conocen, y que se enorgullecen de corregir así la Naturaleza [...], y creen haber mejorado su funcionamiento, que han aumentado su existencia, y que así el cuerpo es más suficiente que antes. [...]

[...] Desde el principio hasta el fin de la vida, la Naturaleza tiende a conservar el cuerpo saludable y normal; solamente cuando se interfiere el desarrollo del organismo por accidentes "traumatismos" venenos o procedimientos químicos, es cuando parece producir anomalías.

Si no interfiriéramos en sus poderes constructores y reparadores, el cuerpo se desarrollaría normal y permanecería normal.

Esto es lo Natural; de otro modo es anti-Natural.

Con poca excepciones, las enfermedades se originan en el cuerpo, lo que indica que se han entorpecido los procesos vitales.

La viruela, por ejemplo, no es una enfermedad que viene de fuera, imprevista, ni incombatible. Es una enfermedad que origina dentro del cuerpo por la acumulación de resíduos tóxicos en los tejidos, residuos que la naturaleza, en su afán de conservar la Salud, trata de expulsar por medio de fiebres y erupciones violentas.

La viruela sería raras veces fatal si se dejara que siga su curso normal, y mejoraria el futuro estado de salud del cuerpo, si bien que deja sus cicatrices. [...]

[...] La curación y la inmunización son procesos naturales que automáticamente se verifican en el cuerpo, si no se interfiere con errónea alimentación, con imprudentes y peligrosas medicinas y sueros, y con más peligrosas operaciones. [...]

[...] La vacuna es en sí un tóxico peligroso que nos hace susceptibles a muchas enfermedades, incluso la viruela misma, puesto que pulula la sangre de gérmenes, destruye los fagocitos y deprime las resistencias naturales del organismo.

Es completamente contrario a la Naturaleza combatir los estados morbosos o tóxicos del cuerpo, inoculándole más toxinas aún. La inoculación de esos virus extraños no hace sino disminuir la vitalidad del cuerpo, y exponernos a contraer toda clase de enfermedades. [...]

Anche il tema delle vaccinazioni può essere inserito nel problema di un’alimentazione più naturale e regolata da norme precise che tendano effettivamente alla conservazione, o alla restaurazione, della salute nell’uomo.

[...] Las vacunas [...] modifican la forma de limpieza orgánica, cuando no la paralizan; y en este caso, quedando los males dentro - morbosidad y vacuna -, generan más tarde serias enfermedades crónicas.

Los recientes estudios trofológicos hechos por los doctores Cramer, Drew y Motram, acerca de las vitaminas, demuestran que una alimentación supervitamínica es capaz de elevar el número de fagocitos a un 80 por 100 y más aún; aumentando al mismo timepo las defensas humorales crínicas, con lo cual el organismo queda apto para autodefenderse contra el medio patógeno de origen exógeno o endógeno.

Entendemos que éstas son las verdaderas vacunas. Vacunas tróficas, podríamos llamar; y esperamos que los alimentos bien vitaminizados, compatibilizados y naturalizados, serán las únicas vacunas que mantendrán en vigor e higiénica a la humanidad cuando ésta sepa menos cosas; pero sepa comer para vivir sana, mediante un criterio eutrofológico. [...]

Oltre all’incertezza della effettiva validità e atossicità delle vaccinazioni, ai libertari interessava spiegare come un altro aspetto negativo era la mancanza di libertà. Libertà che veniva a mancare nella impossibilità per l’individuo di seguire le sue idee e, di conseguenza, poter rifiutare le vaccinazioni.

[...] la obligatoriedad de la vacuna antivariolosa es acatada por la generalidad de las gentes como una medida salvadora, y por tanto, no llegan a sentir menoscabada con ello su libertad, ni sienten siquiera la comezón de rebelarse contra tal medida. Ello es debido al respeto que se tiene a la Medicina y al prestigio de que goza la Sanidad [...].

[...] Porque cuando tal no sucede, como le ocurre al naturista; cuando se ha perdido la fe en la Medicina oficial y se sabe que la vacuna no tiene la inocuidad ni siquiera las ventajas que se le atribuyen, sino que representa un modo de deformar a la Naturaleza, entonces es cuando se siente la dignidad herida y cuando la obligatoriedad subleva nuestro sentimiento de libertad y cuando la rebeldìa busca todos los caminos para no sucumbir a la prueba o para anular sus efectos. [...]

Inoltre, collegandosi al discorso sull’eugenetica, si fa rilevare che le epidemie colpiscono le persone più deboli, quindi più facilmente a portata dei germi.

[...] [il vaiolo, n.d.r.] se padece sólo una vez y equivale a una influencia seleccionadora sobre la especie, pues sólo mata o deja malparados a los niños débiles no preparados para las mil asechanzas de la vida. [...]

 

3.5. Alimentazione e vegetarianesimo

Il rispetto della vita degli altri esseri viventi portava come conseguenza che alcuni libertari o naturisti accogliessero con favore un’alimentazione dove non trovava posto la carne ed i suoi derivati, che alcuni spingevano all’estremo non includendovi nessun alimento di origine animale, come le uova, il latte od i formaggi, considerati invece da altri utili nella dieta di una persona.

Per Strittmater l’etica dei vegetariani si poteva dividere in individuale e sociale, tutte e due rappresentano una morale elevata. Considera vegetariano chi non mangia alimenti di origine animale per motivi etici, considerandolo un atto che va a detrimento del suo io. Non solo per il fatto di dover uccidere un’animale, ma anche perché con la carne potrebbe assumere parte del temperamento della bestia, provocando così un’alterazione del suo io con i bassi istinti presenti nella carne, con grave danno per le sue aspirazioni ad una maggiore perfezione personale e ai suoi doveri e obblighi morali verso la società.

Ma anche se per motivi legati o alla morale o al cattivo stato di salute, bisogna sempre distinguere tra chi si avvicina al vegetarianismo seguendo dei giusti principi etici e chi lo fa solo per motivi dietetici; questi ultimi con la loro scelta non apportano nessun miglioramento morale al loro io.

Per Stittmater c’è un’altra ragione per diventare vegetariani che, pur non figurando nel terreno dell’etica individuale, appartiene a quello dell’etica sociale:

[...] No nos es lícito contribuir a que otros hombres [i macellai, n.d.r.] , hermanos nuestros, por culpa nuestra, hayan de malgastar su vida, dedicándola a una profesión ruin y abyecta, o sea, a la de matarife, que, según la experiencia demuestra, ejerce una influencia embrutecedora sobre quienes la practican. [...]

[...] las estadísticas demuestran que la inmensa mayoría de criminales asesinos, se reclutan de entre los profesionales de la matanza de animales. [...]

[...] En las estadísticas criminalistas de todos los países, clasificadas por profesiones, ocupan ellos siempre el primer lugar. Sus hijos suelen ser unos degenerados. Para el servicio militar, sólo resultan aptos un 38 por 100. [...]

Ma l’uccisione degli animali non influisce solo sui macellai ma su tutti quanti, perché ogni individuo partecipa alla degenerazione morale dei suoi poveri fratelli, in virtù della responsabilità morale che si acquista nel momento in cui si mangia la carne, distruggendo tutto quello che ci può essere di positivo nell’anima umana.

Ed è proprio per questi motivi che in molti articoli si sottolineava l’importanza di una corretta alimentazione che possa influire beneficamente sia sul corpo che sulla mente.

[...] Lo que interesa es afirmar que la perfecta armonía de nuestro organismo y de sus complejas funciones, viene a ser base ineludible de sus potencialidad en los dominios superiores de su actuación donde radican las energías intelectivas, volitivas y afectivas. [...]

L’alimentazione deve essere curata attentamente soprattutto nei giovani dove è più facile che si verifichino delle deviazioni morali e sessuali.

[...] No existe órgano en el cuerpo humano que se resienta más del influjo funesto de la sarcofagia que los genitales, y a ello es debido el que esos adolescentes desgraciados lleguen prematuramente al estado de pubertad, cayendo víctimas a menudo de sus vicios solitarios [...].

Quindi nei collegi e nelle famiglie i precettori ed i genitori devono porre molta attenzione all’alimentazione dei giovani, con il proposito di rendere la loro morale individuale la migliore possibile e di non risvegliare troppo presto il loro istinto alla riproduzione.

Il vetegerianismo viene considerato il modo di mangiare che più è in armonia con le regole della natura ed è compito dei vegetariani scoprire e divulgare l’intima connessione esistente tra alimentazione e tasso di mortalità ed anche con lo stile di vita. La cultura moderna ci ha condotto all’esasperazione di una vita antinaturale dove l’uomo, nella scelta degli indumenti, dei cibi e delle bevande, è guidato solo dalla propria ansia di godere, dalla vanità e da una scienza che si compiace dei suoi bassi istinti.

Per portare a compimento un cambiamento così radicale nelle abitudini alimentari delle persone bisogna aspettare il giorno nel quale

[...] el movimiento vegetariano habrà difundido su luz por zonas más amplias y dilatadas de actuación social, y cuando el mundo científico se habrá salido, al fin, de esa calculada reserva, a fin de no jugarse ese menguado prestigio que aún le resta, porque desde hace demasiado tiempo da piedras en vez de pan al pobre y sufrido pueblo; entonces y sólo entonces despertará también, poco a poco, la conciencia de un deber moral indeclinable, respecto a la renuncia total a alimentos animales, y sobre todo a la carne. [...]

3.5.1. La Trofología

Sotto il termine "trofologia" possiamo trovare una serie di articoli tesi a dare un’inquadramento generale sugli alimenti e quali sono i più utili o i più dannosi al nostro organismo.

Per quanto questi articoli diano solo parzialmente una visione morale dell’alimentazione, anche se si riferiscono ad un ambito più specifico quale può essere quello delle combinazioni alimentari, offrono un quadro più ampio e più chiaro del problema "alimentazione" dal punto di vista della cultura libertaria. Inoltre il loro interesse aumenta se vengono visti in un’ottica più moderna, cioè in relazione all’importanza che sta avendo anche nella nostra società la corretta alimentazione.

Castro ci offre un’ottima analisi del significato di Trofología e di altri termini che si possono trovare negli articoli selezionati.

[...] Trofo significa alimento y logos tratado o estudio; siendo así la Trofología, por extensión, la ciencia de la alimentación y nutrición del hombre.

De este modo, la Trofología abarca los dos aspectos de la nutrición: el aspecto exotérico, externo, y el aspecto esotérico o interno. El primer aspecto, estudia todo lo concerniente a los alimentos, desde su cultivo hasta la mesa, procurando que lleguen al estómago de tal forma de modo que su digestión se efectúe tan normal como sea posible. Al efecto, estudia los distintos regímenes de alimentación, y demostrando las bondades y los inconvenientes que cada uno presenta, para la buena nutrición del hombre, traza una norma de conducta alimentaria y orienta al individuo hacia una alimentación cada vez más sana, hasta conducirlo a la alimentación natural del hombre: El crudivorismo eupéptico y compatible.

El segundo aspecto, se ocupa del estudio del alimento ingerido, desde la boca hasta el metabolismo celular, investigando las distintas metamorfosis físico-químicas y biológicas, por las cuales pasa el alimento en contacto con los distintos medios digestivos: boca, estómago, intestinos, hígado, linfa, pulmones, músculos, célula y micela. [...]

[...] Como se ve pues, la Trofología abarca un gran campo de acción, cuyos estudios serán, a no dudarlo, la base fundamental y biológica de una vida más sana, más moral y por tanto, más feliz, para la humanidad.

Cuando la humanidad conozca todas y cada una de las leyes trofológicas [...] nadie matará para comer, y recién la paz se establecerà entre los hombres ya que alguien ha dicho, y con razón, que, "De la matanza de animales a la matanza de hombres hay solamente un paso". [...]

Che cos’è la Eutrofología?

[...] La Eutrofología es la ciencia que estudia la buena alimentación y nutrición del hombre. Eu, significa bueno, Trofo, alimento, y logos, estudios, de modo que por Eutrofología debe entenderse la ciencia de la buena alimentación y nutrición.

Así, Trofólogo es el que estudia la ciencia de la alimentación y Eutrofólogo es el que estudia la ciencia de la buena alimentación. [...]

Per capire meglio l’opera della Trofología ci è utile l’articolo di Larena che ci permette di vedere come il nostro corpo si nutra per mezzo di una triplice alimentazione: l’alimentazione nasal-polmonare, l’alimentazione cutanea, l’alimentazione attraverso la bocca.

La prima è molto importante perché in questa si verifica la purificazione del sangue, viene consigliato di eseguirla per circa 15 volte ogni minuto.

La seconda è un calmante per il sistema nervoso, regolando così la vita. Chi non cura la propria pelle e non la tiene sempre pulita avrà problemi al fegato ed ai reni che si troveranno affaticati da un lavoro troppo pesante. La pelle atrofizzata, per i troppi vestiti o per la mancanza di igiene, non assorbe nella maniera corretta l’ossigeno, l’acqua o la luce e questo provoca uno stato di malnutrizione al corpo. Inoltre la pelle atrofizzata non reagirà nella maniera adeguata contro il caldo o il freddo, non eliminerà correttamente il sudore, ecc.

La terza ci comunica che è assolutamente necessario evitare qualsiasi fermentazione, formazione di gas o di acidità nello stomaco, dato che impediscono un’ottimale utilizzo del nostro cervello ed una buona capacità lavorativa. Le possibilità del cervello sono in relazione diretta con gli altri organi del corpo. Ogni organo opera un’influenza su una determinata parte del cervello.

[...] Como todo gas, sube este también y obra, ejerciendo presión en el cerebro. En este estado pierde uno la propia individualidad y se hace esclavo de todas las influencias, contornos y sugestiones. Uno se halla atado, hipnotizado. Un hombre con individualidad propia, jamás podrá ser hipnotizado, aunque sea solo por un momento, proclamando en cambio y sobre todo la libertad de la psiquis, y la claridad de la cabeza; ¡el hombre debe ser libre! [...]

[...] En el estómago comienza el dominio de si mismo. Quien no entienda esto, jamás se hará señor de todas sus pasiones, ni tomará posesión de su "YO" armónico, pues ese contraste fermentativo es la causa principal de todas las pasiones. [...]

Dopo più di venti secoli di civiltà artificiale l’essere umano ha perso il suo istinto per cercare da solo la giusta via che lo porti ad un’alimentazione sana ed equilibrata. Per trovare i giusti parametri deve farsi aiutare dalle scienze naturali, in particolare dalla biologia animale. L’Anatomia comparata, l’Antropologia e la Fisiologia gli possono dare delle indicazioni molto precise.

Prima di passare ai motivi morali o di nutrizione è bene vedere come alcuni autori rafforzano le loro posizioni con attenti studi sull’anatomia umana per evidenziare il fatto che le nostre caratteristiche fisiche ci avvicinano molto di più agli animali erbivori che non a quelli carnivori: il nostro aspetto, la nostra dentatura, la forma delle nostre mani, la lunghezza del nostro intestino, ecc.

Anche considerando le sue radici storiche, l’uomo non poteva essere un carnivoro perché

[...] El hombre primitivo no podía alimentarse en efecto sino de frutas, o todo lo más de frutas y raíces, únicos alimentos que le brindaba espontáneamente la Naturaleza y que él podía lograr sin esfuerzo, sin armas y sin lucha. Por lo demás, su instinto le impeliría a buscarlas, y tal hubo de ser sin duda la alimentación de los primeros seres humanos. Cuando el hombre empezó a conocer y a usar armas rudimentarias para defenderse de las fieras y utilizar sus pieles, etc., ya llevaba muchos siglos de alimentación frutariana que bastaba a todas sus necesidades; alimentación en perfecta consonancia con su organismo y sus aptitudes y capacidades. [...]

Citando il francese Cuvier, Demarquette sottolinea che l’uomo, più che essere considerato un’erbivoro, appartiene alla classe dei frugivori dato che

[...] sus manos ofrecen todas las facilidades para recolectarlas [frutta, radici e altre parti di vegetali, n.d.r.]; de una parte sus mandíbulas cortas, pero de una fuerza moderada; de otra, sus caninos, que no son iguales a los otros dientes más que en longitud, no le permitirían masticar yerba ni devorar la carne si los condimentos no la hubieran precedentemente modificado por la cocción. [...]

Le mandibole dell’uomo, al contrario di quelle dei carnivori che sono capaci di fare solo dei movimenti di chiusura e apertura alto-basso, hanno la possibilità di movimenti laterali e avanti-indietro, necessari alla triturazione delle noci, dei cereali e dei legumi. Inoltre le nostre ghiandole salivari secernono una saliva che contiene un’enzima capace di trasformare gli amidi, alimento essenziale per la nutrizione dell’uomo, per convertirli in zuccheri assimilabili dai nostri tessuti. Il succo gastrico del nostro stomaco è molto meno ricco di acido cloridrico di quello dei carnivori, perché questi ultimi, mangiando molta carne, che costituisce quasi la loro unica fonte di nutrizione, devono essere in grado di sciogliere le ossa che mangiano e solo un elevato valore di acido cloridrico può permetterne il dissolvimento.

[...] El hígado nos muestra claramente que el hombre no está hecho para comer la carne. [...] nuestro hígado [...] es capaz de fabricar mucha menos urea que éstos [dei carnivori, n.d.r.]. [...] Es muy importante que el ázoe que absorbemos sea transformado integralmente en urea, que es fácilemente eliminada por la orina. Si esto no sucede, una parte quedará en un estado intermediario de transformación, bajo forma de ácido úrico insoluble que se depositará en los tejidos, engendrando el artritismo. [...] Al contrario, los animales carniceros, gracias a su hígado perfectamente capaz de transformar todo el nitrógeno [...] en urea inofensiva y fácilmente eliminable, ignoran la mayor parte de nuestras miserias. [...]

C’è poi la questione più controversa e dibattuta: la lunghezza dell’intestino negli animali carnivori e omnivori ed in quello degli animali fruttivori. Si tratta quindi di vedere a che categoria appartiene l’uomo tenendo conto di questo dato.

[...] En fin, la longitud de nuestros intestinos nos dará otra prueba de lo bien fundada de la declaración formal de Cuvier, si ello fuera necesario. Se sabe que los animales carniceros tiene un intestino muy corto. Ocupa tan poco volumen, que la mayor parte tienen el vientre plano y vuelto hacia dentro, como puede de ello convencerse fijándose en el perro, el zorro, el lobo o el león. El intestino no alcanza en ellos más que cinco a siete veces la longitud de su cuerpo. Al contrario, los animale frugívoros y herbívoros tienen un tubo digestivo que mide cuando menos doce veces la longitud del cuerpo. Las observaciones superficiales han concluído que hacía falta ver en ello una prueba de que el hombre está destinado a comer la carne. En efecto, su intestino alcanza apenas una longitud de doce metros, es decir, aproximadamente siete veces la longitud de su cuerpo. Por consiguiente, la alimentación del hombre, a pesar de sus dientes y de su estómago que proclaman que debe ser alimentado como los monos, debe, en fin de cuentas, asemejarse a la de los carnívoros, es decir, contener la carne. Esta conclusión reposa sobre un error tan grosero, que apenas puede creerse que hombres de ciencia hayan llegado a cometerlo. En efecto, en el establecimiento de la relación de la talla con la longitud del intestino, se les mide desde el comienzo del hocico a la base de su columna vertebral, al nacimiento de la cola, mientras que se añade inocentemente en la aplicación de este procedimiento al hombre, a la longitud de su tronco y de su cabeza, la de sus miembros inferiores, que sobrepasa por término medio 90 centímetros. Si se deduce como conviene, queda para la longitud del cuerpo humano menos de un metro, de lo que resulta con sus doce metros de tubo digestivo, un animal perfectamente frugívoro. [...]

La Fisiologia aiuta l’Anatomia a dimostrare chiaramente e definitivamente la validità dell’ipotesi che l’uomo non è fatto per mangiare la carne.

[...] No solamente su aparato digestivo le asemeja a los animales que se alimentan de granos y de frutos, sino que el más noble de sus órganos, el cerebro, demuestra igualmente que él no es en nada comparable a los animales carnívoros. Desde el punto de vista cerebral, los animales más proximos a nosotros son los monos y los elefantes. [...]

Tra le molte ragioni di cui si servivano gli autori degli articoli dei periodici di cultura libertaria per condannare il consumo di carne c’era anche quella che poneva in rilievo il fatto che la carne non rappresenti un alimento necessario alla nutrizione del nostro corpo; quindi l’uccisione degli animali oltre che essere un’azione crudele e ripugnante è anche inutile.

Si era sicuri che i vari tipi di carne non erano adeguati per il nostro organismo

[...] porque nuestra dentición es impropria para masticarlas, sino son previamente preparadas por el culinarismo, [...] porque sufren putrefacciones, aumentando la cantidad de microbios intestinales [...].

[...] Las carnes son francamente nocivas, porque acidifican nuestros humores, y nos suministran, aunque en pequeña cantitad, venenos poderosos. [...]

[...] Las carnes nos proporcionan una cantidad excesiva de albuminoides, por lo cual determinan la obesidad, la arterio-esclerosis, la gota, la diabetes, el reumatismo, y otra varias enfermedades [...].

[...] El valor nutritivo, energético, de las carnes, es muy inferior al proporcionado por los vegetales. Ello es debido a que los materiales nutritivos que suministra, son ya muertos [...] y desorganizados por la cocción. En los alimentos, hemos de buscar no sólo los materiales para formar nuestros tejidos, sino también la energía necesaria a nuestra actividad, al esplendor de nuestra vida. [...]

[...] La molécula alimenticia de la carne, sufrió transformaciones, es decir, pérdida de energía, al morir el animal, luego al comenzar a descomponerse y más tarde por la ebullición; no puede decirse otro tanto de la molécula nutritiva de un fruto, que solo al ser transformada en molécula de nuestro cuerpo, deja en libertad todo su potencial energético que es así plenamente aprovechado. [...]

Bisogna perciò combattere il consumo di carne, o per lo meno limitarlo il più possibile, ma Montoya ci ricorda che per essere dei buoni naturisti non basta solo evitare questo alimento perché ne esistono anche altri che nuocciono gravemente al nostro organismo. Va notata l’enfasi di tutti questi articoli per dare maggiore risalto e importanza alle idee espresse.

[...] no es solo la carne y las bebidas alcohólicas las que dañan el organismo, porque hay una serie de productos desnaturalizados y adulterados que morbosean e intoxican: el queso fermentado que tanto consume nuestro pueblo, es un alimento concentrado que, consumiéndolo muy continuo, conduce al artritismo; el pan blanco, por su carencia de celulosa y por falta de sales orgánicas, contenidas en la cáscara del trigo, es un alimento muy pobre en cuanto a substancias nutritivas, por el contrario retarda la digestión y ensucia los intestinos; el azucar refinado, el café, el té, el chocolate, son productos funestísimos que, lejos de nutrir nuestro organismo, lo recargan paulatinamente con sustancias nocivas.

¿Qué diremos de los confites, de los dulces y pasteles finos, que la gente devora con tanto entusiasmo? ¿Què diremos de los fideos, tallarines, macarrones, fabricados con harina blanca y que solo contienen almidones del trigo? Todos estos productos refinados se consumen en gran escala; si los consumidores supieran que no representan valor alimenticio, si se dieran cuenta que salidos de las fábricas estan meses, años, en las bodegas y almacenes, que después que se le ha ido el aroma y lo poco de alimento que le ha dejado la maquinaria, viene a ser consumido cuando queda únicamente la figura de la masa, es seguro que se resistirían consumirlos. [...]

Continuando ora con il discorso sugli alcolici si può notare come la tendenza più seguita era quella che consigliava l’astensione totale dalle bevande alcoliche; quasi nessuno sosteneva un uso moderato di quest’ultime.

[...] El alcohol es un veneno para el corazón, para el hidago, para los nervios, pero, sobre todo, para los centros nerviosos. Nefasto para los que tienen una constitución psicopática. Espolea los más bestiales impulsos y proporciona la mitad, por lo menos, de la clientela de los manicomios. [...]

[...] Para luchar contra sus efectos desastrosos sobre el individuo y la raza, de trascendencia social enorme, dos soluciones se proponen: la moderación y la abstinencia. [...]

[...] La moderación exige conocer el justo medio, y supone una cierta sabiduría y virtudes que se pueden dar en individuos aislados, pero que no se pueden hacer extensivos a la colectividad.

Como método de lucha antialcohólica, la abstinencia es superior al moderatismo. Un producto que es innecesario, y que puede resultar grandemente nocivo, debe suprimirse. No hay por qué contemporizar con él. El placer de beber no radica en los sentidos, ni se limita a la complacencia del gusto. De ser así, sólo se beberían vinos de buen paladar, y no se vaciaría el vaso de un trago. Lo que busca el bebedor es calmar una sensación orgánica, la necesidad del tóxico, o adormecer la voz de la conciencia, hacer desvaída la percepción de la realidad. Se bebe para alegrarse. Se busca su efecto estupefaciente. [...]

L’abitudine a bere alcolici, caffè e altre sostanze dannose al nostro organismo, veniva messa in relazione non soltanto con i danni individuali che questa condotta di vita può portare ma, più in generale, con gli effetti su tutta la società, presente e futura, collegandosi così al discorso sull’eugenetica.

[...] Y no sólo se envenenan ellas lentamente [cioè le persone che bevono alcolici, n.d.r.], sino que si tienen hijos, envenenan también a éstos, creyendo en su ignorancia, que aún contribuyen con ello a darles salud y robustez a las criaturas.

La mayoría de las personas creen que la mujer en estado de gestación y la que lacta, deben tomar cerveza y vino. La primera para estar fuerte y para que el sér en formación salga robusto, y la segunda para que su leche sea de mayor alimento. [...]

[...] Hasta el alma de las criaturas se degenera cuando se les habitúa desde pequeños a tomar bebidas alcohólicas. Y la mayoría de los criminales que pueblan las cárceles y los presidios o son hijos de alcohólicos, o sus padres les acostumbraron a tomar licores desde su más tierna edad. [...]

[...] Mucho se persigue y muy justamente, a los que venden drogas como la morfina y la cocaína, pero en cambio se dejan en completa libertad a los que envenenan a sus semejantes vendiéndoles licores que son tanto o más dañinos que aquéllas, puesto que con esas drogas sólo se envenenan unos cuantos degenerados, y con el alcohol se envenena a la humanidad desde que se agita en el claustro materno. [...]

Dopo aver visto i dannosi effetti che hanno sull’uomo le bevande alcoliche, non si poteva tralasciare il problema del fumo, ancora oggi così attuale.

Il dr. Cembrano, aiutandosi con gli studi effettuati da alcuni suoi colleghi, ci presenta un interessante studio sulle malattie che derivano da questa dipendenza.

[...] Dice el doctor Blatín que el abuso del tabaco puede producir en algunos sujetos un estado que podría llamarse "nicotinismo del corazón", que se traduce por intermitencias en los latidos de este órgano y en las pulsaciones de la arteria radial.

La actividad cardíaca ofrece una gran susceptibilidad para la nicotina, siendo el corazón uno de los órganos más frecuentemente atacados por el tabaco, cuya acción se revela, sobre todo, en forma de palpitaciones que se manifiestan por accesos. [...]

[...] El autor [Idam Pouchkine, n.d.r.] concluye que el tabaco aumenta el jugo gástrico, pero disminuye su acidez y su fuerza digestiva. [...]

[...] Los médicos especialistas afirman que la debilidad de la vista y hasta la ceguera (amaurosis) pueden presentarse como consecuencia del tabaco. [...]

[...] Tillmans reunió 77 casos de cáncer labial; de ellos solamente 4 en mujeres, de las cuales 3 fumaban (probablemente la cuarta fué menos sincera). [...]

[...] Fonsard cita tres casos de impotencia en jóvenes que fumaban mucho, recobrando el vigor genital cuando abandonaron el vicio. Clement ha referido dos observaciones análogas.

Figura el tabaco como factor importante entre las causas de la epilepsia; tal es la opinión de Drhuen, Beau, Bertherand, Morel, Plaigne, Ehrardt, Chomel y otros. [...]

[...] En nuestros tiempos el doctor Rouillard cita doce casos de amnesia (pérdida de la memoria) nicotínica en hombres de mundo exentos de alcoholismo y sífilis, pero fumadores. La falta de memoria consistía principalmente en olvido de palabras, sustantivos, nombres propios. La memoria volvió cuando cesó el vicio. [...]

[...] "No vacilo en considerar el tabaco - dice el doctor Seutin - como una de las principales causas del descuido en los estudios. ¡Cuántos jóvenes de lúcida inteligencia he conocido que se han vuelto incapaces de estudios serios por esta fatal pasión!" [...]

[...] El profesor Seaver, de la Universidad de Yale (Estados Unidos), observó y anotó cuidadosamente, durante un periódo de nueve años, el crecimiento de estatura, peso y capacidad torácica de cada alumno, indagando, al propio tiempo, la edad que tenían dichos alumnos al ingresar y si habían o no fumado hasta entonces. Los fumadores, por regla general, tenían, cuando ingresaban, unos quince meses más de edad que los que no fumaban, siendo la consecuencia lógica que el tabaco había influído en el retardo de sus estudios. Además, los no fumadores alcanzaron, como término medio, cinco pulgadas cúbicas más que los otros en capacidad torácica y un tercio de pulgada en estatura, lo cual es tanto más de notar cuanto que tenían, como ya se ha dicho, unos quince meses menos de edad. [...]

[...] Y, lo peor de todo, es que se trata de un vicio que esclaviza de tal modo a sus víctimas, que resulta enormemente difícil abandonarlo.

"Entre el tabaco y el pan el fumador no vacila un momento." (Balzac). [...]

Ritornando al discorso sulle sostanze importanti per il buon sviluppo dell’organismo bisogna prendere in considerazione l’articolo del dr. Neuens che ci parla della incapacità del nostro corpo di utilizzare in maniera diretta i minerali che necessitano per un regolare funzionamento. Occorre quindi avvalersi della possibilità che ci offre il regno vegetale per la loro assimilazione. Di conseguenza tutti gli alimenti che noi utilizzeremo apparterranno a questa specie e la loro cottura dovrà essere molto attenta per riuscire a conservare i loro elementi e le loro disposizioni molecolari.

[...] Las plantas no son tampoco toda aptas para alimentarnos; no son los principios nutritivos de los buenos alimentos quienes nos sustentan y nos fortifican en total sino sus energías vitales en el seno de las disposiciones moleculares naturales. [...]

[...] ¿Cómo se procuran los fabricantes de materias nutritivas, los elementos constitutivos de sus fabricaciones? [...]

[...] Ellos deben separar lo que la naturaleza había unido para nuestra alimentación y en sus nuevos productos no pueden de ninguna manera introducir fuerzas vitales. ¿Como quiere, nuestra pobre inteligencia corregir las obras de la Naturaleza? Cuando las toca es para deteriorarlas, porque en cuanto a mejorarlas no lo puede. Es por consiguiente indicado conservar a las plantas su carácter alimentario y la cocina debe simplemente prepararlas para la mesa, pero no cambiarlas radicalmente. Las reglas culinarias serán sometidas a las más severas bases. Cada alimento necesita una preparación natural y variada; la cantidad serà dosificada e individualizada. [...]

Bello ritiene che la cottura dei vegetali sia utile e necessaria in certi periodi dell’anno.

[...] Hay vegetales, sobre todo tubérculos, que el hombre no puede comer crudos, y como no todo el año habrá fruta fresca, y la seca escasea, será menester, según nuestra opinión, la ayuda y el complemento vegetal para la vida. De aquí deducimos la necesidad de la cocina y del fuego. [...]

Ma, parlando di cottura, bisogna ricordare che le vitamine, molto importanti per mantenere la buona salute, sono distrutte dalle alte temperature raggiunte durante la preparazione dei cibi.

Prima di continuare con l’analisi delle sostanze utili e nocive per l’organismo umano, affidandomi ad un articolo di Un Médico Rural, cerco di riassumere un po’ quello scritto finora, vedendo quali potevano essere le regole che dovrebbe seguire un regime alimentare sano e ben equilibrato:

[...] 1.º Contener una porción normal y suficiente (ni excesiva, ni escasa) de materiales plásticos (albúmina), energéticos (hidratos de carbono y grasas) y catalíticos (sales y vitaminas). Las experiencias de Chittenden y sus discípulos, han demostrado suficientemente, y a diario puede comprobarse, lo que sale ganando la actividad general y especialmente el vigor muscular, con un mínimum de alimentos plásticos, que si bien son necesarios en la infancia y juventud, cuando mayor es el desarrollo, luego apenas son necesarios, si no es para reparar las pérdidas. Esta cantidad ha sido precisada en 20 gramos diarios.

2.º Ofrecerse en el mejor grado de digestibilidad natural y en el menor de desintegración vital. No precisar culinarismos ni de excitantes digestivos. Preponderancia de alimentos crudos.

3.º Ser sencillo, constando en cada comida del menor número posible de manjares, para evitar posibles incompatibilidades digestivas de orden químico.

4.º Adaptado a las características individuales y especialmente al volumen estomacal.

5.º Producir una estimulación normal, ni exagerada ni escasa, de las funciones digestivas. El jugo gástrico se adapta a la clase de alimento y varía con él. El estimulante normal de los movimientos intestinales es la celulosa (residuo indigestible de los alimentos, abundante en el reino vegetal), y

6.º No contener materias tóxicas, ni ser causa directa de enfermedad. [...]

Vidal aveva individuato dodici elementi fondamentali che partecipano al buon funzionamento del nostro corpo: ossigeno, idrogeno, carbonio, azoto, fosforo, calcio, ferro, cloro, sodio, potassio, magnesio e manganese. Questi elementi sono contenuti in sole quattro classi di alimenti: proteine, carboidrati, grassi e sali. Di seguito Vidal ci dà un elenco di quali sono gli alimenti migliori per la nostra buona salute.

[...] RESUMIENDO: Debemos, por consiguiente, alimentarnos con los alimentos siguientes:

1.º Alimentos plásticos o de formación (los albuminoides), que sirven, principalmente, para formación y reparación de los órganos.

2.º Alimentos energéticos (hidratos de carbono y grasas), especialmente generadores de calor y energía.

3.º Alimentos mineralizantes, que dan a los órganos resistencia y fuerza. [...]

Vidal ci offre una suddivisione degli alimenti a seconda delle categorie sopra esposte che risulta utile per capire meglio quali alimenti erano presi in considerazione. Si potrà notare come qualsiasi tipo di carne non trovi posto nella sua classificazione, dove invece rientrano degli alimenti di origine animale.

[...] Los alimentos PLASTICOS ricos en albúmina son: huevos, leche, queso, frutas oleaginosas (almendras, avellanas, cacahuetes, nueces, piñones, cono, chufas), legumbres secas (lentejas, garbanzos, habas secas, guisantes secos, setas tiernas, etc.).

Los alimentos ENERGETICOS (hidratos de carbono y grasas) se encuentran en todos los cereales, trigo, avena, cebada, arroz, maíz, pan, féculas, patatas, castañas. Grasas, como el aceite, la mantequilla, etc. Frutas secas, como dátiles, higos, uvas, pasas, miel, azúcar de fruta, que es la parte energética de la fruta. (Las frutas ácidas son menos energéticas, pero sí purificadoras de la sangre.) Varias hortalizas, como los guisantes, habas tiernas, etc., zanahorias, remolacha y la cebolla, por el azúcar que contienen.

Los alimentos mineralizantes contienen gran cantidad de vitaminas.

Los PLASTICOS, en unión de los MINERALIZANTES, forman principalmente los órganos, mientras que los ENERGETICOS comunican la energía para que la máquina pueda funcionar. Los más apreciados mineralizantes son los siguientes: todas las frutas, verduras y ensaladas. Además de dar al organismo los minerales necesarios, estos alimentos tienen propiedades curativas, conducen a la eliminación de substancias extrañas, purifican la sangre, disuelven antiguas impurezas acumuladas, estimulas el trabajo del intestino, curando de esta forma el estreñimiento vulgar, activan el trabajo de los órganos de la digestión, etc.

Alimentos de tipo mixto que son al mismo tiempo plásticos, energéticos y mineralizantes. - La leche de vaca, los cereales integrales, avena, trigo, cebada, arroz integral, pan integral. Estos son, al mismo tiempo, plásticos en menor grado, energéticos en gran manera y bastante mineralizantes. [...] Las frutas oleaginosas son plásticas por su riqueza en albúminas, algo energéticas y productoras de calor por la gran cantidad de grasas que contienen. También son mineralizantes. Las legumbres secas, además de ser plásticas, son también energéticas y mineralizantes, pero no se pueden tomar en gran cantidad, porque su riqueza en albúmina daría lugar a perturbaciones. [...]

Altro discorso da esaminare, era quello delle compatibilità ed incompatibilità alimentari.

I due seguenti articoli del dr. Lucio Alvarez Fernández si offrono come esauriente introduzione a questo tema.

[...] La alimentación bucal o gàstrica, [...], es una función compleja, complejísima y subordinada a varios factores, entre los cuales està la edad, el trabajo que realiza el motor humano, ya que digieren tanto los muscúlos como el estómago, su aparato respiratorio..., descontando, claro es, las perturbaciones anatómicas y fisiológicas de sus diferentes tramos y glándulas, de cuyo higismo, de cuyo estado normal hay que desconfiar, ya que, desgraciadamente, la anormalidad suele ser lo más normal.

Hay una incompatibilidad manifiesta entre los alimentos albuminoides y la edad sexagenaria. No es menos reconocida la incompatibilidad entre la alimentación hidrocarbonada y el clima cálido, e igualmente las grasas, alimento calórico por excelencia.

Hay organismo que no digieren las grasas; otros no digieren las féculas; hay hiperclorhídricos - los que más abundan - que digieren perfectamente las albúminas y mal los hidratos de carbono; como hay tipos hipoclorhídricos - los menos frequentes - que no pueden digerir las albúminas; hay sujetos de motilidad gástrica aumentada, otros disminuída, estómagos dilatados, plexos solares irritados, etc. [...]

[...] Y para aclarar más lo que vengo diciendo voy a exponer dos casos o situaciones corrientes.

Primera: Los alimentos azucarados o hidratos de carbono [...] empiezan su digestión en la boca por el fermento contenido en la saliva [...]; deben masticarse bien para que el citado fermento penetre en lo más intricado del alimento y actuar sobre todas las partículas del complejo y compuesto alimento masticado. [...]

Fernández passa ad illustrare cosa accade al cibo giunto allo stomaco dove l’enzima che ha formato il bolo alimentare è incompatibile con il succo gastrico, da cui ne deriva che la digestione dei carboidrati rimane sospesa fino al duodeno, dove incontrerà l’enzima prodotto dal pancreas.

[...] Una primera consecuencia de ello serà que los alimentos azucarados, desde los dátiles, higos, patatas, cereales, etc., deberán ser comidos aparte o primero que ningún otro, para evitar el estacionamiento en el estómago; pero esos alimentos non son simples y sí compuestos de albúmina, hidratos de carbono, grasa, sales, etc.; ejemplo, los cereales; [...].

Il secondo esempio riportato da Fernández riguarda le uova.

[...] El huevo tiene grasa, margarina y oleína, que se saponifican muy difícilmente en el duodeno, por lo que no debe prescribirse a los sujetos con trastornos intestinales, y tiene gran cantidad de albúmina y contiene colesterina, por lo que no se deben dar a los hepáticos. La yema del huevo es inhibidora de la secreción gástrica e impide y retrasa la digestión de los albuminoides y de su misma albúmina; por lo tanto, es o será incompatible con los alimentos albuminoideos (carnes, legumbres, cereales, que la contienen) y contraindicada en los hipoclorhídricos. Es más, cuando el huevo se toma solo, su albúmina, tanto la contenida en la clara como la contenida en la yema, no se digiere, donde se absorbe y pasa a la sangre, produciendo un trastorno que se llama hemoclásico, de gran aparatosidad y de graves consecuencias generales y locales, todo ello debido a no haberse producido la digestión gástrica, indispensable para la digestión normal intestinal. Por la cocción se coagula la albúmina, engloba las materias grasas, siempre frenadoras de la secreción gástrica, y así se digiere mejor el huevo. Todo lo cual està en contra de la clásica creencia de la digestibilidad de los huevos y de lo indigesto de los cocidos. [...]

Fernández conclude così la sua spiegazione sulle incompatibilità alimentari:

[...] Para mí, la incompatibilidad mayor es la cantidad, [...]

[...] Quiere ello decir que no hay que mirar ni considerar la alimentación en sus componentes fríos, muertos de albúminas, hidratos de carbono, etc., sino que hay que tener en cuenta su vida, su energía eléctrica, sus vibraciones, sus aportaciones, sus excitaciones, sus apetencias y adaptaciones al organismo y del organismo a ellos, a los alimentos, pues la más pura, la mejor molécula albúmina o hidratos, la más cercana a la nuestra, no es acogida e incorporada a nuestra organización, sino que antes es examinada, desmenuzada toda su arquitectura, toda su complejidad o sencillez por nuestro básico órgano vital que se llama hígado, que es el laboratorio central del quimismo o de la alimentación gástrica, el cual forma la molécula albúmina o hidrato de carbono que precisa el organismo o motor cuya composición tiene que ser invariable y cuyas pérdidas y cuyas reparaciones tienen que hacerse con materiales que el hombre con toda su sapiencia no puede alterar. [...]

 

 

3.5.2. La validità del vegetarianesimo

Come nel caso della medicina naturista, il dibattito sull’efficacia di un’alimentazione di tipo vegetariano si riscontra, nella maggioranza dei casi, nelle risposte alle obiezioni che venivano fatte a chi sosteneva l’importanza per l’organismo umano di nuove regole per un diverso modo di alimentarsi.

[...] La mayor parte de las objeciones que se han hecho al vegetalismo, se fundan en el desconocimiento del mismo y en las torpezas cometidas por ciertos adeptos sin la preparación debida. Una vez decididos a abandonar nuestra rutinaria alimentación, debemos elegir otra pidiendo apoyo a la ciencia y a la experiencia. Sabemos lo que debemos abandonar y hemos de aprender lo que debemos elegir. No empeñarnos en obtener nuestra alimentación de una ración insuficiente, ni distender nuestro abdomen por un resíduo excesivo, ni enfermar a consecuencia de un alimento impropio. Debemos adaptar nuestra alimentación, a nuestros gustos, a nuestro apetito, a nuestro trabajo, y a nuestras disponibilidades. A nuestras características personales. Si treinta años de vida no nos han servido para conocernos, podemos decir que no nos han servido de nada. [...]

La seguente citazione difende una particolare branca del naturismo: la già nota Trofología.

[...] Sigan, pues, nuestros detractores combatiendo a la Trofología y a Castro, por ser el primer trofólogo hispano, fundador, en esta lengua, de dicha ciencia, mientras la Trofología avanza cada día más, derribando falsos prestigios e intereses creados y fundamentando una nueva filosofía que orientará a la humanidad por su justo sendero hacia una vida naturalmente trófica, hasta llegar al punto que, a pesar de los pocos meses que llevamos de vida activa en España, en el campo de la Trofología, no nos equivocaremos al decir que hay cerca de un millar de vegetarianos trofólogos en toda España.

La historia nos demuestra que la verdad se ha impuesto siempre, a pesar de sus detractores, y tanto más si esta verdad está representada por hombres de caractér y de voluntad. Un poco más, y los enemigos, convencionales o ignaros, de la Trofología se pararán a nuestras filas o quedarán atrás, mirando el progreso. Hay actualmente dos médicos naturistas trofólogos en España, y poco a poco esperamos que otros se irán sumando, especialmente aquéllos que están cerca ya de nosotros. [...]

In questo articolo Un Médico Rural non attacca in particolare il vegetarianismo ma tutte quelle regole che riguardano l’alimentazione e sono un po’ troppo categoriche. Quindi, anche la posizione dei vegetariani è giusta, ma non bisogna portare all’estremo delle norme che, mantenute un po’ meno rigorose, porterebbero ugualmente dei vantaggi alle persone.

[...] La manifiesta exageración de todo esto, contrastando con la realidad que no refleja tales desastres, es lo que hace principalmente que los demás nos miren un poco compasivamente. El uso de la carne es causa coadyuvante de ciertas enfermedades, pero no es su causa directa. El pan blanco no es un veneno, sino una estafa alimenticia, ya que carece de lo mejor del trigo. La sal no es necesaria en la alimentación, pero es un estímulo digestivo imprescindible en los alimentos cocinados. No es cierto que el café acelere el curso de los alimentos impidiendo su digestión. Es un excitante, que se convierte muy fácilmente en vicio, perjudicial al corazón y al sistema nervioso vegetativo. El tomate, que el doctor Carton lo ha anatematizado como acidificante, no está demostrado tenga tan perniciosos resultados. Ni el aceite puede considerarse como un veneno del hígado, como quería el malogrado Butaud. El abuso de azúcar y confituras (en las que hay más porquerías que la sacarosa) puede producir estados de descalcificación por acidosis, pero no debe considerarse tan homicida. Es un sofisma especioso el del doctor Carton al considerar como tóxicos los alimentos muy concentrados, por ejemplo la miel. Callamos deliberadamente lo de las incompatibilidades.

Tan nocivo como todo esto es tomar alimentos adulterados por el comercio, frutas maduradas en los mercados, y sobre todo comer cerebralmente, a la fuerza o sin gusto. [...]

[...] Se exagera también la eficacia de la vida natural en la curación de las enfermedades, ya que se llama vida natural a cualquier cosa, y muchas veces, especialmente en las grandes urbes y por gentes que viven de un salario, todo suele reducirse a un rigor vegetariano en la alimentación. En tales condiciones no se puede renegar por completo de los medicamentos, con los que hay que contemporizar, del mismo modo que se contemporiza con la habitación mal ventilada, la atmósfera enrarecida, el taller o la fábrica insanos, y con no tomar el sol más que los domingos que lo hace. Contemporizar, mientras no quede otro remedio.

Si se pretende más que sugestionar a los sectarios convencer a los extraños, deben revisarse las razones y los fundamentos de muchas prácticas, sin caer en exageraciones que en boca de fanáticos hacen más mal que bien a las ideas naturistas. [...]

3.6. Il nudismo come completamento di un nuovo stile di vita

Grazie alle parole di Isaac Puente possiamo disporre di un’esauriente introduzione alla pratica del nudismo.

[...] Esta corriente en pro del desnudo, que en Alemania y Francia cuenta con un buen núcleo de defensores prácticos y varias revistas ilustradas, encierra en sí tres aspiraciones a cual más relevantes: el culto de la belleza corporal, fin estético; la salud, fin higiénico, y un fin moral, aunque para los moralistas dogmáticos sea todo lo contrario. Esta última finalidad, es la principal razón de las prácticas del desnudo colectivo, que son las que más resistencia encuentran en el ambiente y la mentalidad de la época.

Por higiene y por comodidad, allì donde el clima lo permite y sobre todo en verano, debiéramos ir desnudos. Pero las conveniencias y exigencias sociales, y las ideas nefandass que aun alimentamos sobre el desnudo, nos obligan a ir vestidos. La moda, que en esto cumple una misión evolutiva, nos va habituando poco a poco a la desnudez relativa. Las playas, las excursiones [...] contribuyen también de un modo notable a limpiar nuestra vista de suspicacias. [...]

Puente passa ora ad analizzare le libertà individuali e sociali che la persona aveva a propria disposizione.

[...] individualmente no hay necesidad de defender el nudismo, ni de exigir tolerancia, para este derecho, a los demás; basta con tomárselo. Pero siendo el hombre ser sociable, es natural que aspire a las balneaciones hídrica y solar en colectividad. Cuando los que las practican están identificados en el modo de pensar, la aspiración puede ser lograda facilmente, sin más que hallar, como han hecho en Alemania y en Francia, un sitio adecuado para no dar origen a las protestas de los extraños. Es natural que el ejercicio de esta libertad se haga sin mengua de la agena, condición indispensable, para que el derecho a la libertad sea sagrado. El nudismo, por lo tanto, es defendible en práctica privada, siendo prematura y precisando de una más o menos larga evolución su introducción en público. [...]

Anche altri autori si erano accorti di questo momentaneo limite della diffusione del nudismo.

Per Silvestre del Campo

[...] Particularmente en los niños, es donde se puede practicar el desnudo integral en la seguridad que en no lejano tiempo la práctica del desnudo se extienda.

Refiérome a los niños por verlo más practicable, de momento, que en los mayores. Las escuelas y colonias escolares deberían abarcar hasta este punto la enseñanza racional y científica, que tan grandes beneficios encierra para la humanidad. [...]

L’appoggio dato al nudismo sulle pagine analizzate risponde con un ampio ventaglio di idee e proposte.

In primo luogo, per l’accertata benefica influenza dei raggi solari che possono, senza che vi sia nessun indumento ad ostacolare la loro azione sul nostro corpo, offrire così i migliori effetti sulla nostra salute. Inoltre la respirazione della pelle può attuarsi bene solo quando il corpo è libero da vestiti che si oppongano all’evaporazione del sudore.

[...] La piel [...] capta las radiaciones ultra violetas de la luz solar, que tienen una importancia capital para los fenómenos vitales: ellas son las que hacen crecer los vegetales y madurar las frutas. Pero como son poco penetrantes no pueden atravesar el más ligero paño. La piel absorbe también las ondas eléctricas y magnéticas de nuestro ambiente terrestre, mientras que los vestidos, malos conductores de la electricidad, impiden tal beneficio a nuestro organismo. [...]

[...] Bajo la acción de la luz, la piel se pigmenta, [...] algunos creen que esta pigmentación se limita a ser una especie de pantalla protectora: es exacto... pero además de esto el pigmento selecciona las radiaciones, transforma y acumula cierta energía.

De manera que la luz tiene un efecto tónico general sobre el cuerpo humano: por medio de los baños de sol, "aumentan las fuerzas, el sueño y el peso se regularizan y la irritavilidad nerviosa se hace normal." Sin contar que la aplicación de los baños de sol a los enfermos [...] es un método terapéutico conocido hoy y practicado por todos los médicos. [...]

Novella paragona l’azione della pelle a quella dei polmoni: chiudere ermeticamente la prima equivale a favorire la morte dell’essere umano. Perché questa respira anche attraverso i milioni di pori presenti nell’epidermide, potendo così liberarsi di molte sostanze nocive. Inoltre le numerose terminazioni nervose lì presenti possono trasmettere al cervello le sensazioni ed i messaggi di calore e di freddo, dando così l’ordine di dilatare o di contrarre i vasi sanguigni. Infine, esiste una legge biologica che ci afferma che qualsiasi organo non usato si indebolisce e si atrofizza. Quanto più ci vestiamo e proteggiamo eccessivamente la pelle dalle influenze dell’ambiente esterno, tanto più questa si debilita e tanto più saremo sensibili al caldo e al freddo. L’uomo è una creatura che deve stare all’aria e alla luce, privare il corpo del benefico effetto di questi due elementi porterà ad un indebolimento della pelle e del sistema nervoso, ad un sovraccarico di lavoro per i polmoni ed i reni.

[...] Por el contrario, exponerse regularmente a la acción de la luz y del aire, del frio y del calor produce la contracción y dilatación de los vasos sanguíneos, sometiendolos a una especie de gimnasia que de otro modo no se consigue; acelera la circulación de la sangre y por lo tanto la oxidación de substancias tóxicas y tonifica el sistema nervioso como ningún tónico puede hacerlo. [...]

Novella ci spiega il motivo fisiologico del dover vivere all’aria aperta senza vestiti:

[...] Los baños de sol y de aire como se toman en las playas, con el tronco del cuerpo cubierto, no producen ni una tercera parte del beneficio que producirían exponiendo todo el cuerpo. [..] En el tronco es donde estan alojados los órganos vitales; por esta razón, si algo se debía de cubrir, es las extremidades. [...]

Qualsiasi stagione va considerata utile, neanche in inverno deve essere abbandonata la pratica dei bagni di sole e d’aria.

[...] Los baños de luz y de aire durante el otoño, invierno y primavera, especialmente en los paises frios, evitan los catarros y resfriados, fortaleciendo el cuerpo contra el frio. En el parque privado de nuestro sanatorio el autor y la mayoría de los pacientes toman baños de aire y de luz y hasta de nieve en los días más frios de invierno. Solo aquellos que han tomado estos baños de luz y de aire saben de la sensación de bienestar, mental y físico, que se experimenta durante y después del baño. [...]

Questa posizione di Novella non è accettata da Alcrudo che considera necessario indossare un vestito o, meglio ancora, una casa riscaldata che ci renda inutile l’utilizzo di troppi indumenti nella stagione fredda. In caso di basse temperature non è possibile prescindere dall’uso di indumenti che hanno il preciso scopo di mantenere normale la temperatura del nostro corpo. L’uomo sin dalla nascita della civiltà ha cercato una maniera per difendersi dai rigori dell’ambiente esterno:

[...] La primera manera de defenderse, naturalmente, fué la caverna. El hogar lo consideramos anterior a la indumentaria. El vestido viene a continuar la protección de la vivienda en los momentos del desplazamiento fuera de ella. Si el hogar nos defiende y nos cubre, lo lógico será que en él nos desnudemos. [...]

[...] Si nosotros hacemos una atmósfera artificial de temperatura adecuada, la envolvente gaseosa sustituirá más naturalmente al abrigo de pieles en la protección de los daños causados por el frío. [...]

Se il nudismo si espandesse sarebbe un bene, oltre che per la salute, anche per la bellezza dell’uomo. Potendo le persone vedersi senza vestiti, nascerebbe spontaneamente un’emulazione tra di loro, il desiderio di migliorare la propria forma e potersi presentare davanti a quelli che ci sembrano perfetti senza vergognarci di noi stessi.

[...] El efecto estético de la luz es [...] palpable : "la piel se sanea, los músculos toman contornos llenos, la línea se refina y todo el conjunto gana en fuerza y en gracia; el cuerpo adquiere una belleza que cualquier otro método no puede darle sin la ayuda de los baños solares."

Es preciso añadir que la acción moral no es menor: "Después de los baños de sol, las penas parecen menos negras, las dificultades más vencibles, el horizonte se aclara; se está alegre, confiado, el esfuerzo parece más fácil y el porvenir más risueño. Se siente nacer dentro de uno mismo la alegría de vivir." [...]

Continuando a parlare di azione morale non va dimenticata quella data dal vedere un corpo nudo invece che con

[...] el mallot o tapasexos, que no hace más que resaltar lo que se pretende tapar tiene como resultado mantener la imaginación despierta, evocando sin cesar el turbador misterio del sexo. Unicamente el desnudo integral, al no dejar ninguna libertad a la imaginación, cesa de ser evocador de imágenes perversas y en lugar de excitar, calma.

"Lejos de estimularse con el espectáculo de la desnudez - escribió Margarita Le Fur -, la sensualidad se disipa, o por lo menos pierde su importuno aguijón; la mirada se purifica..."

Aunque parezca contradictorio a simple vista, el hombre y la mujer solo se desembarazan de la preocupación del sexo despojándose de sus vestidos. [...]

Armand non nega che possa esistere un’attrazione reciproca quando l’uomo e la donna si vedono nudi, ma

[...] pretendemos que la exaltación erótica engendrada por las realizaciones nudistas, si existe, es pura, natural, instintiva y no puede compararse con la excitación ficticia producida por el semidesnudo, el "deshabillé" galante, y todos los artificios de tocador de que se sirven los partidarios del vestido, o del vestido corto, en que evolucionamos. [...]

Mariano Gallardo ci permette di toccare, anche se molto superficialmente, la posizione dei libertari nei confronti della pornografia. Gallardo non riesce a capire come si possa parlare di immoralità o di pornografia quando si vedono dei corpi non vestiti. Per Gallardo si può parlare di pornografia soltanto quando

[...] a los fenómenos sexuales va unida la idea de maldad, el espíritu de pecado, la creencia en lo indecente.

Yo no creo en el pecado. Todas las manifestaciones de la Naturaleza son fenómenos naturales que no son indecentes ni virtuosos. [...]

Palacios critica il fatto che come mai non venga considerato immorale il corpo di una donna coperto solo da un costume aderente. Eppure risulta cento volte più pornografico che la visione di un corpo completamente nudo.

[...] porque la costumbre ha civilizado a aquellos que inconscientemente protestan contra el desnudismo, sin contar con los otros, los más, que únicamente por hipocresía condenan una práctica que en el fondo de su espíritu reconocen inocente o beneficiosa. [...]

Monteamor così risponde alle infondate accuse sui nefasti effetti del corpo nudo:

il nudismo viene accusato di essere

[...] antiéstetico e inmoral, cuando el desnudo no tiene nada de antiestético, sino todo lo contrario, puesto que siempre los más geniales artistas se han inspirado en las armoniosas y bellas líneas del desnudo humano para la creación de sus obras maestras [...].

Antonia Maymón inserisce tra i fattori che conducono gli uomini all’eccitazione, considerata la presunta causa di miserabili azioni, anche un certo tipo di letteratura che circola tra la gioventù e che rappresenta un’iniziazione vergognosa. Se a questa vanno aggiunti il cinema e i cabarets non tarderemo a comprendere come l’espressione volgare stia sempre sulle labbra degli assidui partecipanti a questi spettacoli e nei lettori di simili opere.

Per Medina González una parte importante in questa avversione per il nudismo l’ha avuta il fanatismo religioso.

[...] Por él sigue la Verdad [la nudità, n.d.r.] cruelmente arropada; por él la Mentira es la soberana dominadora del hombre [...]

Da quando [...] il celeste corpo della donna [...] venne considerato come un fatale maleficio, i taumaturghi ne videro la sorgente dei peccati più impuri. Per far sì che queste sinistre impurezze non escissero dal peccaminoso corpo femminile, si obbligò la donna a vivere nascosta e vestita dalla testa ai piedi. Ma oggi, nonostante il suo corpo venga così censurato, essa si va svestendo, va scoprendo questa buffonata dell’incantesimo carnale e ci insegna che dieci o venti centimetri in più di pelle allo scoperto non faranno scoppiare il pianeta che abitiamo.

[...] Pese a todas las instituciones católicas, conservadoras de inmunda y execrable moralidad y de buenas costumbres, que consisten en llevar ropas y vestidos que lo cubran todo, el cuerpo de la mujer esplende cada vez más desnudo por doquiera. [...]

González conclude così il suo intervento:

[...] Cada hombre cosciente y amante de lo bueno y justo, debe secundar la labor que nos planta "Iniciales" sobre el movimiento nudista. Tenemos todo el deber de luchar contra todo espíritu reaccionario y retrógado para que la verdad vaya desnuda por todas partes y para que el hombre y la mujer, cada vez que el tiempo y la necesidad lo exijan, vayan con la menos ropa posible.

No es el cuerpo al que hay que correjir, es al espíritu del individuo al que hay que encauzar por otro sendero más racional y más noble. [...]

Degna di nota la prosa che Novella utilizza per sostenere l’idea della responsabilità della Chiesa al riguardo dell’abitudine a coprire il proprio corpo.

[...] El baño y la limpieza, tan populares entre los Griegos y Romanos, fueron desterrados con el advenimiento del cristianismo.

El baño, la higiene, el aseo y limpieza del cuerpo eran considerados por los buenos cristianos como el camino del infierno, las redes con que Satán pescaba las almas. "San Abraam el heremita, durante los cincuenta años de vida después de su conversión jamás se lavó la cara ni los pies". (Con razón estos buenos cristianos morían en olor de santidad) [...]

[...] Ha sufrido pestilencia, dolores, enfermedades y muerte; pero como el Ave Fenix, el cuerpo resucita y, rasgando las mortajas en que lo habian sepultado, vuela hacia el sol, hacia la luz. La carne ha triunfado. El cuerpo vuelve a recibir los vivificadores besos del sol, de la luz y del aire tonificador. Vuelve a saciar su hambre de belleza. Grecia ha triunfado sobre el Vaticano. [...]

Nella parte conclusiva del suo intervento Novella, per sostenere la sua posizione nei confronti del nefasto ruolo sostenuto dalla Chiesa nella civilizzazione dell’uomo, cita le scoperte fatte da studiosi presso alcuni popoli non ancora civilizzati o in via di civilizzazione.

[...] Todos los investigadores que han estudiado la vida en los pueblos primitivos, especialmente su vida y conducta sexual, estan de acuerdo en admitir que, a pesar de su desnudez, son mucho más decentes y morales que los pueblos civilizados con todas sus vestiduras; no hay entre ellos enfermedades sexuales, psiconeurosis o complejos, debidos a inhibiciones o supresiones, y también carecen de la inmoralidad y corrupción sexual tan abundante en los pueblos cristianos y civilizados. [...]

[...] En Samoa, antes de llegar los misioneros y el hombre civilizado, los nativos andaban desnudos, eran francos en sus actos y conducta sexual, carecian de vicios y de enfermedades y desconocian el pecado... hoy estan en camino de la civilización y del cristianismo... usan ropas, son hipócritas y de los vicios y la corrupción sexual depasan las mejores esperanzas... Viva(?) el cristianismo civilizador... [...]

Vedendo le abitudini di vita dei popoli primitivi bisogna anche verificare il ruolo che ha svolto e svolge il senso del pudore e se è sempre stato presente nella natura dell’uomo, visto che questo è il sentimento che ci obbliga a rimanere coperti anche sulle spiagge.

[...] El pudor - que es avergonzarse del propio cuerpo - nacido del desprecio de los órganos sexuales, es el menos innato de todos los sentimientos. Cuesta siempre un poco de trabajo inculcárselo a los pequeñuelos que, al cabo de tiempo, lo admiten como cualquier otro convencionalismo, pero que, por sí solos, nunca lo habrían poseído ni inventado. Ningún otro sentimiento es tan netamente "adquirido" como el del pudor. [...]

[...] ¿Cuándo podremos hacer comprender a los hombres que la moralidad y la virtud no tienen relación alguna con el acto de esconder o descubrir el cuerpo? El pudor verdadero, como la verdadera dignidad, consisten en una manera de pensar y de sentir, no en el porte de un vestido más o menos largo o corto, según la moda, o en la ausencia absoluta de vestido. El concepto del pudor físico [...] ès una cuestión de civilización, de raza y de clima. Las egipcias iban por las calles con los senos al descubierto; las jóvenes griegas compartían, completamente desnudas, los juegos con los adolescentes masculinos, y nadie puede pretender sinceramente que en aquel tiempo, en el que el cristianismo aun no había lanzado su anatema contra la carne, hubiese más licencia, más vicio ni más depravación. Si el pudor sólo se relaciona con la corrección en el vestir, no es pudor no es nada: porque, si el hábito no hace al monje, tampoco el vestido hace la virtud. Esta confusión entre el aspecto exterior, la correción aparente que todos pueden fácilmente adoptar, y el verdadero pudor que es una actitud del alma, respeto a si mismo y a sus facultades superiores, tiende a reducir la moral a un formulismo sin significado alguno, en el que el gesto reemplaza al espíritu. [...]

Oltre che contro la casta sacerdotale gli attacchi erano portati anche contro tutti i regimi dittatoriali, in quanto la libertà offerta dal nudismo non poteva ridursi ai soli vestiti ma deve investire tutta la struttura sociale.

[...] Y ahora, en el actual momento histórico, de entre todos los grandes tartufos se destaca uno, fantasmagórico y jactancioso: Mussolini, imponiendo a los modistas los modelos del siglo 14, consistentes en faldas y mangas muy larga y cuellos muy altos. La falda corta será declarada antifascista.

Mas no obstante el semidesnudo se abre paso. Solo falta que esta corriente sea encauzada hacia el naturismo y el desnudo será un hecho, se hará una costumbre que arrollará a las arcaicas, antihigiénicas y antihumanas, para dar paso a toda la gama de idealismos, de nuevos valores éticos y estéticos que el progreso, en sus múltiples manifestaciones, irá dando a luz para bien de la especie humana. [...]

Gli attacchi portati al nudismo, [...] diffuso e praticato con semplicità e purezza [...], dalle istituzioni laiche e religiose, rappresentano lo sforzo ipocrita per conservare una moralità artificiosa che vuole solo difendere le apparenze, anche se nel silenzio e nel mistero si praticano e si sviluppano il vizio e l’immoralità. L’ipocrisia aveva trionfato ancora una volta.

Non si deve dimenticare che la scelta a favore o no del nudismo doveva essere fatta sempre nella massima libertà personale, senza costrizioni di nessun genere e senza dimenticare il mondo nel quale l’uomo si trova a vivere.

Nonostante che l’idea di libertà debba continuare ad essere sempre alla base di ogni scelta, Alcrudo in questo suo intervento insiste sull’importanza del nudismo di fronte all’abitudine di vestirsi.

[...] El desnudismo no pretende retrotraer el mundo a la civilización primitiva [...], ni quiere los exhibicionismos urbanos de un mal gusto deplorable. [...]

[...] La virtud del desnudo està en la belleza, en la naturaleza en su estado propio; sin opresiones, sin artificiosidades, sin ocultarla.

El vestido ha de ser argumento para sostener la verdad de la belleza corpórea. El vestido no puede ser sofisma que modifique la comprensión de la verdad absoluta del desnudo natural, bello.

Vestido para defender lo bello de los agentes exteriores; pero no celosia para la moralidad topográfica y dogmática del cuerpo humano; porque la creación natural no puede tener pecado, ni en el origen, ni en la continuidad. [...]

[...] La opresión de la indumentaria modifica el cuerpo y transforma el espíritu. Las indumentarias características de las jurisdicciones y de los privilegios, fomentan la falsedad y la inversión de la ética, confundiendo el continente con el contenido y viceversa; es el disfraz del carnaval permanente que celebra nuestra sociedad, con ordenanza y ritos gentilicios.

El desnudimo no quiere suprimir el vestido, sino quitar importancia al vestido. Que el cuerpo mande sobre el vestido, en lugar de que el vestido mande sobre el desnudo. La dominación de la moda es oprobiosa y no podemos ser libres mientras no lo seamos para vestir como nos apetezca y nos desnudemos con escándalo social. [...]

Questa grande libertà insita nell’ambiente anarchico si trova però sempre a fare i conti con le persone che il più delle volte non si dimostrano ancora all’altezza di gestire questa grande opportunità. Come sottolineato dai gruppi di nudisti francesi e tedeschi bisogna operare una selezione sui partecipanti a solarium e campi di cultura fisica, per evitare che persone non adatte vi prendano parte. C’è sempre chi ci va con occhi che guardano alla salute e alla bellezza fisica senza una coscienza sessuale e spirituale necessarie. Dando così ragione a chi critica il nudismo come contributo alla perversione sessuale o alla lussuria sfrenata.

In alcuni interventi si prendono come punto di riferimento i gruppi di nudisti francesi e tedeschi, questo perché nei loro paesi il nudismo ha raggiunto una buona espansione e le loro associazioni sono abbastanza forti, specialmente se confrontate con quelle di altri stati. Novella ci informa ancora dell’esistenza di associazioni che possiedono delle proprietà dove gli associati (uomini, donne e bambini) praticano molte attività all’aperto in totale nudità.

 

 

 

 

 

 

 

 

4. L’Eugenetica

 

 

 

4.1. Introduzione

In questa introduzione troveranno posto alcuni testi inerenti agli argomenti trattati, più per dare un’idea di quanto era pubblicato al di fuori delle riviste considerate, che non con l’intenzione di fornire una bilbiografia vera e propria. Volendo infatti centrare il discorso quasi esclusivamente sulle riviste.

Si noterà che anche in questo ambito il tono fondamentale di molti degli interventi è quello educativo. Ci potevano essere discordanze nelle opinioni e nelle scelte degli autori ma l’obiettivo prioritario dei testi era l’informazione popolare per metterlo in grado ogni lettore e lettrice di capire e scegliere le vie più valide ed utili al raggiungimento dello scopo prefissato: il miglioramento della specie umana .

Questo miglioramento poteva avvenire in molti modi e con molti metodi diversi, al lettore veniva lasciata la possibilità di scelta e quella di critica, di tutte le posizioni espresse.

In questa parte, forse di più che nelle altre, gli autori appartengono alla categoria degli studiosi, in particolare si tratta spesso di medici. Probabilmente perché gli argomenti trattati abbisognavano, per la loro spiegazione e divulgazione, di persone con una certa base di studi scientifici, una cultura che permettesse di capire bene i vari temi analizzati, per essere poi in grado di esporli in maniera abbastanza semplice e lineare, quasi ad "addomesticarli" per renderli comprensibili al pubblico popolare. Qui andrebbe ricordato che il livello di scolarizzazione in questi primi decenni del secolo non era molto elevato, al contrario la maggioranza degli strati popolari era quasi analfabeta.Anche per ovviare a tale problema in ambienti progressisti e rivoluzionari si istituirono gli "atenei popolari", una sorta di circoli di cultura proletaria.

Credo che risulterà in maniera abbastanza evidente che l’insieme dei testi costituisce una grande introduzione al tema dell’eugenetica. Nonostante le precise e sicure posizioni prese dagli autori, sembra di non arrivare mai ad una conclusione certa. Questo è dovuto sicuramente al fatto che già nelle teorie e negli studi considerati, non c’erano argomentazioni così ferme come quelle che, per esempio, si sono probabilmente incontrate nella parte riguardante la nuova morale sessuale. Va considerato che l’argomento di cui si voleva parlare rappresentava una scienza ancora molto giovane con basi poco solide

Questa parte sull’eugenetica inizierà con il prendere in considerazione tutta una serie di articoli utili a definire ed a spiegare quali potevano essere i suoi caratteri generali. Già dalle prime pagine, si potranno notare delle differenze nella terminologia usata, anche perché termini diversi venivano riempiti dello stesso significato. Lo scopo del secondo capitolo è di offrire un’idea sufficientemente chiara dei significati delle singole definizioni.

Come ampliamento e completamento del capitolo appena esaminato seguirà un’esposizione di alcune pagine nella quale cercherò di dare un’idea più precisa delle posizioni di Malthus nei confronti di Darwin, con collegamenti con il neomalthusianesimo.

Nel capitolo successivo passerò ad analizzare più in dettaglio che cosa significava la definizione procreazione cosciente, in particolare il perché ed il valore di un limitato numero di figli all’interno dei nuclei familiari.

Prima di analizzare i metodi che, limitando la libertà dell’individuo in maniera più o meno forte, cercavano di impedire la procreazione a tutte quelle categorie di persone che per le loro tare fisiche e/o mentali non risultassero eugeneticamente adatte (il termine "eugeneticamente" lo si ritroverà moltissime volte, quasi a sottolineare costantemente come tutto quello che veniva scritto ed esposto era sempre e comunque in relazione con l’eugenetica), troverà posto un capitolo che aiuti a capire l’influenza dei caratteri che i figli ereditano dai genitori.

Dopo aver considerato le varie posizioni rispetto a questi metodi di limitazione delle nascite, in particolare la sterilizzazione,si darà spazio a un’inchiesta-dibattito ricca di informazioni e opinioni pubblicata sulla rivista Generación Consciente.

L’ultimo capitolo riporta le differenze, le obiezioni e le difese dell’eugenetica, per capire meglio così le diversità e le discordanze tra le posizioni "ufficiali" e quelle sostenute dalle riviste prese in considerazione.

4.2. Caratteri generali dell’eugenetica

Per un’inquadramento storico e scientifico della diffusione dell’eugenetica in Spagna risulta utile l’analisi di un articolo di Luis Huerta che considera le teorie di Juan Bautista Amorós. In esso l’autore fa conoscere il pensiero di quella che sarebbe la prima persona che si sia preoccupata del problema della razza e che traccia

[...] con mano maestra un plan inteligente para el cultivo reflexivo del hombre [...].

Già a cavallo tra ‘800 e ‘900 alcune idee e considerazioni, poi analizzate e sviluppate all’interno dell’area libertaria, erano molto diffuse. Come esempi valgono il ruolo primario dato alla donna in relazione alla scelta del momento del parto e l’influenza dell’eredità (considerata in un senso più ampio di quello relativo ai soli caratteri fisici).

Nell’area libertaria bisogna considerare l’intervento di Lacerda de Moura che ricorda come, a suo avviso, molti dei fondatori dell’ideale anarchico siano stati contrari ad una limitazione delle nascite e come il ruolo della donna, per alcuni pensatori militanti venisse concepito in maniera distante dalla parità e dalla libertà.

[...] Después de leer a Malthus y a Drysdale, me convencí de que la ley de la población constituye la base de todo el problema sociológico contemporáneo.

La solución del mismo no fué advertida por Malthus, sino por Drysdale, que en este respecto fué un verdadero vidente.

Su teoría preconiza una emancipación femenina, amplia e íntegra, con la que se suprimiría la prostitución, al tiempo que aparecería la maternidad deseada y consciente, sana, radiante y dichosa, según la feliz expresión eugénica, neomalthusiana.

"Resulta casi increíble, para nosostros, los neomalthusianos, que los más eminentes propagandistas - líderes - de los partidos políticos o de los credos sociales, hayan sido hostiles, no sólo al malthusianismo como doctrina económica, sino también al neomalthusianismo en cualidad de instrumento revolucionario. Ni Proudhon, ni Marx, ni Bakunine, por ejemplo, admitieron como medio de combate social la limitación de nacimientos de proletarios."

Esa fué su equivocación fatal. Porque es tan profundo el valor de renovación que lleva en sí el neomalthusianismo, que sus efectos manifestaríanse inmediatamente. Puesto que no cabe duda alguna de que cuando hay pocos trabajadores disponibles los salarios se elevan, y que los países donde se practica la restricción de la natalidad sufren menos que los otros las consecuencias de la crisis mundial: el paro forzoso. [...]

[...] No hay despoblación. Lo que sí existe en todo el mundo es sobrepoblación. Y ante las lamentables consecuencias de semejante estado de cosas, no podemos menos que estremecernos pensando en la actitud hostil de muchos revolucionarios. Kropotkine le decía a Paul Robin: "Estás estorbando el advenimiento de la Revolución." James Guillaume escribíale: "Eres un obstáculo para la emancipación del obrero." Y Elíseo Reclús negábase a publicar en su periódico los artículos neomalthusianos, so pretexto de que este asunto era de índole particular, y que, desde el punto de vista general, la limitación de nacimientos era tan sólo una "gran mixtificación". [...]

[...] Para la reducida capacidad mental de los reaccionarios y de algunos revolucionarios que sustentan la teoría de la superpoblación, la mujer no es otra cosa que una máquina destinada a fabricar carne de cañon o de barricada. Para ellos no existe el problema femenino; consideran sencillamente a la mujer como un receptáculo de expansiones genésicas.

La libertad, la Acracia que anhelan, es sólo para hombres.

La mujer para ellos está al servicio de la procreación irreflexiva e inconsciente. Es tan sólo la matriz fecunda e inagotable, destinada a producir los soldados burgueses, o bien los soldados rojos de la revolución social... [...]

L’espansione di queste idee si è ampliata negli anni del dopoguerra ed è venuta crescendo una protesta generale

[...] contra la propagación impune de la degeneración y de la enfermedad, y empieza a vislumbrarse un derecho inalienabile y fundamental: el derecho a la salud, y surge para la sanción penal un nuevo delito: el delito sanitario. [...]

[...] El nacido es función del padre, de la madre, del coíto, de la gestación y del parto.

No es lo mismo heredar del sano que del enfermo. No dan el mismo fruto el coíto por sorpresa o per lujuria y el coíto amante. No es igual nacer de un parto fisiológico que de un parto provocado. Y sobre todo hay mucha diferencia entre ser gestado con ira y con espanto a ser gestado con amor y con esperanza. [...]

[...] El gestado con amor nace predispuesto a amar (sencillo caso de herencia [...]); es un agradable y endulza la vida ajena. El gestado con odio es un desagradable y amarga la vida ajena. La antropocultura quiere que todos los hombres nazcan "agradables"; y, por eso, quiere redimir a todas las mujeres asegurándolas gestaciones gratas.

Esto es fácil considerando que la mujer es la única dueña del secreto del nacimiento. Unicamente ella puede saber cómo fué engendrado, gestado y parido su hijo. Natural es que los hijos sólo sean de sus madres; y que a la sociedad no le interesa saber (no lo sabrá nunca) quiénes son los padres de esos hijos. Con las correspondientes altezas sociales, será socialmente padre de un niño quien le alimente, eduque, instruya, defienda, enriquezca y enseñe a amar a su madre. A este alto honor ciudadano acaso agregue el convencimiento de ser el engendrador; pero ello no ha de tener más alcance que el de una íntima satisfacción personal. [...]

[...] Buscar la Eugenesia casando parejas seleccionadas es inútil, porque todos los matrimonios ordenan la fidelidad de la mujer, pero no la producen. Si la hembra es libre materialmente nunca se habrá quién engendró al hijo, y el procedimineto eugenésico no tendrá fundamento serio. Si la hembra no es libre materialmente, el hijo será gestado con ira; nacerá desagradable, y el procedimineto eugenésico será contraproducente... [...]

Si può già notare il grande numero di argomenti di discussione sull’eugenetica e si capisce quindi la ragione di un dibattito così ampio. Emerge anche il forte bisogno di una scienza che desse dei risultati sicuri per fermare la "degenerazione della razza". Per capire e per entrare ancora meglio in questo dibattito risultano molto utili le considerazioni del dr. Amador.

Secondo lo studioso è già da alcune decine d’anni che la capacità di riproduzione delle persone biologicamente inferiori supera di molto quella degli individui più adatti ed eugeneticamente migliori. Questo fatto dà come risultato la decadenza e la degenerazione della specie, facilmente verificabile analizzando lo stato nel quale si trovano varie razze, popoli e collettività.

Il problema risulta essere ancora più grave se si considera che le cause che hanno portato a questa tendenza favoriranno sempre di più la natalità di persone tarate. Questo significa che vi è stata una diminuzione della capacità operativa della selezione naturale, l’unica forza che è sempre stata in grado, anche se lentamente, di aumentare l’efficienza e la capacità sia individuali che collettive.

[...] Creemos sinceramente, en vista de todo esto, que es inútil, para combatir estas consecuencias funestas, degenerativas señaladas, emplear exclusivamente [...], las armas de la Higiene, por copiosas y refinadas que fueren.

Cuando más ésta puede ser un auxiliar poderoso, pero no irá, no puede ir a la causa del mal - que se halla en el idoplasma - desarraigándolo. Debe considerarse hoy como axiomático que sólo sustituyendo a la selección natural cruda una selección artificial, adecuada y científica, y evitando la continuación de la contraselección, podremos devolver a las sociedades decaídas y degeneradas sus condiciones hígidas de sanidad intrínseca e indispensables, haciendo, a la vez, imposible su degeneración. [...]

Quindi il compito primario al quale è obbligatoriamente chiamata l’eugenetica è quello di studiare e chiarire quali sono i fattori ereditari, nutrizionali, psicologici, ecc., che danneggiano la collettività, e quali altri, al contrario, favoriscono e incoraggiano lo sviluppo morale e fisico. Senza queste conoscenze non si possono fissare leggi più o meno eugenetiche.

[...] como ya dijo Galton:

"Cuando la plenitud de deseada información se haya adquirido, entonces y sólo entonces será el momento adecuado de proclamar un jehad o guerra contra costumbres y prejuicios, que menoscaban las cualidades morales de nuestra raza..." [...]

Uno dei punti principali sui quali l’eugenetica dovrà necessariamente insistere sarà il cambiamento della morale corrente che

[...] favorece la creación y supervivencia de toda clase de defectivos e inferiores biológicos, consintiendo el casamiento o uniones sexuales de personas con graves macas defectivas germinales, que van pasando de generación en generación, en virtud de las leyes de la herencia. [...]

Le leggi sull’ereditarietà dei caratteri rappresentavano uno degli argomenti che più facevano discutere, non solo per le posizioni così ferme e distanti, ma anche perché le conoscenze sui caratteri genetici e la loro trasmissione rappresentavano una scienza ancora in via di formazione.

Il ruolo dell’eugenetica non veniva comunque ristretto al solo studio delle leggi relative all’eredità, ma sulla loro influenza sociale e sui possibili metodi da attuare per riuscire ad ottenere un miglioramento collettivo.

Per distinguere le vecchie generazioni, che avevano generato dei figli guidati solo dal caso, da quelle che saranno in grado di controllare il loro istinto alla riproduzione, si utilizzava per quest’ultime la definizione di Generazioni coscienti.

Si usa questa definizione per sottolineare il grado di coscienza. Tale livello culturale porterà a non imitare l’ambiente circostante, a non accettare i costumi e le consuetudini senza averli prima analizzati, a smascherare l’incoscienza, anche quando si camuffa da sapienza.

Questo è il lavoro al quale sono chiamati i libertari, che trovano un valido aiuto nell’eugenetica, nella procreazione cosciente, nella pedagogia e nel naturismo.

[...] Empecemos por hacer coscientes los actos voluntarios de nuestra vida vegetativa; ello nos servirà de provechoso entrenamiento y beneficiará saludablemente nuestros organismos que forman el "Substractum" del sér intelectivo de que nos vanagloriamos. [...]

In questi articoli si potrà notare quanta importanza veniva riservata all’educazione delle madri e, più in generale, di entrambi i genitori, in quanto tutti e due erano considerati parimenti responsabili dell’atto della creazione.

Attraverso l’educazione si cercava di raggiungere l’obiettivo di rendere responsabili delle loro azioni i giovani e tutte quelle coppie che ancora fossero nell’età della procreazione. Bisognava formare delle persone che, nel caso avessero dei seri problemi fisici, fossero coscienti delle loro tare, e quindi in grado di astenersi volontariamente da qualsiasi azione che potrebbe portare come frutto la nascita di un essere destinato alla sofferenza per la sua intera esistenza.

[...] si de dos cónyuges, uno nada más está afectado de taras, como si lo estuvieran ambos, tanto el hombre como la mujer son criminales al transmitir a una vida el legado del mal que tienen encarnado, aun cuando de una sola vez se tratara.

Si tal comprensión no existe en ellos, débeseles hacer ver con toda la importancia que tiene; y si la educación sexual se enseñara en las escuelas, como bien debiera hacerse, ello sería uno de los cometidos más urgentes de tal enseñanza, al provocar en el espíritu de los jóvenes el sentimiento de semejante responsabilidad. [...]

Quindi l’educazione servirà a rendere più responsabili i futuri genitori di fronte ai rischi di una procreazione di un individuo gravemente ammalato. D’altra parte si prospetta la possibilità di raggiungere un risultato molto positivo attenendosi ad alcune regole fondamentali.

Sostenitore di questo modo di pensare è anche Sebastián Gomila:

[...] Al pensar o decir quiero un hijo, debería unirse siempre esta otra ideación: un hijo digno y capaz de gozar la vida, de transmitirla a su vez. Y esta otra ideación, complemento natural de aquélla, despertaría en el hombre algo más que la sensualidad, que el anhelo de paternidad. Le sugeriría el examen físico u espiritual de sí propio, la noción de un imperativo deber consistente en evitar todo producto defectuoso o inútil. Porque el decir quiero un hijo, como el decir quiero crear una obra de arte, o un poema literario, o una sinfonía, etc., implica el deseo de perfectibilidad, o por lo menos utilidad de la creación que sea.

Una cuna puede inspirar una estrofa de dolor o un cántico de gloria. En ella cabrá lo mismo una piltrafa humana que un querube. Puede constituír una vergüenza o un legítimo orgullo.

¿Para qué habrá querido un hijo el que obtenga una lástima? ¿Cómo olvidó o desconoció su condición humana, y se entregó al instinto desdeñando la razón? ¿Qué uso habrá hecho de esa libertad invocada, y qué alcanzó con la independencia absoluta de su voluntad...? Por no hacer el sacrificio de ellas en aras del altruísmo, habrá de ver su conciencia intranquila y su ánimo maltrecho a perpetuidad. Soltó una cadena y se puso un grillete.

- Quiero un hijo.

- En buenhora. ¿Puedes tenerlo? ¿Eres digno de tenerlo? [...]

Tra le tante idee e posizioni presenti all’interno dell’area libertaria va considerata la posizione degli anarchici individualisti, in quanto, anche se uguale nel risultato, cioè la validità della procreazione limitata, è leggermente dissimile nell’impostazione ideologica del problema.

[...] [Gli individualisti, n.d.r.] non si preoccupano del numero che raggiungerà la popolazione del mondo tra mille anni. [...]

[...] La miseria, le sofferenze, l’oppressione che percepiscono attorno a loro bastano [...] perché rimarchino che quanto minore è il peso che carica un essere umano, più indipendente sarà di fronte a chi lo sfrutta o a chi lo domina. [...]

[...] Los individualistas, buscando a conquistar el máximo de independencia, en la sociedad actual, con el mínimo de concesiones, es comprensible que recurran a los medios preventivos contra la fecundidad natural, los cuales, le permiten, sin tener que renunciar a los goces legítimos, aceptar o rechazar las consecuencias de estos goces.

Indiferentes ante los gemidos de los moralistas - negadores de los placeres y predicadores de resignaciones - ante los de los parlamentarios repobladores - con familias reducidas - de los jefes del socialismo que cuentan sobre el crecimiento del número de trabajadores para escalar el poder, los individualistas oponen al ciego e irrazonado determinismo de la naturaleza, el suyo individual, hecho de voluntad y de reflexión.

Considerando que para defenderse contra las intemperies, el hombre construye habitaciones, se cubre con ropas, enciende fuego, reacciona contra la obscuridad por medio del alumbrado, contra el rayo con el pararrayos, etc., etc., los individualistas piensan que el hombre tiene igualmente el derecho de reaccionar contra la amenaza de una progenie no deseada, por medio de procedimientos de orden mecánico.

En este sentido, en este sentido solamente, los individualistas son neomalthusianos y exponen y defienden la idea de la procreación consciente. [...]

Ritornando ora a considerare più in dettaglio l’eugenetica va detto che veniva considerata come quella parte della scienza medica che incentrava il suo lavoro sul miglioramento e la perfezione di quell’importante funzione che è la procreazione.

[...] Es deber de todo médico difundir y propagar su enseñanza y este deber no puede soslayarse sin incurrir en una gran responsabilidad moral. La propiedad intelectual, el monopolio de estos conocimientos tan necesarios al bienestar de la Humanidad, constituye una detentación tan odiosa, funesta y criminal como las otras "propiedades". [...]

Secondo i testi esaminati i religiosi fanatici ed i moralisti, fedeli ad un pudore falso e turpe, hanno sempre visto nel neomalthusianesimo un nemico che hanno combattuto senza grandi risultati. L’idea e i metodi di limitazione delle nascite non solo hanno rafforzato le armi della volontà e della libertà inalienabile, ma hanno rappresentato anche poderosissime ed inespugnabili ragioni morali, scientifiche e sociali.

Non sarà necessario fare un’estesa esposizione delle condizioni di vita che esistevano in Spagna nel primo terzo di questo secolo: anche qui la classe lavoratrice viveva in uno stato di autentica indigenza, colpita da malattie di ogni genere. È perciò riconosciuta la necessità della limitazione della procreazione, specialmente negli strati più bassi della società.

[...] Bisogna far sì che i figli nati dalle unioni, dove dovrà regnare sovrano l’amore, possano avere un’esistenza meno dolorosa e amara di quella dei loro genitori. [...]

Le tesi fondamentali prevedono che se un nucleo familiare è composto da molti figli e se questi vengono educati male, cosa che succede abbastanza spesso per mancanza di tempo e di mezzi economici, la tirannia ed il privilegio continueranno in eterno, l’evoluzione della società continuerà ad essere lentissima. Ma se, come uomini coscienti e responsabili di tutte le azioni che si compiono nella vita, faremo nascere meno figli, riusciremo così ad educarli in un modo migliore, imprimendo nei loro cervelli i principi di libertà ed equità. Creeremo così esseri forti per la lotta, adatti alla vita, allora il progresso umano potrebbe procedere molto velocemente e dalla terra prontamente scomparirebbero le iniquità sociali.

[...] La libertad ha de residir en nosotros mismos y debe ser ampliamente practicada en nuestra vida íntima, puesto que es en ella donde se incuba el carácter y el temperamento que irradia en la vida social. Y mientras no consigamos que el hogar sea una representación de la Arcadia feliz que anhelamos para la sociedad toda, no esperemos al hombre de convicciones sólidas, consciente y dueño de sus actos, que necesita el verdadero progreso humano.

Pero ello será posible mientras no desechemos de nuestras conciencias todos los atavismos con que se encargaron de atiborrar nuestras mentes viejas y estúpidas tradiciones y fanatismos amparados por las religiones y las costumbres; mientras no demos al problema sexual, foco de supersticiones y leyendas absurdas, la importancia que merece su estudio y su solución, dando a la mujer plenos derechos disponer de sí misma. [...]

Inserendosi in questo discorso sulla libertà che deve sempre presiedere ad ogni amplesso, Nuñez, come molti altri, considera l’educazione una funzione importantissima per un giusto utilizzo di questa fondamentale azione della nostra vita.

[...] El instinto de reproducción es natural en todas las especies. La realización del coito es una necesidad fisiológica a la que nadie puede sustraerse. Precisamente por todas estas razones, si bien el sér humano no debe privarse de este goce en el que halla la mayor justificación de su vida, debe por lo tanto procurar que esa satisfacción no tenga consecuencias en prejuício de su voluntad y del porvenir del nuevo sér engendrado.

Así pues, obrando sensatamente, no debería procrearse siempre que no puedan asegurársele al niño una alimentación sana, una buena educación, una higiene adecuada y suficiente, y todos aquellos placeres y goces necesarios para una vida feliz y hacerle apreciable la existencia - que es lo meno que puede exigir el hijo de los padres, ya que éstos tuvieron el placer de echarle al mundo, - hasta tanto esté en condiciones de ganarse la vida por sí mismo, hasta la edad de los dieciséis años cuando menos.

Pero hoy no solo no se hace esto, sino que la abulia y la inconsciencia con que se procrea toma caracteres verdaderamente criminales. [...]

Il dr. Fita Nuñez cerca di chiarire perché ha usato il termine "criminale", basandosi sulle statistiche della mortalità infantile, del numero medio di figli presente nei nuclei familiari e delle relazioni e interdipendenze tra queste due serie di valori. La sua analisi evidenzia come il mettere al mondo dei figli, atto che dovrebbe rappresentare uno dei momenti più importanti e di attenta valutazione della nostra vita, non segue in realtà nessuna regola che riesca ad evitare nefasti risultati che è possibile osservare ogni giorno.

[...] Véase pues, si no constituye un verdadero crimen, la negligencia y la imprevisión con que se procede en esta importantísima cuestión.

Insistamos en la necesidad de divulgar los conocimientos y los medios de evitar la maternidad no deseada, pues nadie puede poner en duda la libertad de la mujer a ser madre cuando le plazca, siempre que por cualquiera de las causas apuntadas no corra peligro su vida y la del sér concebido, en cuyo caso, un embarazo equivale a un suicidio, o cuando menos a una temeraria y arriesgada imprudencia.

Esta propaganda debe ser secundada, despreciando torpes convencionalismos de una moralidad nefasta y ridícula, por todos los hombres científicos de una moral bien definida. La mujer debe dignificar su sexo disponiendo de sí misma, elegiendo ella el momento y la conveniencia de engendrar hijos conscientemente y a completa voluntad.

Desarrollemos nuestro plan humanista lo más extesamente posible: Selección instintiva y racional de la parejas en sus relaciones sexuales. Preparación consciente por la educación debida para la procreación. Higiene moral y física de la mujer embarazada. Cultura del niño, para el desarrollo de su personalidad integral. [...]

Non bisogna rimanere impassibili dinanzi alla miseria che ci circonda e, cosa ancor peggiore, che aumenta ogni giorno di più, prodotta dall’incoscienza e dall’abbandono nei quali è tenuta la moltitudine ilota, famelica di conoscenze indispensabili e basilari per aumentare la sua dignità nella lotta per la vita.

Ritengo infine utile fornire un elenco dei casi nei quali si credeva necessario l’uso dei metodi anticoncezionali, dal punto di vista della morale umana, ciò permetterebbe un migliore inquadramento del lavoro al quale era chiamata l’eugenetica.

[...] 1.º Cuando sea de temer una descendencia débil, enferma, defectuosa o degenerada.

2.º Cuando el embarazo pueda resultar nocivo para la madre, por comprometer su salud o su vida.

3.º Cuando el número de hijos agrave el problema económico de la familia, aumentando la miseria y apretando el dogal de la exclavitud.

4.º Siempre que la cópula no responda al propósito deliberado y consciente de procrear. [...]

 

4.3. Differenze di significato dei vari termini usati

Alcune pagine addietro avevo fatto notare come alcuni autori consideravano le parole eugenetica e neomalthusianesimo dei sinonimi, mentre per altri questi termini rappresentavano due concetti diversi. Gli interventi che ora presenterò, lungi dal dare una visione obiettiva della questione. Ma nonostante questa loro soggettività alcune volte forse troppo prevalente, riescono ugualmente ad illustrare il dibattito esistente anche sui soli termini e definizioni.

La differenza tra il malthusianesimo ed il neomalthusianesimo, aiuta poi a capire meglio la differenza tra quest’ultima definizione e quella riguardante l’eugenetica.

[...] Todo el mundo sabe que el número de obreros sin trabajos aumenta de día en día. De este modo, la sociedad capitalista proclama la sobra de bocas, y el obrero con familia numerosa ve que el salario es manifiestamente insuficiente para atender a la indispensable alimentación.

De este modo nace una nueva concepción de la idea de Malthus, el neomalthusismo, afirmando el derecho del obrero a mejorar su posición económica y el del proletariado a no aumentar el número de los sin trabajo. Y este sistema que se ha ido enriqueciendo con aporte de argumentos y de hechos científicos, ha proclamado la legitimidad de los procedimientos anticoncepcionales como el más eficaz remedio para limitar los nacimientos. [...]

Per completare l’inquadramento generale delle idee sostenute da Malthus, non bisogna dimenticare l’intervento di Llorca sulle relazioni trovate dall’economista inglese tra l’elevato numero di figli presente nelle famiglie, le condizioni di vita del proletariato e la disoccupazione. Un altro degli obiettivi di Llorca è dimostrare che Malthus non era contro il proletariato ma che le sue idee tendevano ad influenzare positivamente anche le classi più basse della società.

[...] No me constituyo en apologista de Malthus, quien [...] cuenta hoy con buen número de adeptos en la práctica, los cuales van dándose cuenta del error de ser excesivamente prolíficos. Pero quiero presentar dos verdades incontrovertibles: Primera: La virtualidad de la teoría malthusiana en favor del proletariado, y no contra él, como equivocadamente se ha vulgarizado. Segunda: La íntima relación que con el ingente problema del paro forzoso tiene el exceso de la población. [...]

Non pochi individui sono rimasti molto colpiti dalle affermazioni di Malthus quando diceva

[...] que no tiene derecho a vivir quien no dispone previamente de cubierto en el banquete de la vida, sin meditar que lo negado en tal aserto, no es la existencia del ser viviente, sino la facultad de crear nuevos entes destinados a languidecer, seguramente, si no cuentan sus engendrantes con medios económicos suficientes para dotar al engendrado de las mínimas comodidades imprescindibles para que la vida no resulte una continua y desesperada lucha en pos de los alimentos.

Tras de un detenido y científico estudio, este autor nos demuestra en sus Ensayos sobre el principio de la población, que no existiendo proporción entre la capacidad productiva de la tierra y la prodigiosa facilidad con que el género humano se multiplica, forzosamente ha de llegar un momento en que los frutos del suelo, único sustento del hombre, serán insuficientes para mantener a todos los habitantes del globo. [...]

Ma, continuando il discorso sulle conseguenze derivanti dalla mancanza di cibo sufficiente per tutti, Malthus dà questo consiglio:

[...] Puesto que es preciso que la población se contenga por algún obstáculo, es preferible que sea por la prudente previsión de las dificultades que trae consigo la carga de una familia, antes que por la necesidad y por los vicios. [...]

Llorca fa notare che per quanto esagerata possa apparire la quantificazione malthusiana dell’aumento della popolazione in riferimento a quello della capacità produttiva della terra, non è possibile negare

[...] que la manera como la humanidad se ha multiplicado es sencillamente aterradora. [...]

In questo dibattito sull’importanza dell’aumento della popolazione sulla disoccupazione, si inseriscono anche altri autori ma, nonostante ci siano più opinioni riguardanti la causa di un numero così elevato di disoccupati, non si può negare che domina il ruolo dell’eccessivo numero di abitanti presente in molti Stati.

A quelli che si ostinano a dare la colpa allo sconvolgimento economico-industriale degli anni del dopoguerra, Llorca risponde che il problema della disoccupazione non si è presentato spontaneamente. Fatto salvo per gli anni nei quali si è combattuta la Grande Guerra, che dato il particolare momento non si possono prendere in considerazione, la disoccupazione è andata via via crescendo, anche se lentamente già dalla fine dell’‘800.

Alcuni pensano che la tanto sospirata rivoluzione sociale potrebbe risolvere il problema, ma anche su questo punto Llorca non si trova d’accordo.

[...] Tomo por base la estructura capitalista de la actual sociedad, dentro de la cual la solución de tan magno conflicto no tiene facilidades de ejecución. Claro es que, transformada la sociedad por la revolución social y establecido el comunismo libertario, el problema del exceso poblativo carecería de la magnitud que tiene en nuestros tiempos; pero ni aun así admito que quedase definitivamente conjurado, pues, a la larga, aunque con otros caracteres, aparecería la necesidad de reducir reacional y lógicamente los nacimientos, si la humanidad debía seguir permaneciendo en los límites indilatables del orbe. [...]

Passando ora alle differenze di significato tra eugenetica e neomalthusianesimo così si esprime Luis Huerta.

[...] El "neomaltusianismo" fué la primera postura que adoptó el problema de la raza. Después, el "eugenismo" ha completado y superado el primer gesto. Sin embargo, no deben confundirse estos conceptos. El primero es un criterio de base económica que proclama la generación consciente. El segundo es un criterio de base biológica que llega a la misma conclusión, y que, partiendo y caminando por distinta vía, se encuentra en el campo social en un vértice común con el primero. [...]

L’articolo del dottor Amador risulta essere un’ottima fonte per capire meglio che cosa poteva significare il termine eugenetica e se era adeguato a quelle idee che venivano inserite sotto la sua definizione.

Per Amador la parola eugenetica è la meno adeguata, perché dà l’idea di una scienza che abbia come principale obiettivo quello di volere migliorare le qualità razziali, quindi di evitare la degenerazione della razza.

Tutt’al più si potrebbe utilizzare l’espressione salute della procreazione, in quanto chi utilizza la parola eugenetica intende con questa proprio la dottrina delle condizioni più favorevoli da ottenere per una perfetta generazione.

Ma Amador nota che, per quanto ottime possano essere queste ultime, non si eviterebbe in nessun modo un’ulteriore degenerazione a causa dell’azione dei geni o fattori ereditari che entrano nello sviluppo cellulare dopo l’atto della fecondazione e che quindi non possono essere controllati da quelle condizioni presenti al momento dell’atto stesso.

Dopo aver definitivamente escluso la parola Eugenesia, trova che il termine corretto potrebbe essere Eutenica, cioè ben generare, in quanto veniva usata anche da Galton, il fondatore di questa scienza. Ma, visti i risultati non soddisfacenti (dimostrati dalla caduta di imperi e culture sia antichi che moderni) di questa scienza decide di non considerare valido nenche questo termine.

Si giunge così all’Eugénica, cioè la scienza della selezione della razza, che, fondandosi sulle scoperte relative all’eredità di Mendel e sulla selezione che agisce sui soggetti adatti alla procreazione,

[...] cuyo problema central es precisamente el estudio de la degeneración y el modo de impedirla y combatirla, representa hoy un positivo y notable avance biológico, de consecuencias incalculables para el mejoramiento y la regeneración de Razas y Pueblos. [...]

Continuando a portare esempi sugli errori commessi da chi non ha ancora compreso il vero significato delle parole Eugénica ed Euténica, Amador introduce il discorso sulla differenza esistente tra le caratteristiche di un individuo, come ad esempio la statura, chiamate Fenotipo e l’Idiotipo, ovvero la somma di tutte le disposizioni ereditarie di una persona.

Dato che la degenerazione fa sempre riferimento ai fattori ereditari,

[...] lo verdaderamente decisivo para el porvenir de un pueblo es la naturaleza de los genotipos o idiotipos en las futuras generaciones [...].

È proprio per rafforzare questa sua posizione a favore dell’utilizzo del termine Eugenetica che Amador ricorda come molte persone (economisti, educatori, ecc.) guardano alla degenerazione di un popolo da un punto di vista sbagliato perché non riescono a distinguere opportunamente i caratteri ereditari da quelli non ereditari che lo caratterizzano.

Nel suo intervento anche Emilio Mistral si mostra un sostenitore dell’utilizzo del termine "eugenetica" proprio per l’interesse dimostrato da questa scienza alla selezione, per la definizione di una serie di regole tese a rendere più efficace l’effetto delle leggi biologiche in vista del perfezionamento della specie umana; perfezionamento inteso sempre come un miglioramento sia fisico che psichico della nostra specie.

 

4.4. L’eredità malthusiana nella teoria dell’evoluzione di Darwin

Per una migliore comprensione del ruolo dell’eugenetica nel pensiero della prima parte del XX secolo è importante precisare quali siano stati i rapporti tra le teorie di Malthus e quelle di Darwin.

Cercando di regolamentare la procreazione umana non ci si può limitare a studiarla attraverso i suoi effetti nell’economia politica, ad esempio, ma si deve portare il problema ad un punto considerato più elevato: allo studio della filosofia malthusiana che si ha come conseguenza della filosofia darwiniana.

In realtà Malthus è il padre intellettuale di Darwin e delle sue teorie.

[...] Cincuenta años antes que Darwin, Malthus había ya observado, para la especie humana, las leyes naturales que Darwin - de su propia confesión - generalizó después para todas las especies gracias al estudio de Malthus.

Unicamente, de esos dos filósofos el uno empleó el lenguaje del sociólogo, el otro el del biólogo. [...]

Prima di passare ad analizzare più in profondità le teorie formulate da Malthus, bisogna considerare quella di Darwin che risulta più utile in questa analisi.

È quella che ha scoperto una

[...] doctrina scientífica de la teoría de la Selección Artificial o Crianza, quién permite a la inteligencia humana, por la aplicación razonada de las causas observadas de la Selección natural, dirijir voluntariamente y acertadamente la evolución en la vía del Progreso, hacia tal fin útil (perfeccionamiento de las flores, de las especies agrícolas, de los animales domésticos.)

Tal es la conclusión práctica y de alto valor utilitario y moral, del Darwinismo. [...]

L’opera di Malthus è stata per prima cosa verificare la legge della lotta per la vita in relazione alla società umana.

Per Malthus questa legge è la risultante dell’azione dei mezzi repressivi o freni positivi, che sono sempre dolorosi, che agiscono sulla nostra razza e che vengono moltiplicati dall’instinto sessuale, raggiungendo dei valori molto più alti di quelli dati dalla sola lotta per la sussistenza.

[...] Para procurarse el sustento y el amor, los hombres luchan entre sí, de donde resulta la guerra por las armas o por la astucia. Las condiciones de la guerra social se complican a medida que la civilización adelanta, es decir que los vencederos han fortificado más sus posiciones mediante leyes, usos, costumbres, establecidas necesariamente así en provecho de los más fuertes y de los más astutos.

Esos viven felices; los otros, los débiles, vegetan; la miseria, la enfermedad, la muerte prematura, el celibato, la prostitución, etc... son el lote reservado como herencia para esos desgraciados cuya existencia sirven para el servicio de los fuertes.

Tales son los grandes medios represivos que denunció Malthus. [...]

Dopo aver verificato quanto appena detto, Malthus vide la necessità, la legittimità dell’esistenza di una Selezione Ragionata della Razza umana.

Per Malthus la sproporzione che si stabilisce, a causa delle leggi naturali, tra la popolazione e i mezzi di sussistenza è la causa di tutti quei mali, di tutti quei mezzi repressivi che derivano dall’eccesso di popolazione che costantemente determinano all’interno della società le terribili calamità che gli spiriti ottusi attribuiscono a cause politiche.

Questo è il rimedio principale offerto da Malthus:

[...] limitación de la procreación a la productibilidad actual de las subsistencias por medio de la procreación razonada, así pues, necesariamente, evolución progresiva, mejoramiento rápido de la raza. [...]

Ma non è questo il risultato a cui era giunto Darwin con la sua selezione artificiale, solo applicata alla specie umana?

[...] Desgraciadamente, Malthus, minado por la moral cristiana, propone para resolver el problema de la alimentación y del perfeccionamiento de la especie, un medio imposible de aplicar: la privación de amor, que se halla en oposición flagrante con la ley de selección sexual, cualquiera que sean por otra parte las manifestaciones sentimentales e intelectuales del amor en el hombre.

El mérito de los neo-malthusianos estriba en haber sabido conciliar la solución malthusiana con la gran ley biológica de la vida sexual. [...]

Anche Darwin ha riconosciuto che la legge della popolazione è la causa stessa della lotta per la vita e che il rimedio si trova nella limitazione delle nascite: quindi Malthus come maestro di Darwin.

[...] La teoría Darwiniana de la lucha por la existencia es en algo una aplicación general de la teoría neo-malthusiana de la población, en el conjunto de la natura orgánica.

Ernesto Haeckel reconoce [...] que si Darwin formuló el problema de la Lucha por la vida, Malthus ha formulado la solución. [...]

 

4.5. La procreación consciente

Abbiamo già visto nell’introduzione come l’obiettivo della procreazione cosciente (obiettivo da raggiungere nel più breve tempo possibile) fosse uno dei punti cardine dell’ideologia libertaria. Solo così si poteva sperare di migliorare le condizioni di vita delle famiglie e ridurre l’elevato tasso di mortalità infantile.

[...] No fecundar o fecundar limitadamente es hacer una labor fecunda en pro de la especie humana, pues, come dice el insigne doctor Marañón, "se da el caso que para lograr más hijos sería preciso comenzar porque las madres tuviesen menos hijos".

Engendrar mucho, sin limitación, inconscientemente, es perpetuar el mal, es engendrar dolor. [...]

Per Jardinero non si tratta di limitare il numero di figli solo all’interno del nucleo familiare operaio, o comunque delle classi più povere, ma di non mettere al mondo dei figli in un senso più ampio e generale che racchiuda tutta la società. Perché già un solo figlio rappresenta una disgrazia fatale per una famiglia che riesce a sopravvivere a malapena,

[...] es un verdadero dolor la presencia de un vástago en la pocilga obrera [...].

[...] Muchos me objetarán quizás, preciándose de más humanos al prolongar el mundo de la esclavitud, que un pequeñín proporciona una alegría en casa, no sé cuantos placeres al verle correr, reír en su candidez infantil llamando dulcemente papá y mamá a sus progenitores. [...]

[...] Todo esto podría venir a maravilla cuando económicamente se marchara bien. [...]

[...] Si nos conformamos con la bazofia que tenemos por nutrición y por casa el cuchitril que nos alberga, claro está que esto es una mágnifica vida y se peude procrear, procrear mucho, aunque más tarde nos maldigan con justa razón y bien descaradamente nuestro hijos el día que su cerebro recapacite.

Ya estoy oyendo el grito de los inconscientes fabricantes de carnaza esclava objetarme: ¡Ah! Pues si hubiera muchos que pensasen como tú, el mundo bien pronto acabaría. ¿Y qué nos importa, mis amigos, que el mundo se acabe? ¿Qué podemos nosotros perder en realidad con su desaparición? Solamente el fin de nuestras desdichas. [...]

C’erano comunque dei libertari che difendevano il nucleo familiare composto da tanti figli. Ma Jardinero ci spiega perché avevano torto.

[...] Que no nos vengan esos compañeros - que los hay - con la cantilena de que haciendo muchos hijos habrá más anarquistas, y que enseñándoles a ser rebeldes la sociedad cambiará antes. Profundo error. La historia nos demuestra con irrefutable argumentos que jamás la emancipación acelerará su marcha por la superproducción de ilotas. Por el contrario, ella demuestra con bastante realidad y frecuencia que, cuanto más pesada sea la carga en el hogar paterno, mayores son las necesidades a cubrir, y por ende, los esfuerzos de defensiva contra el tirano que subyuga decaen progresivamente, teniendo por consecuencia la casi total sumisión de los enseñadores de rebeldías. [...]

Anche Crespo si oppone alla tesi di quanti ritengono utile un grande numero di figli per le famiglie proletarie.

[...] He oído decir a algunos que se dicen amantes de las ideas emancipadoras, y leído también en periódicos que se abrogan el título de redentores del proletariado: "que debe gozarse hasta derretirse, a fin de tener cuantos más hijos, mejor; pues nosotros debemos procurar producir mucho en todos los tonos y en todos los órdenes, porque el que no produce es un vago, es un zángano de la colmena social." Y los que así hablan y escriben no tienen derecho a llamarse convencidos, ni menos señalar rutas a seguir a los sencillos obreros, ya que, porque sí, no se hacen afirmaciones faltas de sentido y no se trazan caminos a seguir que han de redundar en perjuicio de miles de humanos. Al hablar de derecho, no pretendo convertirme en expedidor de patentes, ni levantar cátedra. Que cada uno hable lo que quiera y cuanto quiera; pero téngase entendido que la libertad tiene sus reglas, y que, no porque un hombre se llame libertario habrá de serlo; son sus actos que lo demostrarán, así como también sus razones y demostraciones convincentes. [...]

Per come ho impostato il mio lavoro non prenderò in esame le cause naturali di un’eventuale diminuzione delle nascite, ma solo quelle collegate con l’intervento attivo dell’uomo. Anche perché, come evidenzia Chueca, senza l’intervento della volontà umana questa diminuzione sarebbe stata quasi impercettibile. Ma gli uomini, e qui Chueca ci tiene a sottolineare che con la parola uomini non intende solo la parte maschile della società ma anche quella femminile, sono sempre più contrari ad avere molti figli.

[...] Hay mujeres que se ven obligadas a usar de los medios preventivos de la fecundación por padecer dolencias que contraindican el embarazo; hay hombres y mujeres que lo hacen por estar tarados con enfermedades hereditarias, y no quieren engendrar seres enfermos; [...].

Tra le molte cause a Chueca interessa analizzare quella che per lui è la più importante: quella economica.

[...] La causa económica es, indudablemente, la que más influye en la disminución voluntaria de los nacimientos. [...]

[...] Hay pocas familias que cuenten con los medios necesarios para criar bien a varios hijos. Para la mayoría, la perspectiva de un nuevo vástago no es sino el anuncio de una nueva calamidad. Un hijo más para quienes viven rodeados de privaciones, en la miseria, significa un aumento de privaciones, mayor miseria.

Y como dentro del actual régimen económico-social la vida es cada vez más difícil, el miedo a los hijos será mayor de día en día, y la natalidad irá decreciendo progresivamente. [...]

Anche il dr. Amador affronta il problema da un punto di vista economico.

[...] Nada hay [...] que amenace más gravemente a la raza que la actual absurda política financiera. La ignorancia biológica total de los hacendistas contribuye poderosamente a la decadencia de los pueblos occidentales y de su civilización. [...]

Avere molti figli rappresenta un peso molto grande per una famiglia. Di questo sembra che lo Stato non tenga conto e che l’apporto più importante che quella possa dargli è una cifra numericamente adeguada di figli sani ed efficienti.

Ma per favorire un simile stato di cose è indispensabile che la moderna legislazione si modifichi tenendo presenti le regole dettate dall’eugenetica.

[...] Mientras subsista el absurdo de tomar en consideración únicamente los ingresos totales de una familia, sin atender al número de personas que de ellos se han de mantener y educar, resulta absolutamente contraria a la sanidad eugénica de la raza la actual tributación.

Los impuestos directos deberían establecerse, dentro de una política "higiénico-racial", tomando por base, no esos ingresos totales, sino las partes que de éstos corresponden a la mujer e hijos, que el jefe de la familia ha de mantener y cuidar.

Estarían así en relación inversa al número de hijos del contribuyente, con que, amén de salvarse el principio económico "que los impuesto directos deben responder a su capacidad productiva", se benficiaría además eugénicamente a la raza de modo positivo. [...]

Il dr. Amador propone l’istituzione di un’assicurazione per la paternità, da considerare come la proposta venga sviluppata anche nei dettagli, impostazione comune a molti autori che preferivano sempre dare un’informazione il più esauriente possibile su quanto stavano discutendo o proponendo.

[...] A estas subvenciones [l’assicurazione per la paternità, n.d.r.], destinadas a los matrimonios con muchos hijos, deberían obligatoriamente contribuir los solteros, los deshijados y los matrimonios con pocos hijos.

La compensación tributaria entre éstos y las familias con muchos hijos empezaría en el tercer hijo. Es entonces cuando comienzan las dificultades económicas, que van aumentando, pues son "cuatro" hijos por matrimonio los que determinan un lento aumento poblacional.

Es, sin embargo, aquel seguro de la paternidad arma de dos filos, por lo cual, con razón, algunos eugenistas sólo lo admiten con ciertas restricciones.

Extendido, en efecto, a todos los individuos cono se hizo, por ejemplo, en Francia, con subsidios y premios a matrimonios que tuvieran más de tres hijos, causaría, de fijo, muchas veces efectos disgénicos porque aumentaría la prole - de indeseable cualidad evidentemente - de los ineficientes germinales o inferiores biológicos.

Proceder así equivaldría a elevar, de cierto, la contraselección a principio, patrocinado por el Estado, con graves consecuencias antieugénicas.

La realidad eugénica [...] sería derramar los beneficios de dicho seguro sobre biotipos aptos, escogidos, gaméticamente bien costituidos.

Quizá se objetará que no hay todavía bastantes elementos de juicio para determinar la fórmula hereditaria de un individuo: su genotipo. Esto es cierto si tratáremos de indagarla individual y detalladamente; pero de ningún modo cuando tratamos de investigar cuáles con los peores y mejores "genotipos" de una colectividad, como es ahora el caso. [...]

Il dr. Amador passa ad analizzare le diverse componenti della società per vedere quali sono quelle eugeneticamente migliori.

Inizia dall’apparato burocratico dello Stato e considera che, data l’alta selezione vigente (prove concorsi ecc.), rappresenta una categoria eugeneticamente positiva, da lamentare quindi il basso tasso di natalità che vi si trova. Ipotizza un aumento dello stipendio o per lo meno un’integrazione per quei funzionari che abbiamo più figli, al fine di spingerli a procreare di più.

Anche verso le popolazioni rurali ha una posizione positiva, in quanto portano ad un ringiovanimento e una rinnovazione di quelle cittadine, che altrimenti senza questo effetto benefico con il tempo si estinguerebbero.

Per riassumere il dr. Amador condensa in cinque punti fondamentali le sue posizioni riguardanti il ruolo dell’eugenetica.

[...] Primera. Utilizar exclusivamente como viene haciéndose, la "Euténica" (higiene, ambiente, educación, etc.) es en absoluto insuficiente para alcanzar la regeneración de nuestro pueblo.

Segunda. Es forzoso, por consiguiente, a la vez y preferentemente, mejorar la raza, proveyendo al individuo, mediante medidas eugénicas, de óptima herencia biológica.

Tercera. Para este fin: primero, restringir el idioplasma degenerado con prohibiciones matrimoniales y separación sexual de defectivos germinales y "asexualización".

Cuarta. Más eficaz aún: segundo, conservación y aumento de "idioplasma deseable" por medio de subvenciones a "biotipos eugénicos", modificación interior, ambas de base "eugénica".

Y quinta. Fundación por el Estado de un Instituto de Biología de la Raza. [...]

Il dr. Forel inserisce in questo discorso sulla procreazione cosciente i danni provocati alla qualità della razza da fattori quali le bevande alcoliche e la prostituzione.

[...] La gradación de la inmoralidad en el culto del Dios de las riquezas, siempre se consigue por el capital empleado en el sostenimiento de dos grandes males: alcohol y prositución, cada uno de los cuales actúa como los sanguijuelas sobre la vitalidad del individuo, de la raza y sobre todo lo que es más sagrado, en el hombre.

Estas dos formas principales están de acuerdo y costituyen la Diosa del amor, a semejanza de una depravada, sórdida ramera, de la que el hombre es al mismo tiempo su estuprador y su víctima.

Son también los más fuertes enemigos de nuestra descendencia, cuya procreación con frecuencia se efectúa en un momento de intoxicación, y cuyas vidas están expuestas al peligro de la degeneración alcohólica o de la enfermedad venérea. [...]

Il dr. Forel fa notare come la legislazione sia quasi totalmente sbagliata quando cerca di risolvere il problema delle perversioni sessuali, che possono essere in relazione con l’abuso di alcolici e di quelle sostanze che provocano l’intorpidimento dei nostri sensi, ma che non sempre portano i soggetti che ne soffrono a cercare l’atto della riproduzione, risultando così non coinvolti in quelle restrizioni volute dalle regole dell’eugenetica. Le abitudini sessuali alterate che si possano ricondurre alla normalità dovrebbero essere curate invece che punite, con la carcerazione ad esempio, come fa una legislazione che si basa ancora sugli antichi dogmi teologici. Trattare in questo modo questo tipo di malattie è dannoso sia per gli individui che ne soffrono sia per la collettività. Dovrebbero essere oggetto di un trattamento mentale adeguato che abbia l’obiettivo di curarli completamente.

 

4.6. Studi dell’eugenetica sui caratteri ereditari

Prima di passare ad analizzare un argomento complesso come l’applicazione della sterilizzazione e degli altri metodi coercitivi proposti, credo sia utile vedere quali erano gli effetti dell’ereditarietà dei caratteri sulla nascita e lo sviluppo di un individuo.

Gli effetti della trasmissione di possibili tare ereditarie da una generazione ad un’altra sono considerati da chi si interessa di eugenetica un

[...] problema nazionale di indubbia gravità [...].

Alcuni esperimenti

[...] han demostrado que en los individuos de cualquier especie se producen continuamente [...] variaciones hereditarias, la mayor parte de las cuales son evidentemente disgénicas. Existen además en toda población humana caracteres recesivos hereditarios que cuando ocultos por un factor "dominante" no producen efecto alguno. [...]

Ma quando una persona ha un carattere "recessivo" c’è il pericolo che alcune tare ereditarie si trasmettano di generazione in generazione finché non intervenga qualche fenomeno selettivo.

[...] Si la selección natural se efectuase libremente, como ocurre en la Naturaleza y en ciertas agrupaciones humanas primitivas, los individuos afectos de tales macas germinales serían eliminados implacablemente.

Pero si hay interrupción selectiva, selección deficiente o cantraselección, como acontece, por motivos "económicos", éticos, etc., en las modernas sociedades, esos elementos degenerados prosperan y se multiplican indefinida y copiosamente.

Aumentan esta contraselección las condiciones sociales e higiénicas presentes, que si, en realidad, han logrado prolongar el término medio de la vida, reducir las infecciones, extirpar las epidemias, etc., etc., han acrecentado, en cambio, la insania, los defectivos mentales y el precipitado social todo. [...]

Va considerato anche il diverso tasso di riproduzione delle classi sociali: quelle più basse e quindi biologicamente inferiori risultano quelle con il tasso più elevato, provocando così una degenerazione della razza. Per risolvere questo problema non è possibile raccomandare un ritorno allo stato primitivo, nel quale la selezione naturale possa ritornare ad operare con tutta la sua forza. Ma in cambio ci si trova moralmente obbligati ad impedire l’azione della procreazione a tutti quegli esseri che risultano essere biologicamente inferiori.

Quindi è necessario ricorrere all’Eugenetica che, basata completamente sulla Genetica, è la scienza pratica del miglioramento radicale della razza per mezzo della selezione.

[...] podrá ponerse en duda si la selección natural es el factor principal en la evolución orgánica; pero para todos los biólogos es el antídoto de la degeneración.

Su existencia y oportuno funcionamiento mantiene a las razas sanas y capaces. Su carencia o su dirección invertida las degenera.

Por eso lo que importa a nuestro país, en donde, como ya dicho, hay una funesta contraselección, es reemplazar la selección natural por una selección consciente y sistematizada. [...]

Quindi, qualsiasi piano eugenetico deve aspirare da un lato, ad una selezione tra chi è dotato delle qualità desiderabili per offrire una buona discendenza, dall’altro, ad impedire la procreazione a quelle persone che risultano in possesso di caratteri recessivi ereditari.

Dopo questi interventi che sostengono la validità delle leggi Mendeliane sugli effetti dell’eredità, Huerta ci porta a conoscenza della posizione e del pensiero di Monier che, contrario a quanto detto sinora, nega in maniera assoluta e categorica l’esistenza di queste leggi e di quelle entità non bene definite rappresentate dall’anima e dallo spirito.

[...] El ser no es jamás él mismo, sino la resultante de todos los medios que concurren a su sostenimiento y a su renovación... En estas condiciones, la síntesis total, exacta de los padres no se puede computar; el niño no puede repetir a sus padres, no es una reproducción de los padres. Sus padres no pueden ser asimilables sino en fracciones de los medios por los que el niño se forma.

En efecto, los niños difieren todos y siempre, más o menos, de sus padres, y a menudo se ve cómo se parecen más a gentes extrañas que a sus mismos progenitores.

El niño está constituído por elementos permanentes, eternos, que no pueden traer su origen de los padres, y el estado instable de las sustancias de que éstos están formados, se opone en ellos a la formación de "un" espíritu y a que este espíritu sea heredado por el hijo. El espermatozoide y el óvulo que se fusionan para formar el embrión humano tienen SU VIDA PROPRIA y no son en modo alguno las síntesis del padre y de la madre. [...]

Quindi la persona non è altro che un frutto, lo sdoppiamento successivo della cellula uovo. Essendo quest’ultima formata da elementi fondamentali irriducibili o da uno stato di essere eterno, gli studi sull’eredità non servono, ma bisogna sempre risalire agli elementi essenziali che rappresentano l’unica origine che va presa in considerazione.

[...] Es tan poco lo que heredamos del esíritu de los padres que, si en el momento en que dos parejas que acaban de tener cada una un niño del mismo sexo se cambiasen entre sí los recién nacidos, éstos tomarían las costumbres y las formas de vida de los padres que les fueren impuestos. Nadie lo dudaría, y la herencia no se haría notar en la mentalidad y en el parecido que hubiesen adquirido en contacto con aquellas personas que no tendrían con ellos ningún vínculo de parentesco; sólo reflejarían el influjo ambiental, esto es, el resultado de la cohabitación.

Del hecho de que las sustancias eternas de la Tierra hayan adquirido la condición de sustancia humana por evolución, no se sigue que el niño tenga "un" espíritu al venir al mundo... Su carne, sus órganos, su cerebro, tienen virtualmente cualidades propias para la adquisición de la inteligencia, del entendimiento, del espíritu...; pero es preciso que el niño sea puesto en contacto con lo que puede proporcionarle esas cualidades y que viva el tiempo necesario para su adquisición. [...]

Per Monier quindi i genitori non possono avere nessuna influenza sulle caratteristiche future del figlio, saranno i suoi primi due anni di vita, passati a formare quelle qualità, che gli serviranno per la formazione dell’intelligenza e per iniziare ad avere consapevolezza della vita.

[...] Toda su vida se resentirá de impresiones inconscientes grabadas en su carne, en sus órganos, en su ser durante esos dos primeros años por la mujer que le ha criado... Ahora bien, si el espíritu se adquiere y luego desaparece a la muerte del individuo, no es una entidad; el espíritu no es más que la cualidad efímera de la vida consciente. No tenemos, pues, "un" espíritu, sino "algo" del espíritu. [...]

Nello stesso articolo Luis Huerta riporta anche la risposta, a questo intervento di Monier, del dr. Proschowsky della American Genetic Association, che, basandosi sulle conoscenze fino ad allora in possesso di quanti studiarono gli influssi dell’eredità sulle persone, nega quasi totalmente la validità di quanto esposto dal signor Monier, si trova in accordo, anche se non del tutto, solo con la spiegazione di che cos’è l’anima e come si sviluppa.

[...] F. Monier cree que bastará con cambiar el niño de una pareja por el niño de otra para que haya parecido, incluso desde el aspecto físico, con los padres postizos. Parecido en las costumbres, si como todo lo que el niño aprende de todo lo que le rodea; pero el fondo de su naturaleza, debido a la herencia, sólo superficialmente se deja influir por el ambiente, y es precisamente este hecho lo que impedirá una gran mejora de la especie humana si no se recurre a la selección, que no se podrá, desde luego, realizar más que en una sociedad racional, donde la vida material esté garantida. Y por lo que toda el "alma", F. Monier tiene razón. El "alma" se forma por el mabiente, pero en íntima relación con el fondo debido a la herencia... [...]

L’ultima parola appartiene di nuovo a Monier che così replica all’intervento del dr. Proschowsky:

[...] Yo no alcanzo a comprender esta aberración de la creencia en la herencia en ciertos hombres de vanguardia, ateos... Yo no puedo explicarme que por una forma de disciplina científica haya ciertos hombres que aceptan sin discutir, con los ojos cerrados, lo que sus mayores han proclamado y transmitido so capa de ciencia, y contra esto yo pido a mis lectores el permiso para rebelarme muy modestamente en nombre del buen sentido. [...]

 

4.7. Sterilizzazione ed altri metodi coercitivi di limitazione delle nascite

Per limitare la nascita di persone che possano avere ereditato delle tare dai propri genitori bisogna impedire che questi ultimi generino dei figli. Questo era un argomento di grande interesse, che creò un ampio dibattito su quali fossero i metodi più validi e fino a che punto si poteva limitare la libertà personale dell’individuo.

Veniva ritenuta utile la segregazione o l’isolamento degli individui affetti da problemi mentali e morali durante il periodo in cui sono in grado di procreare. Le colonie agricole risultavano essere una buona soluzione per chi era mentalmente malato, almeno per i soggetti meno gravi, che così potevano lavorare e risultare più utili alla società.

La sterilizzazione, sia maschile che femminile, rappresentava un’altra possibilità che trova una buona diffusione e appoggio tra gli autori che trattavano il tema della riproduzione vista attraverso un’ottica eugenetica.

Così si esprime il dr. Amador su questa possibile scelta tra isolamento e sterilizzazione:

[...] Respecto a la preferencia de la esterilización o el aislamiento, nos atenemos a la solución que propone el insigne eugenista norteamericano Langhlin, que tanto ha trabajado sobre este importantísimo problema:

"Todos los deficientes hereditarios no peligrosos socialmente, en tanto que no necesiten los cuidados de una institución, deberán ser puestos en libertad, a condición de que se dejasen esterilizar. Muchos, probablemente la mayor parte, se hallarían prontos y de buena gana a la operación. Pero, mientras la esterilización no esté admitida entre nosotros, debe recomendarse desde temprana niñez el aislamiento de todos los deficientes fuertemente hereditarios." [...]

Il dr. Isaac Puente analizza queste possibilità di limitazione delle nascite seguendo un punto di vista un po’ diverso da quello del dr. Amador: la scelta che potrebbe effettuare lo Stato. Uno Stato che sarebbe spinto più dal bisogno di limitare le spese che non dalla salvaguardia della libertà personale dell’individuo.

Oltre alla sterilizzazione e all’isolamento, Puente considera anche l’istituzione di un riconoscimento medico che attesti la possibilità di una persona di poter procreare senza allungare la lunga fila delle deformità presenti nella nostra società. Ma nota come questa misura non potrebbe riuscire a risolvere il problema per il solo fatto di indirizzare le unioni verso la clandestinità e l’anonimato, dove facilmente potrebbero eludere il riconoscimento medico.

Per quanto riguarda la sterilizzazione Puente ricorda come per la donna, nella quale l’operazione risulta molto più rischiosa che nell’uomo, sia stato proposto l’utilizzo dei raggi X, la cui azione dovrebbe risultare meno pericolosa dell’intervento chirurgico ma dare gli stessi risultati.

Chiaramente per lo Stato la sterilizzazione rappresenta il metodo più pratico, semplice, definitivo ed economicamente più consigliabile. Viene ricordato come lo Stato della Virginia e il Parlamento di Sassonia lo abbia accettato e messo in pratica sulle seguenti categorie di persone: dementi precoci, affetti da pazzia maniaco-depressiva, epilettici, degenerati per cause alcoliche, mentalmente deboli e quelli che presentano tendenze criminali molto marcate.

L’isolamento dei non adatti alla riproduzione richiede invece spese molto maggiori per lo Stato, perché abbisogna di spazi e stabilimenti adeguati, personale istruito e pagato per seguire solo queste persone.

Ma tra le due soluzioni, perché una delle due bisogna scegliere, in quanto per Puente non è possibile rimanere inerti davanti allo triste spettacolo che offrono questi subnormali, sceglie quella dell’isolamento in fattorie create appositamente per questo scopo.

Una scelta di questo tipo può aiutare ad evitare possibili esagerazioni o deplorevoli errori commessi da chi deve decidere sulla sorte di questi malati, dato che, non rappresentando una situazione definitiva, permette una risoluzione positiva di eventuali sbagli.

Inoltre, le persone che si trovassero costrette ad essere rinchiuse in queste fattorie, potrebbero comunque convertirsi in esseri utili per la società (come già affermato dal dr. Amador), contribuendo nella misura permessa dalle loro possibilità.

Ma Puente ci tiene ad affermare il ruolo positivo che potrà svolgere il naturismo per rallentare, se non fermare questa produzione di esseri nocivi alla società, senza dover per forza ricorrere a questi metodi coercitivi.

[...] En la "utópica" sociedad, a cuyo logro consagramo nuestro esfuerzo, estas medidas restrictivas serían perfectamente inútiles. El Naturismo y especialmente la Trofología, pueden lograr la regeneración germinal, hacia más allá de donde se figuran los que no aciertan salirse de la rutina. Fomentando el cultivo de la personalidad, ensanchado el campo de la conciencia, las acciones humanas no serán denigradas por la inconsciencia. Y la plena Libertad purificaría el ambiente social, como el Sol el contenido de las cloacas. [...]

Il dr. Forel adotta invece una posizione molto estrema: bisogna cercare di risolvere il problema radicalmente proponendo una sterilizzazione totale di tutte le persone non adatte a generare dei figli.

[...] recomendamos a todos los débiles o enfermos de cuerpo y espíritu, y especialmente a todos los que sufren de enfermedades hereditarias, el uso de los medios de prevención para metodizar las concepciones, [...] de forma que ellos no deben, por pura estupidez o ignorancia, poner al mundo criaturas condenadas a la miseria y al infortunio y predispuestas a la enfermedad, a la miseria y al crimen.

Debemos esforzarnos en este sentido, llevando a cabo una vasta y universal esterilización de todos los inútiles, incapaces o enfermos, sin intentar prohibir de un modo ascético e imptracticable la satisfacción de sus instintos sexuales normales y su anhelo de amar. [...]

Un altro intervento a favore della sterilizzazione èquello di Ixigrec che, pur riconoscendo come l’anormalità alcune volte sfiori la genialità, non trova motivi validi ad una sua non utilizzazione.

[...] el Eugenismo va hacia sus fines proponiendo la Esterilización hasta llegar a imponerla, si es preciso, en bien de la colectividad, pues no hay razón para que los hombres peores, que son aquellos que consumen más que producen, impongan ciertas condiciones de vida en detrimento de los mejores, que son los que producen más que consumen. [...]

Davanti al problema della degenerazione, anche se a questa si attribuiscono la genialità e la capacità creativa degli artisti, l’eugenetica cerca la rigenerazione che dovrà riportare la felicità e l’equilibrio generale. Con questi scopi prefissi non si può permettere che una persona metta al mondo quanti figli voglia, specialmente se non è sana fisicamente e mentalmente, perché questo tipo di libertà non ha niente a che vedere con l’interesse collettivo della società. Quindi è un dovere il non permettere a queste persone la possibilità di produrre all’interno della comunità esseri deboli e [...] decadenze lamentevoli [...].

Per Ixigree il problema di una legislazione che regoli l’utilizzo della sterilizzazione non consisterebbe se le persone riuscissero a comprendere di dover analizzare la questione da un punto di vista eugenetico e che si dovrebbe agire senza imposizioni per il bene di tutti [...] o per lo meno per il male di nessuno [...]. Invece, proprio le persone che più si dovrebbero interessare al problema lo ostacolano, è logico quindi che la collettività reclami l’applicazione di metodi utili anche se a scapito della libertà di scelta e di azione delle persone tarate.

[...] Yo no veo razones para que los degenerados dejen de ser esterilizados, pues ellos son los que por ser los menos útiles y los más inaptos, complican todas las formas de la actividad social; además, aun cuando verdaderamente sea que el genio y el arte se personifican en los degenerados, yo no vacilaría en elegir una vida sana y rústica, mejor que otra degenerada y envuelta en metafísicas. [...]

Gli anarchici individualisti, nelle parole di Armand, si discostano da questa linea d’azione. Mentre molti appoggiavano i metodi che, pur limitando la libertà personale, impedivano a qualsiasi costo a certe categorie di persone (tubercolosi o persone che soffrono di malattie apparentemente incurabili) di generare dei figli, gli individualisti sostenevano che

[...] "Es atentatorio a la libertad individual, prohibir la busca de la dicha sexual ¡que se les indiquen, pues, lo medios preventivos!" [...]

Così si esprime Armand in un altro suo intervento sul tema dell’obbligatorietà o meno della sterilizzazione:

[...] Considero que este asunto, como todos los relativos al medio de las convivencias humanas, debe observarse desde el punto de vista ètico, y no otro.

Si yo he dispuesto que la cuestión de la esterilización se abordara al mismo tiempo que la idea del Eugenismo, es porque entiendo que lo uno es inherente a lo otro, y que si en forma de ideal humano, de armonía social y de bienestar no podríamos establecer discusión, porque nosotros todos lo queremos, bajo su forma de aplicación sí que es muy discutible, porque la esterilización del hombre o de la mujer, impuesta por una ley, en nombre de un principio determinado, siempre será un atentado contra la libertad y un motivo de desconcierto ético.

¿A quién se pretende esterilizar? A los anormales, se dice; pero los límites justos que distinguen lo normal de lo anormal ¿quién lo puede trazar fuera del punto de vista ético? ¿Queréis que sea la ciencia, o bien la ley, o bien un dogma cualquiera? Pues entonces la esterilización tendría que generalizarse a todo el mundo, opuesto o disconforme, y esto sería inconcebible. [...]

[...] Por mis ideas, que como principio ético defiendo y propago, que todos los problemas que se le puedan presentar a la humanidad, se resuelvan por persuasión y acuerdo si son susceptibles de ello, pero no por tiránicas imposiciones. [...]

[...] Se olvida demasiado la parte psicológica e intelectual que avalora la humanidad y no se tiene en cuenta, por ejemplo, la nocividad de todas esas legiones de hombres sanos que provocan el pauperismo y los crímenes del embrutecimiento; he aquí a dónde podía también mirar el Eugenismo.

Lo más prudente, a mi entender, es suscitar que los individuos conscientemente decidan con la libertad su determinismo general, y dejar que el buen sentido y las leyes naturales se encarguen de seleccionar todo lo nocivo y decadente que perjudica y complica lamentablemente la vida de los hombres. [...]

 

4.7.1. Criminalità e sterilizzazione

Parlando dei metodi coercitivi per la limitazione delle nascite più volte gli autori facevano rientrare anche i criminali tra le categorie che dovevano essere prese in considerazione per l’applicazione di queste misure restrittive della procreazione.

Per far meglio comprendere l’importanza di una procreazione cosciente questa era la visione che offriva ai suoi lettori il dr. Legrain dei luoghi di detenzione di criminali e malati mentali:

[...] Sólo en cárceles y hospitales se enumeran por millares los seres a cargo de la humanidad útil, que adicionados a los recluídos en los asilos de alienados por causa de enajenación mental y a los innumerables locos que libres y sin sanción andan expoliando de mil formas legales o no al pueblo dentro del cual pululan, se elevan ya a millones; sí, millones de parásitos sociales de una u otra calidad, que además de su inutilidad serán los que fomentarán los horrores de una guerra tan catastrófica como no ha mucho hubimos de sufrir y de la que nadie ha beneficiado. [...]

Sia che si consideri il delinquente come il risultato dell’ambiente sociale nel quale è nato e si è sviluppato o come il risultato di caratteri ereditati dai suoi progenitori risulta sempre chiaro che il compito che potrebbe svolgere l’eugenetica sarebbe di importanza fondamentale, questo punto viene ben analizzato dal dr. Amador.

Dopo aver dato alcune notizie sulla nascita e lo sviluppo di uno studio degli effetti dell’eredità all’interno della criminologia (gli studi di Lombroso, ad esempio), il dr. Amador passa ad analizzare la differenza, per lui fondamentale, che passa tra la deficienza mentale e la pazzia. Pur esistendo una relazione più o meno stretta tra queste due condizioni dell’essere umano, esse sono comunque differenti, in quanto la pazzia può raggiungere il livello della genialità, mentre la deficienza mentale si presenta in familie degenerate e dà origine a criminali, persone senza morale, ecc.

Considera la deficienza mentale come un problema centrale per la sociologia e uno dei più rilevanti, se non il più importante, di quelli sociali sotto molti punti di vista:

[...] delincuencia, criminalidad, prostitución, alcoholismo crónico, enfermedad sexuales, etcétera. [...]

Il dr. Amador vuole ora far comprendere la gravità di non voler risolvere con fermezza questa malattia attraverso l’opera della sterilizzazione, in quanto, come si vedrà più avanti, la deficienza mentale è più il risultato dell’eredità di caratteri negativi che non dell’influenza dell’ambiente su di un individuo.

[...] Y es lo más grave que dejados, como acontece, en libertad los débiles mentales, amén del riesgo que ellos corren, por incapaces de cuidarse a sí mismos, y de aumentar la criminalidad, multiplican su número considerablemente, por ilimitada procreación.

Podemos estar persuadidos de que la defectividad mental hereditaria, como carácter recesivo mendeliano, no se cura, a pesar de todos los más refinados medios paraquinéticos, sociales, higiénicos... [...]

[...] De minuciosas investigaciones, el notable eugenista norteamericano Langhlin ha recogido en un escrito casos numerosos de debilidad mental. Y se hace notar que en estos ejemplares no puede atribuirse la deficiencia mental al ambiente [...], sino a la herencia, a los genes existentes en el idioplasma parental, aunque la apariencia de los padres no lo denunciara. [...]

[...] Consideran Gornig y Botts la herencia en la criminalidad como hecho indiscutible; y admiten que, basados en estadísticas copiosas de medidas y observaciones - la de Gornig comprende nada menos que 3.000 presos con sentencia de 3 y más años - la diastasis criminal se hereda como lo hacen la predisposición a la tuberculosis, el color de los ojos y otros caracteres mendelianos. [...]

[...] El mismo alcoholismo que tanto juega en la comisión de toda clase de delitos - homicidios, asesinatos, robos a mano armada... - tiene como base en general la degeneración, la debilidad mental.

Si es cierto que, como se asegura, el alcoholismo puede ser causa de degeneración, es aún más indubitable y frecuente que la degeneración es causa del alcoholismo, pues, en fin de cuentas, la mayor parte de los alcohólicos son inferiores biológicos. [...]

[...] Pero donde se halla un documento probatorio de la herencia criminal es en la serie de familias delincuentes, cuyos pedigrees o genealogías indican no sólo la heredidad entre consanguíneos y la importancia de la selección social, sino también el tratamiento del criminal. [...]

Per riassumere il discorso del dr. Amador dirò che porta come esempio la storia del clan Yuke, in particolare quella di Margaret Yuke conosciuta come "la madre di criminali", che ha prodotto nel corso di varie generazioni più di duecento delinquenti tra criminali, ladri ed assassini, rappresentando così un esempio perfetto per lo studio dell’azione dell’eredità e di quella dell’ambiente circostante su di questo clan.

[...] No es posible negar que el ambiente, ampliamente comprendido, tiene manifiesta y eficaz influencia tanto en la defectividad mental como en la criminalidad; pero hay que reconocer, si examinamos, además de lo dicho, las estadísticas: que la heredidad aparece más responsable que la enténica. [...]

Al dr. Amador non rimane che vedere nel ruolo fondamentale dell’eugenetica l’unica maniera di riuscire a risolvere il problema della criminalità.

[...] Pero en cuanto a la criminalidad, creemos, visto lo dicho, que es perentorio amputar, sin contemplaciones, la línea de descendientes de los criminales, mediante la esterilización.

E importa mucho, para hacerla practicable, manifestar que es operación completamente inofensiva, máxime con los modernos métodos operatorios, que no impide la satisfacción sexual ni perjudica función orgánica alguna. [...]

Anche il dr. Amador come altri suoi colleghi per dare più credibilità e basi più solide alla sua esposizione di rifà ai lavori d’oltreoceano:

[...] En Norte-América se practica [la sterilizzazione, n.d.r.] en muchos Estados; y en el año 1922 hubo 3.233 casos, de los cuales 2.558 en el Estado de California; el Dr. H. C. Sharp que desde 1899 viene aplicando esterilización, ha tenido unos 236 casos bajo observación post-operatoria y declara que jamás ha visto síntomas desfavorables. [...]

Conclude il suo intervento con i vantaggi , già notati da altri, che si potevano ottenere utilizzando la sterilizzazione al posto degli altri metodi che venivano di volta in volta proposti.

[...] Tiene la esterilización la ventaja de ser, en conjunto, económica, y mucho más que la segregación, por lo cual debe ser aceptada también desde este punto de vista. [...]

La sua utilizzazione non dovrà per forza colpire tutti i criminali: nei casi in cui il soggetto non sia più in grado di riprodursi è chiaro che la sterilizzazione risulterebbe inutile. Nei casi invece che consigliano una sua utilizzazione, giovani criminali colpiti da due o più condanne ad esempio, sarà utilizzata solo dopo aver eseguito uno studio psichiatrico ed uno sulla genealogia della persona in esame.

Il dr. Legrain è una delle poche voci che si levano contro questo uso della sterilizzazione, anche se riconosce gli enormi danni economici e morali che criminali e dementi provocano alla società.

[...] permítaseme declarar que personalmente yo no comparto la opinión de que deba de aplicarse [la sterilizzazione, n.d.r.].

Antes que considerar las cosas bajo la forma colectiva, debido a lo abstracto y relativo que toda colectividad es en sí, yo aprecio que la forma individual puede ser la sola efectividad en que los hechos pueden ser adjudicados, y entiendo por lo tanto que la esterilización de los individuos estimados normales o anormales será un atentado a la libertad imponerla por un medio coercitivo cualquiera.

Yo sí que admito la esterilización voluntaria, o sea que los individuos, por convencimiento propio, desistan de reproducir en bien de todo y de todos, pero me parece que es muy distinto el que una colectividad en nombre de principios determinados haga por un procedimiento u otro de privar el disfrute de ciertas manifestaciones de la vida, dado que dichos sujetos han sido traídos a la vida sin noción alguna de las cosas y sin posibilidades para haber sido como por conciencia hoy querrían serlo.

Es necesario pensar hondamente sobre la Esterilización para llegar a comprender los efectos que realmente pudiera provocar.

En primer lugar, su aplicación no podría efectuarse sino a condición de legalizarla, y hecha ley ya sabemos que, como siempre, ocurriría la indignación de los descontentos con todas sus consecuencias; luego también hay que tener en cuenta si la sensibilidad de los médicos - que tampoco son todos ejemplares ideales - podría permitir esta clase de trabajo que a modo de verdugos, quienes matan en nombre de una ley, habrían tambíen de mutilar la vida de los acusados como anormales, que a veces serían hombres eminentísimos. [...]

Prima di passare ad analizzare altri temi non si può non considerare l’intervento della dottoressa Pelletier che, riprendendo vari aspetti del problema della sterilizzazione (criminalità e sterilizzazione, ma soprattutto la validità di regolamentare il suo utilizzo con apposite leggi e l’uso che di queste ne hanno fatto alcuni Stati, ecc.) rappresenta una completa ed esaustiva conclusione dell’argomento.

[...] Siempre amante de la más grande libertad de los seres, porque entiendo que fuera del estado de libertad no se pueden atribuir responsabilidades a nadie, yo entiendo que el Eugenismo y la Esterilización son asuntos de mera conciencia y determinismo personal.

Se pondrán invocar tantos principios como se tenga por conveniente en el seno de las colectividades al objeto de justificar y sostener una legislación, pero se debe tener en cuenta que el absolutismo que en sí encierran las leyes, siempre y mientras dichas leyes no sean ya ley en la voluntad de cada individuo, serán burladas, serán violadas y serán no lo que el código deje escrito, sino lo que los encargados de cumplirla y respetarla quieran que sea [...].

Quindi, bisogna rendersi conto di cosa succederebbe se tutte le coppie dovessero essere in grado di dare la vita solo a bambini robusti, intelligenti ed equilibrati, imponendo la sterilizzazione delle persone che un certificato medico definisce non adatte alla procreazione. Secondo la dottoressa Pelletier il 99% delle persone sarebbero colpite da questo provvedimento, provocando anche un considerevole aumento nel numero dei detenuti, a causa di tutte quelle che non si vorrebbero sottomettere a simili decisioni. La Pelletier paragona queste persone ai detenuti politici, cioè quelle persone che sono in carcere perché protestano contro un modo di vita che pone delle condizioni alle quali non si vogliono conformare.

[...] Además, ¿qué razones son las que existen para que leyes como la Esterilización obligatoria se establezcan?

Si es por el hecho de la degeneración fisiológica del individuo a quien se pretende esterilizar, resulta un error porque la degeneración de los individuos es provocada por la humanidad misma, por una suerte de determinismo de la voluntad de ciertos de sus constituyentes que la ley no puede prever; la degeneración social, es cierto, se produce por causa de las degeneraciones individuales, y éstas más que nada son del dominio de la voluntad de cada persona; hay seres que no entran en vía de degeneración hasta determinada edad, y otras, por el contrario, lo son desde el despunte de sus primeras pasiones: lo que yo veo aquí es más una cuestión de educación que de basectomía.

Si es a causa de la herencia, error también, porque ¿quién puede afirmar que hay una trasmisión correspondiente en lo físico y en lo intelectual? ¿Acaso no se han visto nacer hijos enclenques de padres considerados sanos y viceversa, seres inteligentes de quienes no han manifestado mas que ignorancia y estupidez?

Y si es por la llamada criminalidad, ¿qué podemos decir ante el hecho de una sociedad constituída en forma tal que no sólo olvida de dar una educación conveniente y disposiciones de vida a los seres que nacen, sino que también, en virtud de iniquidades políticas, económicas y morales, despierta el descontento, fomenta la hipocresía y mantiene privilegios exorbitantes?

Yo entiendo, pues, que la cuestión del Eugenismo y de la Esterilización consecuente no puede ser precendente a la cuestión de las reformas sociales. Como ya he dicho, mientras los individuos no dispongan dentro de la sociedad en que viven de medios suficientes para existir, y mientras no se les conceda las debidas libertades, no puede hablarse de ciertas responsabilidades.

Empiécese, pues, a examinar algunas de las causas sociales que producen la degeneración y la criminalidad, abogando por que en lugar de presidios y correcionales se intituyan escuelas y artesanados, porque en lugar de miserias e ignorancia haya prosperidad y educación, y entonces ya podremos acometer la idea del Eugenismo y otros.

Pero hasta tanto la sociedad no se reforme y los códigos no sean humanizados me parece que la Esterilización como ley es arbitraria sin que por eso quiera decir que no deba practicarse el Eugenismo como convicción personal, pues si bien la sociedad no tiene derecho a eliminar por un procedimiento u otro a sus individuos, éstos tampoco lo tienen para dar vida a seres que de antemano no pueden asegurar las debidas condiciones de existencia en sus diferentes órdenes.

Si en la América del Norte han llegado a establecerse leyes convenientes a la Esterilización en favor del Eugenismo, nada atestigua de que eso sea un progreso. El espíritu de dominación y la pasión que allí reina por el dinero, les hace comprender que tales disposiciones les son convenientes para llegar a alcanzar su pretendida e imperiosa hegemonía; pero hasta esos Estados mismos incurren en grandes desavenencias sobre el particular. [...]

Quindi, concludendo, per la dottoressa Pelletier se si vuole ottenere un miglioramento delle condizioni di vita umane non saranno le leggi quelle che lo permetteranno, bensì sarà il superamento individuale e, di conseguenza, sociale.

4.7.2. Metodi non coercitivi di limitazione delle nascite

In questa categoria rientrano tutti quei metodi che non cercano di limitare arbitrariamente la libertà di una persona, da applicare quindi in tutti quei casi nei quali l’individuo sia una persona responsabile e cosciente su come ci si deve porre eugeneticamente di fronte al problema della procreazione.

[...] La capacitad para la patenidad no se debe a la posesión de cierta suma de dinero o propiedad, sinó únicamente al valor social y a las cualidades hereditarias intrínsecas de dos individuos.

La multiplicación de todo el que es sano, capaz y éticamente idóneo, debe ser estimulada tanto como sea posible. [...]

Gli articoli che trattavano dei metodi non coercitivi (i metodi anticoncezionali, ad esempio) risultano essere il più delle volte un elenco di metodi validi, della spiegazione di come usarli, ecc.; non ho ritenuto quindi utile comprenderli in questo lavoro che vuole incentrarsi maggiormente sul dibattito ideologico che non sulla spiegazione dei singoli metodi.

 

4.8. L’eugenetica e la selezione sessuale dell’umanità

Il titolo dato a questo capitolo è lo stesso che intitola un’inchiesta che per vari numeri ha trovato spazio sulle pagine della rivista Generación Consciente.

Ho ritenuto più interessante dare uno spazio autonomo a questi articoli invece di "mescolarli" con gli altri, perché così si può meglio apprezzare il dibattito che era venuto sviluppandosi sui vari quesiti morali e non, inerenti ad un utilizzo su vasta scala dell’eugenetica. Si potranno forse trovare delle ripetizioni, inevitabili al fine di dare una completa visione di questa inchiesta.

Il primo articolo riporta la firma di Un Médico Rural ed ha il compito di essere un’introduzione che approffondisca i punti più rilevanti, considerando gli obiettivi della discussione.

Come primo punto da trattare Un Médico Rural ritiene di dover far comprendere meglio la differenza che esiste tra la selezione naturale, esistente in tutte le altre specie animali, e quella propria della razza umana, solo con una simile prospettiva si può inquadrare esattamente il ruolo dell’eugenetica nella nostra società.

La selezione nell’uomo non è direttamente in relazione con il fatto che solo il soggetto più forte alle malattie, alle carestie, ad eliminare i più deboli sopravvive.

Nella nostra specie

[...] La lucha por la vida, que sólo en la especie humana existe entre ejemplares de la misma especie, es producto forzado del régimen económico que toleramos. Ella conduce, no al predominio de los más fuertes o resistentes, sino a la selección de los menos escrupulosos, de los más inmorales, o de los privilegiados por la fortuna, o por la herencia económica. Es una selección aberrante y deforme, antinatural y odiosa, decadente y degenerativa, vergonzante e inhumana.

La civilización actual, se opone también a la selección natural, por apartar al hombre de la naturaleza y establecer un artificio en la anulación de la inclemencias ambientes. [...]

Anche le vaccinazioni rappresentano un metodo per allontanare dalla nostra razza il lavoro della selezione naturale.

[...] De estas enfermedades [il vaiolo, il morbillo, la scarlattina, n.d.r.], yo no diré que sean naturales, ni que sea conveniente el pasarlas, pero sí que sólo se llevaban a los débiles, enfermos, o a los que yacían en la suciedad o en la carencia absoluta de la higiene. En los sanos y cuidadosos de su higiene corporal se reducen a benignas contingencias morbosas. [...]

Vanno ricordate le cause prodotte dall’uomo che continuamente favoriscono la diminuzione della forza d’azione della selezione naturale: la paura contro il freddo, l’alimentazione innaturale ed eccessiva, l’alcolismo, i grandi attacchi portati alla salute da parte delle moderne città e dalle mille ingiustizie sociali. La selezione naturale può far nascere nell’uomo sentimenti di compassione o di commiserazione verso i più deboli o chi soffre, ma non bisogna permettere che la sensibilità per queste persone ci porti a ridurre l’interesse per la specie, facendoci dimenticare quei metodi che permettono di razionalizzare la nostra capacità riproduttiva.

Ma non si deve dimenticare come

[...] la misma psicología humana y las actuales costumbres y modos de convivencia limitan mucho lo practicable de esta suerte de selección a disposición de nuestra voluntad. Hoy por hoy [...] resulta impracticable, por ejemplo, el encomendar la reproducción a una casta orgánicamente privilegiada, o al ponernos de acuerdo sobre el tipo más perfecto de cruce racial. Pero puede llegar a tener realidad su trascendencia en la conducta humana, imponiendo mesura procreadora a los mal dotados y fomentando la reproducción de los bien conformados o constituídos. [...]

Nel suo articolo Un Médico Rural ricorda, al pari di altri autori, come i vari governi spingano in una direzione opposta a quella indicata dall’eugenetica: si preoccupano di raggiungere un aumento della popolazione attraverso metodi che favoriscano l’aumento della natalità, rimanendo attenti più alla quantità che alla qualità.

Il compito dell’eugenetica invece è esattamente opposto a quello dei governi: riuscire ad ottenere l’uomo tipo, quello che più si avvicini alla massima perfezione, attraverso lo studio delle leggi sull’ereditarietà dei caratteri.

[...] Es decir, la intervención eugénica puede ser conservadora del plasma sano, concentradora en un solo germen de las buenas cualidades pertenecientes a muchos, exaltadora de una buena cualidad, y hasta creadora de otras hasta entonces inexistentes.

Pero para alcanzar tales elevados fines es precisa una mayor cultura general, una mayor preocupación por el mejoramiento de la especie, o al menos por la sanidad o la buena constitución de la descendencia. Mientras la evolución humana va madurando estos frutos, el Eugenismo ha de limitarse a impedir la reproducción de los indeseables y a velar por la salud de las futuras generaciones. [...]

Il primo a rispondere all’articolo di Un Médico Rural è Sebastián Gomila che imposta il suo intervento sul ruolo storico che vari popoli hanno assegnato all’eugenetica, o per meglio dire, a quel modo di comportarsi di fronte alla nascita e alla procreazione di individui deboli e malati.

Un posto di rilievo lo riserva al metodo di selezione degli spartani che consisteva nel buttare giù dal monte Taigeto tutte quelle creature che risultavano deboli o mal formate.

Per Gomila è comunque chiaro che la moderna eugenetica non ha bisogno né di monti Taigeto né di eliminazioni feroci, piuttosto,

[...] empleando una figuración más o menos apropiada, es socialista no individualista; pone sus miras, no sólo en el vigor físico, sino preferentemente en el vigor mental, sin perder de vista lo de Mens sana in corpore sano. [...]

[...] yo pienso de la eugenésica actual que está en una infancia prometiente, y que no se limita en rigor al concepto científico, sino que abarca el filosófico, el artístico y el ético, cuyos valores son en conjunto ánima de la colectividad y, por consiguiente, savia de la raza, ellos en mancomún, pueden - deben - contribuir a la selección que se preconiza con el alto ejemplo de una siembra feroz para las sociedades futuras. [...]

Passando ora al terzo intervento, quello del dr. Luis Giménez de Asúa, si ritorna a parlare del ruolo che hanno gli Stati nel sostenere o nel combattere i metodi della limitazione delle nascite, in particolare di quelli appartenenti alla confederazione degli Stati Uniti d’America che appoggiano e regolarizzano la sterilizzazione dei non adatti alla procreazione (malati mentali, delinquenti recidivi, ecc.). Già precedentemente parlando di questo metodo coercitivo di controllo delle nascite si erano riportati vari casi di governi che appoggiavano questo metodo, ora però il dr. Asúa, diversamente da quanto fatto da altri interventi, si dimostra scettico sulla sua effettiva validità.

[...] Acaso los norteamericanos hayan ido demasiado lejos. Los problemas de la herencia - que hoy se iluminan con nueva luz por la doctrina mendeliana - todavía no nos han entregado todos sus misterios, y es muy aventurado fundamentar en tan inseguras bases medidas de tanta trascendencia como la asexualización de anormales, y, más aún, la esterilización de delincuentes. [...]

Anche per Asúa l’eugenetica rappresenta idealmente una proposta valida, intravede però delle difficoltà per una sua messa in pratica: dalla difficoltà di una controllo reale dei contagi con l’adozione del certificato medico obbligatorio che, come già visto precedentemente, non potrebbe controllare tutti quei rapporti che non avvengono all’interno di una coppia sposata. Ritiene più veloce il metodo della sterilizzazione che però non gli sembra realizzabile per il grande numero di persone su cui si dovrebbe operare. Le leggi sui caratteri ereditari scoperte da Mendel, anche se hanno dato ottimi frutti in relazione alle razze animali, non sono applicabili alla razza umana.

[...] Hoy por hoy estimo más eficaz tender a la Eugénica con métodos indirectos, que a pesar de ir al fin seleccionador un poco de soslayo, tendrán un rendimiento mayor que las prácticas directas, en exceso simplistas.

La educación sexual, concebida en su más extensa acepción, que enseñe al hombre el verdadero ideal viril y a la hembra el correcto fin femenino, que haga más hombres a los varones y más femeninas a las mujeres, conforme postula con elegancia mi gran amigo Gregorio Marañón en su penetrante libro Tres ensayos sobre la vida sexual; la lucha contra el donjuanismo y la prostitución reglamentada, y el combate contra el desdoblamiento del amor que lleva a los hombres a la poligamia, depositando en la esposa el cariño puro, y reservando para las prostitutas y amantes los arrebatos de la pasión, me parece un programa más digno de la humanidad que esos otros procederes demasiado ingenuos o desmedidamente prematuros. [...]

Il dr. Amador si inserisce in questa inchiesta sul valore dell’eugenetica trattando l’argomento solo dal punto di vista della selezione sessuale, metodo per lui indispensabile e molto valido per ottenere la procreazione dai più adatti eugenesicamente a compiere tale azione.

Il matrimonio, sempre secondo Amador, non rappresenta più la misura della fecondità. Oramai molte sono le coppie, anche le più adatte a generare figli (le più eugenetiche), utilizzano metodi anticoncezionali. Si possono notare i buoni effetti di una valida selezione sessuale ancora in alcune tribù africane dove il capo, quando dispone delle opportune qualità, di fatto monopolizza la parte femminile della stessa, divendo automaticamente il padre in tutti i concepimenti. Questa non è altro che la poliginia ed è qui dove la selezione sessuale produce i suoi efficaci effetti. La poliginia è la regola in molte specie animali, dove sarebbe difficile ottenere una covata adeguata senza l’intervento della procreazione poliginica.

[...] En la especie humana la Poliginia, que existió y existe aún, favorece la selección sexual, como entre los animales, porque una parte de la población o de la colectividad queda separada de la procreación, cuidándose de ésta un número determinado de elementos masculinos, que por la eliminación de los restantes suelen ser los más fuertes y mejor dotados.

Pero al presente, con el predominio de los matrimonios monógamos, en que tantos factores intervienen: sociales, psicológicos... económicos especialmente, los casamientos, con los medios restrictivos concepcionales, usados con prodigalidad, suelen quedar deshijados o con intencionado corto número de hijos.

Y esto, sobre todo, sucede cuando los consortes poseen generalmente cualidades eugénicas óptimas.

De aquí que importa poco para el mejoramiento racial que, verbigracia, una mujer muy bella o de constitución orgánica excelente, o muy inteligente, de firme carácter, etc, etc., se úna matrimonialmente con un hombre de análogas condiciones idiotípicas.

Porque ¿qué valor puede tener la selección sexual en la Eugénica, en este caso, si uno o los dos impiden voluntariamente la fecundación en absoluto o la limitan de suerte que la representación insistente de sus idioplasmas eugénicos en las futuras generaciones sea imposible o efímera, por escasa o ninguna prole?

A todo esto hay que añadir el feminismo moderno, que aparta cada día mayor número de mujeres, y generlamente de las más valiosas eugénicamente, del matrimonio y de la maternidad. [...]

Quindi gli sforzi e le misure da mettere in pratica, sempre seguendo la direzione indicata dall’eugenetica, devono dirigersi verso il conseguimento di una politica o di un piano metodico delle nascite, in conformità con il differente valore eugenetico dei diversi gruppi sociali e biotipi che compongono un popolo.

È la volta adesso dell’intervento del Dr. Roberto Remartínez che, riallacciandosi al primo intervento-introduzione di Un Médico Rural, vuole chiarire il concetto di come la natura da sola sia capace di eliminare gli appartenenti ad una specie che non siano in grado di produrre una discendenza sana e forte, che impedisca cioè la degenerazione della specie in esame. Così some la natura adotta questo metodo con le varie specie animali è in grado si applicarlo anche alla razza umana.

Inoltre la selezione naturale è ancora presente nell’uomo civilizzato. Questo, attraverso le possibilità e le opportunità offerte dal moderno stile di vita, può in qualche maniera evadere a certe regole e situazioni che all’uomo primitivo, per esempio, non era possibile: la difesa dal freddo e dalle altre caratteristiche del clima sono oggi possibili attraverso l’uso di stufe ed abitazioni sempre più confortevoli. Ma la persona che, nonostante le proprie debolezze e carenze fisiche, riesca a sopravvivere con l’aiuto dell’attuale stile di vita, rimarrà comunque e sempre un soggetto debole, facile preda della selezione naturale proprio a causa del suo modo di vivere che, facendogli perdere le antiche difese naturali presenti nei primitivi, lo ha reso più vulnerabile a tutta una nuova serie di malattie (infezioni, congestioni di organi interni, sovraccarico generale di tossine a causa dell’insufficienza della loro eliminazione cutanea). Così se la selezione naturale è stata da un lato aggirata nei suoi vecchi modi d’agire, dall’altro è stata favorita dalle nuove abitudini quotidiane.

Il dr. Roberto Remartínez cerca ora di spiegare come la natura utilizzando la scala di generazione, così chiamata da Kraepelin, riesca ad annullare le generazioni tarate che possono comparire in una genealogia, magari non in tempi rapidi ma il risultato è sicuro.

L’esempio riportato è un po’ lungo ma cercherò ugualmente di spiegare in poche parole qual’era il modo di operare della natura.

Se in una generazione sana e forte uno dei soggetti si ammala ed in questo stato genera un figlio, basterà questo fatto perché il prodotto dell’atto genetico non sia completamente sano. Il nuovo essere ha dentro di sé le caratteristiche di un isterico: primo gradino nella scala della degenerazione.

Se, sfortunatamente, questa persona malata si unisce ad un’altra che pure patisce la medesima malattia, il prodotto a cui daranno origine sarà una persona isterico-epilettica o completamente epilettica:

[...] constituyendo el segundo peldaño de la escala fatal [...].

Continuando ad essere pessimista Remartínez individua il terzo scalino di questa scala: l’unione di due persone affette da epilessia da come risultato un idiota morale, cioè un individuo con profonde alterazioni psichiche,

[...] probablemente amoral y egoísta, candidato al crimen a la menor ocasión, impulsivo y pasional, incosciente e insensible a los dictados de la conciencia. Y conste que no sólo son idiotas morales estos desgraciados que un día matan y roban no sólo sin conceder importancia a su delito sino hasta "sin saber por qué", sino también multitud de hombres aparentemente normale (siempre que su grado degenerativo no sea tan profundo) pero a los que cualquier profunda percusión moral puede precipitar a extremos dolorosos. [...]

Si giunge così all’ultimo gradino della scala dove si trova il prodotto di un’unione di due soggetti tarati in maniera profonda, definiti da Remartínez idioti morali: un deficiente. Definisce il deficiente come un disgraziato che è per metà bestia e per metà uomo, incosciente e misero, malato e con tutte le caratteristiche di un animale,[...] con aspecto de ser humano pero sin brillo de razón ni inteligencia en sus ojos [...], che termina la sua vita in manicomio. È qui la scala finisce perché il deficiente è sterile e non può procreare.

Così l’autore ha dimostrato come la natura sia capace di eliminare una generazione tarata, magari non velocemente ma sì inesorabilmente.

L’intervento si conclude con il ruolo che dovrà assumere l’eugenetica nell’evitare questo processo e l’importanza che dovrà sempre avere per l’umanità.

La parola passa ora al dr. Eduardo Alfonso che spiega come lui intenda il significato ed il ruolo dell’eugenetica in un senso più ampio. Quindi non solo limitata alla regolazione delle nascite ad esempio, ma un’eugenetica che racchiuda nelle sue regole e suggerimenti anche come si debba allevare correttamente un bambino. Perché per Alfonso si continua a generare un figlio finché questo non ha raggiunto la maggiore età, fondando quindi la razionalità umana in questo ambito in quella che lui definisce una trilogia puramente naturista: eugenetica, puericultura e il saper essere madri.

Anche lui riconosce però che il sentimento dell’amore è provato anche da quelle persone che non posseggono i requisiti per poter mettere al mondo dei figli sani fisicamente e moralmente.

[...] ¿Tenemos derecho en nombre de la eugenesia a impedirles [alle persone anormali, n.d.r.] la satisfacción completa del amor en nombre de las imperfecciones de los hijos? Tenemos derecho a privar a un sér humano [...] de su derecho de gustar las mieles del amor? ¿No sabrá más la Naturaleza que nosotros, encendiendo la llama del amor entre dos seres anormales, con el objeto quizà de dar una modalidad nueva (aun de dolor) al espíritu del hombre, con miras a su evolución? [...]

Come si può notare il dr. Alfonso ha una posizione diversa da altri suoi colleghi lasciando un po’ più di libertà agli anormali e, come vedremo adesso, non appoggiando alcun metodo che limiti in maniera drastica la libertà di un individuo, anche se anormale. Forse questa sua posizione è influenzata dal fatto di essere un naturista, quindi credere più nella forza della natura che nelle leggi e restrizioni degli uomini.

[...] Es por esto por lo que no veo otro camino, sino la cultura higiénica de los individuos y la persuasión. La imposición es inútil en esta materia, y además poco clarividente en la mayoría de los casos. [...]

[...] Si deseamos el reinado de una humanidad fuerte, exquisita y bondadosa, donde dominen los atributos excelsos que todos llevamos en potencia; si queremos reconquistar el Paraíso perdido y conducir al sér humano hacia su divinización, si queremos dar el trato que se merece a esa prodigiosa obra de la Naturaleza - la más prodigiosa de todas - que se llama cerebro humano, órgano de la mente y aun de la intuición, donde encarnan todas las supremas rebeldías con que el hombre trata de libertarse de sus misérrimos lazos terrenales para conquistar el simbólico Reino de los Cielos... es de todo punto imprescindible que nos ajustemos exactamente a ese mismo plan evolutivo, que la Naturaleza trazó en sus Leyes sempiternas, porque en balde podríamos ajustarnos a otro molde que aquel que se inició con los albores de la evolución de la materia viva. [...]

[...] Hemos de ser naturistas o amantes y seguidores de las Leyes Naturales, que hemos de cumplir con religiosa unción. [...]

L’ultimo intervento in mio possesso appartiene ad Antonia Maymón che, come l’articolo del dr. Alfonso, dà più spazio ai benefici effetti di una buona educazione e di un avvicinamento alle pratiche del naturismo che non ai vari metodi di controllo delle nascite.

La Maymón considera l’educazione come un [...] medio saludable de regeneración humana [...]. Non si può continuare a considerare il bambino come un essere puro e libero da qualsiasi male, in realtà, a parte il breve periodo dell’infancia, risulta un sicuro candidato alla degenerazione, al crimine e alla pazzia.

Anche nel bambino che esternamente appare come normale si può nascondere un’eredità fatta ad esempio di alcolismo, derivante direttamente dalle cattive abitudini di vita dei suoi genitori. Quindi è indispensabile che l’uomo ritorni ad una vita più naturale con la pratica del naturismo, che pulisca il suo organismo e che tempri la sua volontà, permettendogli così di astenersi da qualsiasi vizio che porti degenerazione.

[...] Los mejor orientados en este asunto han demostrado, que la anormalidad procede de la nutrición y de los vicios y el mal no encontrará remedio, en tanto el hombre no se aparte de las causas que producen dicho efecto.

El punto importantísimo de la cuestión radica en la educación de la mujer, enseñándole los cuidados que necesita su hijo desde antes de su concepción y haciéndole ver el horror de concebir hijos en condiciones inferiores a las que debe tener todo sér normal, que aspire a ser nota armónica en el concierto social. [...]

Come per il dr. Alfonso anche la Maymón dà solo un accenno al dovere di poter impedire ad alcune persone di avere dei figli. Anche se l’argomento non viene trattato molto estesamente si può comunque notare come per l’autrice non si possa prescindere dall’esercitare tale costrizione, sempre però unita ad un’opera di educazione delle persone.

[...] Si no puede negarse a nadie el derecho al amor, o mejor dicho a la satisfacción sexual, pues según a lo que se llame amor es desconocido por la mayor parte de los seres, en cambio debería tenerse derecho a negar la procreación a esa pléyade de viciosos, que corrompidos por el vicio y la crápula, lanzan al mundo un sér desgraciado, con la misma tranquilidad que se juegan el café o se fuman un puro.

El mejoramiento y selección de la raza, exige ciertas prevenciones, que al no tenerse en cuenta dan por resultado su degeneración.

Estas y la implantación de la Maternología en las escuelas, como asignatura obligatoria, son de imprescindible necesidad frente a la imperante degeneración. [...]

 

4.9. La scienza ufficiale e quella alternativa di fronte alla procreazione cosciente

Come nel caso del naturismo e della nuova morale sessuale, anche l’opposizione o le differenze di metodo di quanti non credono nelle posizioni proposte dai sostenitori dell’eugenetica si trovano poche volte, la maggioranza delle quali all’interno degli interventi appositamente scritti per dare una risposta agli accusatori.

Il primo intervento che considero è quello di Puente, che con queste parole si rivolge a quanti ostacolano il lavoro dell’eugenetica:

[...] Alcuni negano la necessità di divulgare le conoscenze dell’eugenetica e cercano delle soluzioni alla cattiva conoscenza dei vari aspetti della sessualità. Soluzioni timorate e compatibili con l’ignoranza della gente, giungendo così a proporre rimedi legislativi, assurdi ed anti-scientifici, che rivelano oltre al disprezzo per la libertà individuale la totale ignoranza del problema. [...]

Segue un elenco dei metodi "ufficiali" per la risoluzione dei danni arrecati da una scarsa, se non nulla, conoscenza dei metodi di limitazione delle nascite e di esclusione dei non adatti dalla procreazione.

[...] se ofrece palíar el mal, dando la sensación de que algo se hace: "Reglamentación del matrimonio", "reconocimiento médico previo", a fin de evitar la unión de individuos afectos de males transmisibles por herencia, "averiguación de la paternidad" [...] he aquí las soluciones propuestas por la ciencia oficial; inocentes remedios que recuerdan aquellos otros, que tanto abundan en medicina, con los que, buenamente, pretendemos engañar al enfermo, y acallar escrúpulos de la propia conciencia. [...]

Altre sono le soluzioni proposte da Isaac Puente, che sono però anche patrimonio collettivo dell’intera area di pensiero libertaria:

[...] ellas se compendian en las dos palabras que dan nombre a esta Revista : "Generación consciente" y a difundirlas se encaminan los esfuerzos de los que la escriben:

Divulgar las leyes y conocimientos de la Herencia a fin de evitar la criminal Herencia Patológica cuya monstruosidad solo la ignorancia puede disculpar; educar racionalmente a la infancia, iniciándola en la sexualidad, y cultivando en ella sentimientos de Salud, de Bondad y de Belleza, para influir más tarde en la pasión amorosa; la que debe obedecer a esa trilogía; Propagar las condiciones de normalidad más favorables al acto de la fecundación; cuidados anteriores que requiere esta trascendental función para conseguir un producto lo mejor posible; medios de impidir la misma, (neomalthusianismo) cuando debe evitarse; cuidados que requiere el embarazo; Reglas para la buena crianza del niño de pecho, (Puericultura) e Higiene profiláctica, tal debe ser nuestra misión; [...].

Alla Società, intendendo con questo termine l’insieme delle istituzioni che la controllano, non interessa la limitazione delle nascite, bensì il contrario, che le coppie generino più figli possibile. Si considera una grande virtù l’essere molto prolifici. La Chiesa ordina una maggior moltiplicazione. Gli organismi ufficiali istituiscono premi per le famiglie che hanno più figli. Lo Stato cerca di impedire la diffusione dei metodi preventivi della fecondazione e getta sopra i propagandisti del neomalthusianesimo il peso delle sue leggi barbare.

La Società non può avere il diritto di favorire una natalità senza limiti, quando non compie i suoi doveri nei confronti dell’infanzia. La Società non protegge l’infante, è il suo aguzzino. È un mostro che vuole bambini per poterli divorare.

[...] Sí, sí, procrear, procrear para llenar los puestos que las víctimas de la Sociedad dejan vacíos. El Estado necesita muchos soldados que lo defiendan; el capitalismo necesita muchos brazos que fabriquen sus riquezas; la religión necesita muchos creyentes que la engrandezcan... [...]

Quindi, la limitazione delle nascite è un fatto che non si può porre sotto il controllo dello Stato. Anche se lo Stato punisse la sterilità non si conseguirebbe nessun risultato, non si otterrebbe una maggiore natalità da quelle persone che avessero il fermo proposito di non averne, da chi crede che è un dovere non generare.

I governi sono impotenti, non riescono a contenere la diminuzione della popolazione. Tutto quello che si legifera su questo argomento sarà lettera morta e lo Stato rimarrà impotente.

[...] Las causas de la disminución de nacimientos son de tan diversa especie y tan poderosas, que toda la fuerza de ese organismo llamado Estado es insuficiente, no ya para suprimir tales causas, sino ni siquiera para aminorar sus efectos. [...]

Se le cause della diminuzione delle nascite fossero solo sociali, quelli che credono che tale diminuzione rappresenti un male potrebbero ancora sperare di trovare un rimedio. Ma queste cause sono anche di natura biologica, psicologica e filosofica e, di conseguenza, tutto quello che faranno gli anti-malthusiani risulterà inutile e i loro lamenti si perderanno nel vuoto.

Quelli che tacciano di crudeltà l’eugenetica quando pretende di evitare l’unione di esseri malati o non adatti non capiscono l’importanza che questo metodo ha per l’integrità della razza umana, nonostante il possibile atteggiamento contrario dato dai legittimi sentimenti di ognuno. Chi appoggia questa posizione nel suo intervento è Leonor Martínez de Cervera che ritiene indispensabile il ricorso alla limitazione delle nascite nel caso in cui la coppia sia affetta da malattie così terribili come la tubercolosi, la sifilide e l’epilessia. Quando le persone si saranno adattate ed abituate alle regole dell’eugenetica anche queste posizioni negative scompariranno e, per rafforzare quanto espone, porta l’esempio di un lazzaretto che raccoglie lebbrosi dove il Governo cubano ha autorizzato i matrimoni tra i malati, che però, prima della loro unione, vengono resi incapaci alla procreazione.

[...] Y allí en pequeños chalets, rodeados de jardincitos y llenos de confort que las almas caritativas les proporcionan, viven estas parejas sus vidas en cariñosa unión esperando unidos la muerte o la salud. Allí se unieron la ciencia y el amor para que la vida de los tristes asilados fuera menos cruenta. [...]

Secondo Leonor questo atteggiamento si dovrebbe adottare anche quando si considerino altre malattie.

[...] ¿Por qué como en este caso, no se han de poder unir Amor y Ciencia en las otras enfermedades que desdichamente van depauperando a la Humanidad? [...]

Parlando delle posizioni che possono prendere i libertari in merito all’eugenetica e ricordando l’articolo di un compagno, Barthe non crede che si debbano fare delle classificazioni, ovvero decidere quali atteggiamenti si dovrebbero assumere in merito a certe questioni, ognuno aderisce all’ideologia che reputa più utile al raggiungimento di una società più libera ed equa. Precisa che una persona può essere anarchica ma appoggiare la procreazione involontaria e abbondante, o mangiare carne e bere alcolici e non è detto che sia meno anarchica d’altre, quindi non è così importante vedere quanti anarchici aderiscono al neomalthusianesimo, ma verificare se lo sono realmente.

Per Barthe il neomalthusianesimo più che un’arma di lotta collettiva, dovrebbe essere considerato un metodo immediato per ottenere un poco più di indipendenza e di tranquillità nella vita di privazioni e di schiavitù che ci incatenano. Alcuni di quelli che aderiscono al neomalthusianesimo lo fanno con il proposito si sottrarsi alla responsabilità di una sfortunata paternità, che per il nascituro potrebbe risultare una situazione non molto dissimile dall’essere orfano.

[...] vivimos para una sociedad libre, pero en una sociedad esclavista. Hoy por hoy, nadie de los desposeídos, tiene sus necesidades aseguradas. Hay que luchar denonadamente para arrancar una mísera pitanza a los detentadores de lo creado. El individuo sin familia o con escasa familia, nos parece mejor dotado para esta lucha sin merced, como para gozar de la dicha efímera de la paz social. [...]

Anche El Huraño ha notato in vari articoli da lui letti come la qualità, nel senso della qualità di una coscienza che dovrebbe essere libera da pregiudizi e atavismi, alla quale pervengono i vari autori non sempre raggiunge i livelli sperati. Questo perché secondo lui c’è in alcuni casi un errore di valutazione dell’importanza del neomalthusianesimo in relazione con la sua reale possibilità di rinnovare la società. Ma non va fatto però il discorso contrario e cioè trattarlo come un cosa di secondaria importanza, dato che il suo lavoro nella regolazione dei nostri atti istintivi è quanto mai importante, soprattutto se valutiamo l’attuale stato di incoscienza e di abbandono nel quale si trovano; ma anche perché questi atti rappresentano le più forti catene che legano l’uomo all’odierna esistenza fatta di schiavitù e miseria.

Considerando la natura libertaria nella quale il neomalthusianesimo dovrebbe svilupparsi, non dovrebbe considerare gli aspetti delle disponibilità economiche della collettività o del pianeta nel giudicare il problema della regolazione delle nascite ma solo

[...] el perfecto derecho de la mujer a procrear cuando se encuentre en condiciones saludables, físicas y morales, y a evitarse un embarazo cuando no se encuentren en plenas disponibilidades del carácter ya anotado, o de carácter voluntario, que afecten a su integridad personal. En suma, es la libertad amplia y lógica, no prescrita en los códigos, pero sí en las conciencias limpias de roña atávica. Es la dominación, o más bien la educación de las funciones genésicas, sustrayéndolas al despotismo irreflexivo y desbordado de los instintos sexuales. [...]

Ma El Huraño riporta anche una posizione comune a molti anarchici: il non procreare ha anche il significato di non volere offrire al capitalismo

[...] un nuovo combattente che per esserlo deve sottomettersi prima alla schiavitù alla quale appartengono già i suoi genitori. [...]

6. Conclusione

Una prima considerazione è che le fonti esaminate forniscono una visione abbastanza ampia ed approfondita degli argomenti trattati, ma danno anche l’idea di molti interrogativi aperti.

Durante lo studio delle riviste e la stesura di questa tesi è venuta sempre più in evidenza la vastità di sfumature, di posizioni, di considerazioni presenti negli articoli scelti. Su ogni argomento si inserivano sempre un grande numero di interventi, talora più d’uno allo stesso tempo. Non tutti gli articoli esaminati hanno quindi potuto trovare un loro spazio, ed è apparso un senso di incompiutezza, probabilmente per il fatto che molte affermazioni erano continuamente in discussione. La conclusione era tutt’altro prossima.

Il dibattito continuamente aperto e la grande varietà di opinioni non potevano dare la sensazione di una vera e propria conclusione definitiva.

Questo si evidenzia soprattutto nel caso del tema della morale sessuale dove il numero delle posizioni presenti espresse è molto elevato, anche se si tratta talora solo di leggere sfumature.

Una condizione comune ad una buona parte degli interventi era quella di voler offrire al lettore notizie e considerazioni non fini a se stesse, ma con un preciso compito pedagogico.

Bisognava educare le persone, far sì che si formassero delle basi solide per riuscire un domani a vivere, ed a sfruttare nella maniera più proficua, le possibilità offerte dalla società libertaria.

È proprio per questo motivo che gli interventi inerenti al tema della nuova morale sessuale insistono molto sui comportamenti che potrebbero risultare i più adatti, in questa società futura.

Generalmente il rapporto di coppia veniva inteso come un "accordo" solamente tra due persone, non abbisognava dell’intervento di nessuna istituzione per regolarlo e approvarlo. Né il matrimonio civile né quello religioso venivano considerati indispensabili, anzi erano da evitare proprio in quanto inutili e perché significavano un’accettazione del potere dello Stato o della Chiesa, né l’uno né l’altra dovevano intromettersi, né nel momento della nascita di questa unione, né in quello di un’eventuale sua rottura.

Il fatto che un’unione fosse considerata libera significava che si poteva cambiare di compagno/a ad ogni occasione buona. Anche se non veniva mai messa in discussione la libertà personale di ognuno, c’erano comunque alcune condizioni che provocavano una restrizione di questa libertà assoluta: ad esempio nel caso di coppie con figli.

Due persone che formavano una coppia avevano tutta la libertà di separarsi appena finiva il loro amore solo nel caso non avessero messo al mondo nessun figlio. L’esistenza di una prole all’interno di un nucleo famigliare limitava profondamente la libertà d’azione delle singole parti: si doveva pensare innanzitutto al benessere e all’educazione dei bambini.

La loro esistenza doveva essere così importante per i genitori da condizionare ogni loro decisione di separazione. Il dr. Eduardo Alfonso giunge ad affermare che pur mancando l’amore tra di loro questa non era una ragione valida per una rottura.

Anche se veniva proposta un’educazione dei bambini ad intero carico delle istituzioni, ma si ricordava come il legame tra figli e genitori fosse comunque molto importante per il loro sviluppo.

C’era anche chi, come Higinio Noja Ruiz, non credeva nelle unioni libere. Da alcuni venivano viste come normali unioni con gli stessi problemi di quelle tradizionali, anche nel caso di separazione.

Per ovviare ai problemi legati ad una convivenza tradizionale si considera valida anche l’opzione del vivere in due abitazioni distinte, avendo quindi più libertà personale; ogni incontro sarebbe stato volontario, non essendovi costretti da motivi tecnici.

Ruiz propone anche la poligamia, ritenuta utile soprattutto al maschio che avrebbe potuto così soddisfare il proprio bisogno sessuale, specialmente in quei periodi nei quali la donna non può sostenere dei rapporti, ad esempio durante il periodo della gravidanza. Questa comunque è una possibilità che lo stesso autore è costretto a scartare, vuoi per gli inevitabili impedimenti legislativi, vuoi per la difficoltà economiche per un uomo di riuscire a mantenere più di una moglie.

Quest’ultima considerazione mi permette di far notare come i vari autori, pur riferendosi ad un’ipotetica società perfetta, rimangono sempre ben consci di dover fare i conti con la società presente, con uno Stato che detta le leggi che, almeno in certi frangenti, bisogna considerare.

Ritornando per un momento alla poligamia, bisogna ricordare anche quella che Armand definiva la camaraderìa amorosa, la totale libertà sia per uomini che per donne di cambiare compagna/o ogni volta che lo desiderassero; non era una posizione comunque molto condivisa.

In sostanza più di un intervento tendeva a far capire ai lettori che un vero rapporto, anche se svincolato da legami religiosi o giuridici, non dovrebbe mai essere considerato come un fatto passeggero; andava invece considerato come un’unione duratura che dia i suoi frutti, cioè i figli.

Anche in questi interventi che trattavano del tema di una nuova morale sessuale non mancavano i riferimenti ad un argomento che è stato trattato soprattutto nella parte riguardante l’eugenetica: la necessità di astenersi dalla procreazione quando uno dei due genitori, o entrambi, non si trovino nelle condizioni fisiche o psichiche adatte, al fine di evitare la nascita di bambini destinati ad una vita di sofferenze. Si tratta quindi di non abbassare il livello qualitativo della razza umana.

La libertà insita nel rapporto tra due persone era però limitata da un grave problema: l’emancipazione economica della donna. Finché la donna non avrebbe potuto contare su una condizione economica paritaria a quella dell’uomo, risulterebbe inutile parlare di libertà in un rapporto. Anche all’interno di un’unione libera, se la donna non riesce a trovare una propria indipendenza aconomica, sarà sempre costretta in una posizione di sottomissione al suo compagno, non potrà esprimersi liberamente per la paura di essere abbandonata. La posizione della donna che, coraggiosamente, avesse scelto le possibilità offerte dall’unione libera, al momento della separazione si troverebbe in una condizione ancora peggiore di colei che avrebbe rotto un legame matrimoniale normale.

La soddisfazione dei bisogni sessuali alcune volte non era vista da un punto di vista morale, ma semplicemente era considerata come qualsiasi istinto umano, al pari di quello che spinge l’uomo a mangiare. Per parlare di vera vita e non di pura sopravvivenza, l’esistenza di una persona doveva essere completa sotto tutti i punti di vista, quindi anche quello sessuale meritava la stessa considerazione degli altri, senza nascondersi dietro inopportune considerazioni morali.

Parlando di soddisfazione dell’appetito sessuale si può introdurre l’argomento dei rapporti della nuova morale sessuale con la prostituzione. Questa non era quasi mai accettata, anzi veniva considerata un’azione spregevole compiuta dal maschio nei confronti della donna. In questo argomento ritorna la questione della sottomissione economica della donna che, per sopravvivere, alcune volte è costretta ad una professione così degradante. Ciò vale soprattutto per quelle donne che appartengono alle classi più umili della società.

Viene inoltre messo in risalto il ruolo dello Stato nello sfruttamento della donna; tutti i suoi interventi non sono condotti contro la prostituzione, che viene considerata come necessaria all’interno della società, ma contro le prostitute. Quindi lo Stato non vuole risolvere il problema.

Anche nel discorso sulla prostituzione viene introdotto il tema dell’eugenetica: le donne che si protituiscono devono essere belle e ben formate, una donna brutta non guadagnerebbe abbastanza.Verrebbe perciò a mancare proprio quella parte della popolazione che più pare adatta a generare dei figli. Le altre donne non farebbero che peggiorare la già cattiva condizione fisica dell’umanità.

Altro problema trattato è quello della verginità femminile e dell’importante significato che le viene assegnato dalla società dominante.

Chi appoggia e diffonde i caratteri fondamentali della nuova morale sessuale considera la verginità in maniera differente. Nella futura società la perdita della stessa verrà considerata solo una necessità indispensabile per poter attuare una vera formazione morale della donna. Essa sarebbe quindi liberata da questa imposizione, peraltro inutile quando prevarranno le unioni libere su quelle tradizionali.

Gli ultimi due argomenti trattati, che presentano anche in questo caso delle posizioni non conformi alla morale comune, sono quello dell’omosessualità e quello della masturbazione.

Per quanto riguarda il primo non viene considerato uno stato "normale", in quanto sarebbe una deviazione dell’istinto sessuale. I vari interventi tendono a sottolineare questa deviazione, non colpevolizzando gli omosessuali e cercando di far capire al lettore che le persone affette da questo problema vanno considerate in tutto e per tutto normali. Per spiegare meglio la genesi di un simile problema, evidenziando che potrebbe accadere a chiunque di trovarsi in una simile condizione, viene proposta ed illustrata quella che il dr. Gregorio Marañón chiamava la "differenziazione sessuale", ovvero l’iniziale compresenza all’interno del feto umano di tutti e due i caratteri sessuali. Nel corso della gestazione uno dei due prevarrà, ma l’altro rimarrà sempre allo stato latente.

Il problema della masturbazione viene trattato abbastanza uniformemente dai vari autori: è un’azione negativa alla quale le persone sono portate a causa della morale vigente nella società.

È comunque un male minore solo nel caso dei reclusi che possono dare uno sfogo normale al loro bisogno di sessualità.

Il naturismo, secondo tema trattato nel presente lavoro, non veniva solo considerato come un nuovo modo di nutrirsi o di avere delle abitudini di vita più sane, ma come uno stile di vita che porti dentro di sé le capacità per l’instaurazione di una nuova società.

Sin dai primi interventi viene però messo in risalto come una parte delle persone che hanno aderito al naturismo lo hanno fatto più per le possibilità che offriva di guarire il proprio corpo, che non per una convinzione profonda.

Si riconosce però che da solo il naturismo non ha la forza di cambiare la società, ma che dovrà essere necessariamente unito ad un’altra ideologia che gli dia questa opportunità: l’anarchia rappresenta la teoria di cui ha bisogno. Si arriva a dire che il naturismo che non sia anche anarchico non potrà mai essere realmente naturismo.

Il naturismo viene quindi visto come l’appendice materiale e spirituale dell’anarchismo, o meglio ancora sono due dottrine che si completano l’una con l’altra: l’anarchia è la meta ideale ed il naturismo rappresenta il cammino che condurrà alla meta.

In questa opera di rinnovamento della società e dell’individuo viene messo in risalto che il primo passo da compiere è il cambiamento culturale della singola persona. Solo dopo aver fatto questo passo si potrà sostituire l’attuale società con una nuova.

Il ritorno alla natura professato dai naturisti non era puramente un abbandono di tutti i progressi tecnici fatti dall’uomo ed un ritorno al tempo preistorico, ma solo un riavvicinamento alla natura, una nuova coscienza dei suoi ritmi per ritrovare quelli persi dall’umanità a causa di un’eccessiva civilizzazione.

La medicina naturista non considerava la persona da curare come un soggetto con dei problemi fisici. Bisognava invece considerarla anche dal punto di vista mentale, per scoprire la vera causa della malattia.

Quindi curare significa anche cambiare quello che nell’ambiente circostante indispone il malato; ritorna di nuovo il discorso del cambiamento della società in quanto indispensabile per uno sviluppo completo degli esseri umani. Le malattie non dovevano essere considerate solo come problemi di ordine fisico, ma problemi di ordine morale, sociale ed economico.

Questa contrapposizione tra medicina ufficiale e medicina naturista ha portato ad un ampio dibattito, presente in queste riviste prevalentemente sotto forma di risposte di medici naturisti ai sostenitori di una posizione ufficiale.

Il medico veniva visto come un servitore della vita e non il suo padrone. Solo capendo il vero ruolo e la vera posizione gli poteva essere in grado di guarire nella maniera più conveniente.

Alcuni interventi mettevano in guardia i lettori da eventuali approfittatori che, lontani dal seguire dei metodi scientifici, sfruttavano la grande diffusione che stava avendo il naturismo solo per uno scopo di lucro e non per una reale volontà di aderire a questa dottrina.

Si incolpava la medicina ufficiale di "mercantilismo medico", cioè di aver trasformato quella che doveva considerarsi come una missione in una squallida opportunità di arricchimento. Si denunciava l’invenzione perpetua di nuovi tipi di farmaci e di cure per riuscire ad ottenere il maggior guadagno possibile.

Criticando questa posizione della medicina si attaccava anche il regime capitalista nel quale la medicina ufficiale operava.

Non venivano colpevolizzati solo i medici ma anche i pazienti, per i quali era più facile accettare l’idea di dover assumere un certo tipo di farmaco che non quella di dover cambiare abitudini di vita, accettando così la via più comoda e più facile ma che sicuramente non poteva portarli ad una guarigione completa.

Le differenze tra la medicina allopatica e quella naturista stanno quindi nelle definizioni della malattia. Mentre la posizione ufficiale considerava sempre di più il particolare, la singola manifestazione della malattia, la zona precisa del corpo umano, per i medici naturisti, nonostante le manifestazioni locali di una sintomatologia, è tutto il corpo che si ammala, quindi alla base delle loro considerazioni risiede la convinzione dell’unità organica quale condizione indispensabile per la comprensione delle funzioni dell’organismo umano.

Accanto a questa avversione per le cure allopatiche, c’era anche quella per le vaccinazioni. Venivano considerate non necessarie, anzi, dannose. Non era possibile che il medico si intromettesse nelle funzioni del corpo umano iniettando delle sostanze che portavano dentro di loro i virus delle malattie. Veniva ricordato anche quali effetti e quali malattie potevano insorgere con l’uso di questi vaccini.

Le malattie che si vogliono sopprimere con l’uso delle vaccinazioni sono invece utili all’organismo umano per scaricare tutto quello che di ha nocivo , sono un’opportunità per il ristabilimento della salute. Si tende a precisare che le malattie infettive raramente causerebbero la morte di un individuo sano, e che risulterebbero mortali solo in quei casi dove la persona risultasse già malata. Inoltre iniettando dei virus all’interno del corpo questo diviene facile preda di moltissime malattie. Quindi si può ben vedere che secondo le riviste consultate l’utilizzo dei vaccini non dia i risultati tanto proclamati dalla medicina allopatica.

Riguardo l’alimentazione, in più di un’occasione veniva consigliata l’eliminazione dei prodotti di origine animale, in particolare della carne, dalla dieta di una persona. Questo consiglio aveva due motivi: il fatto che un’alimentazione troppo ricca in proteine danneggia il buon funzionamento dell’organismo e la non necessità per l’uomo di dover uccidere altri esseri viventi per alimentarsi.

La parte relativa all’alimentazione, oltre a dare motivi di carattere morale per il cambiamento delle abitudini alimentari, ne dà anche di ordine più strettamente dietetico. Si indicano quali erano gli alimenti più indicati, le quantità necessarie ad un buon sviluppo e funzionamento del corpo umano, le compatibilità tra i vari alimenti. Tutte queste notizie avrebbero dovuto mettere in grado ogni singolo lettore di capire da solo quale doveva essere il proprio regime dietetico ideale, in relazione al lavoro e al tipo di vita.

Altri articoli erano invece di collaboratori decisamente contrari all’uso all’alimentazione vegetariana.

Si cerca di far capire come le regole e le buone abitudini espresse nei vari interventi siano sostanzialmente valide, ma che bisogna comunque evitare inutili estremismi. Ad esempio, se è vero che assumere sempre prodotti di origine animale fa male, è anche vero che assumerli ogni tanto non danneggia il corpo umano.

L’ultimo argomento trattato in questa parte riguardante il naturismo è stato il nudismo.

La posizione maturata è senz’altro favorevole, in quanto nel nudismo si vede un ulteriore un passo per l’avvicinamento dell’uomo alla natura. Era comunque consigliato per i benefici influssi dei raggi solari e dell’aria aperta sull’organismo umano.

Con il termine "eugenetica" si indicava abitualmente quella scienza che doveva essere in grado di evitare che il livello qualitativo della razza umana degradasse, attraverso la riproduzione affidata agli individui più adatti, eliminando da questa importantissima fase del ciclo vitale tutti quei soggetti che potrebbero dare in eredità solo elementi negativi.

All’interno di questa dottrina, il ruolo della donna è fondamentale, perché è lei che può mettere al mondo dei figli ed allevarli. Il maschio non può essere considerato molto importante, tutt’al più può essere un aiuto ed un sostegno per la donna, che doveva avere la possibilità di scegliere il momento più adatto per se stessa e per le condizioni esterne: il concepimento doveva portare al risultato più alto possibile.

Alcuni teorici anarchici non assegnavano alla donna il diritto di libertà nella scelta. Inoltre alcuni erano anche contrari alla limitazione del numero di figli.

Il problema della "qualità della razza" era così sentito perché oramai il numero delle coppie con un basso livello di qualità erano più numerose di quelle eugeneticamente valide (termine che si è riscontrato molte volte, teso a sottolineare come le caratteristiche di un individuo o di una coppia dovevano essere considerate attraverso i principi e le regole dettate dall’eugenetica e non da altre dottrine scientifiche).

Di questo stato di cose viene incolpata nuovamente la società, in quanto con la sua opera di civilizzazione forzata, se ha portato un probabile miglioramento delle condizioni di vita, ha anche fatto diminuire la selezione naturale, non permettendole di eliminare quei soggetti che in passato non avrebbero goduto di una vita lunga.

Uno dei compiti più importanti dell’eugenetica è di capire e studiare quali siano i caratteri migliori e quelli peggiori che intervengono nella formazione di un nuovo essere umano.

Il compito fondamentale al quale invece venivano chiamati i libertari era quello di far capire alla gente (ancora una volta quindi sul terreno dell’educazione), quali dovevano essere le condizioni fisiche ed ambientali necessarie ad una buona procreazione e, in quali casi invece le persone dovevano avere la forza di astenersi da qualsiasi atto generativo.

Questa campagna pedagogica doveva fare in modo che un’azione lasciata per la maggior parte delle volte all’influenza del caso, divenisse un atto ben ponderato e compreso.

All’interno dell’idea di una limitazione delle nascite va ricordata per lo meno la posizione di quelli che Armand definiva "individualisti", una posizione che era uguale nel risultato, cioè la limitazione delle nascite. Considerava che il ricorrere ai metodi che favorivano la limitazione rappresentavano un modo per non dover sottostare al vincolo finora offerto dal rapporto sessuale, cioè che senza tali metodi ogni rapporto sessuale poteva dar vita ogni volta alla nascita di un nuovo essere umano. Come l’uomo ha trovato il metodo per difendersi dal freddo e dalle intemperie è naturale che ricerchi anche quello che lo difenda da una prole non desiderata.

Per alcuni eugenetica e neomalthusianesimo sono dei sinonimi, due termini diversi ma che si riferiscono alla stessa dottrina, mentre altri definivano le due posizioni simili, ma non uguali.

Tra l’altro vi sono delle differenze tra il malthusianesimo, ovvero quell’insieme di idee scaturite direttamente dalle considerazioni fatte da Malthus, ed il neomalthusianesimo, una specie di rielaborazione in chiave moderna delle teorie malthusiane.

Per capire ancor meglio le basi sulle quali si fondava l’eugenetica non ho potuto dimenticare le relazioni esistenti tra le teorie di Malthus e quelle di Darwin. Si trova così una delle teorie di Darwin che più interessano, se considerate in un’ottica eugenetica: quella selezione artificiale, ovvero la capacità dell’uomo di adattare e dirigere la selezione naturale in una direzione che porti lungo la via del progresso.

Proprio per il rapporto tra la popolazione totale e l’insieme delle risorse disponibili, Malthus vede la necessità dell’applicazione di una selezione ragionata della razza umana.

Esaminiamo ora più in dettaglio le varie posizioni inerenti ad un controllo delle nascite considerato in termini moderni, neomalthusiani, e non più legati troppo saldamente con le teorie dell’economista inglese.

I due punti fondamentali sono la limitazione delle nascite per migliorare le condizioni di vita all’interno dei nuclei familiari, sia dei bambini che dei genitori, e la riduzione del tasso di mortalità infantile.

È logico che mancando, soprattutto nelle classi sociali più basse, condizioni idonee per quanto riguardava le abitazioni, l’alimentazione, l’educazione di tutti i membri della famiglia, non si poteva continuare ad appoggiare la validità di un elevato numero di figli, posizione sostenuta per lo più dallo Stato che aveva costantemente bisogno di persone da sfruttare economicamente e da mandare in guerra.

Per poter ottenere una vita migliore e più duratura per i figli, i genitori non potevano continuare a procreare. Dovevano invece essere messi in grado di decidere quando avere un figlio, di riuscire a dargli quanto meritava in termini di alimentazione, educazione e patrimonio genetico. Avere un numero limitato di figli, anche per la famiglia che viveva del solo salario del capofamiglia, ad esempio un operaio, voleva dire avere buone possibilità di farlo crescere sano e felice.

In questo discorso si inseriva quello dello studio dell’ereditarietà dei caratteri. Gli autori che incentravano i loro interventi su questo argomento lo facevano sempre a scopo educativo, per far capire alle persone perché in certe condizioni e con certe caratteristiche non si dovesse generare.

In un buon numero di articoli si trovano considerazioni che riguardavano tutti coloro che, invece, non erano in grado di capire da soli. Essi erano considerati probabili risultati mal riusciti di un atto sessuale che ha dato un frutto che non avrebbe mai dovuto dare.

In molti casi si proponeva la sterilizzazione di tutti questi individui, ben pochi sono gli interventi che ricercano una soluzione meno drastica. Si sentiva l’importanza della missione dell’eugenetica, dell’importanza di una sua messa in pratica il più rapida possibile, riuscendo per lo meno a limitare i danni.

Dopo aver passato in rassegna le varie idee e proposte sul problema della sterilizzazione, è la volta di un dibattito indetto dalla redazione stessa di una delle riviste considerate, Generación Consciente, che aveva come obiettivo far conoscere al lettore alcune considerazioni di alcune importanti personalità mediche che regolarmente scrivevano su questa rivista, ma non solo.

Si passa dall’esaminare il ridotto potere della selezione naturale al ruolo che alcuni popoli hanno dato alla selezione artificiale; dal ruolo degli stati nella limitazione delle nascite all’importanza che la poliginia può avere per la conservazione di un elevato livello qualitativo della razza umana. Si considera come, nonostante il suo indebolimento, la selezione naturale sia capace da sola di eliminare una famiglia portatrice di caratteri eugeneticamente negativi e l’importanza fondamentale di una buona educazione, anche delle persone subnormali.

L’ultimo capitolo riporta le differenze di metodo che si sono osservate tra i sostenitori della scienza ufficiale e tra quelli che invece credeno nella validità delle teorie eugenetiche.

Si cerca di far capire perché il lavoro dell’eugenetica non va ostacolato e perché i metodi convenzionali non hanno la possibilità di portare risultati positivi. Si ritorna a parlare ancora una volta dell’importanza di divulgare le conoscenze fatte dall’eugenetica e del ruolo degli Stati contrari a quanto cerca di fare questa nuova scienza.

Dopo aver rivisto sinteticamente quali sono stati i punti principali presenti in questa tesi rimane solo da consideare se gli obiettivi che mi ero posto all’inizio di questo lavoro sono stati effettivamente centrati.

Per prima cosa devo ricordare, come già detto nell’introduzione generale, che questo lavoro non può essere considerato completo né definitivo.

Molti sono gli argomenti appena accennati, che non hanno potuto trovare spazio a causa della grande quantità di fonti e di un evidente bisogno di incentrare l’attenzione più su di alcuni che non su di altri.

Ho cercato di intralciare il meno possibile il percorso dei vari articoli. Penso che anche l’aver lasciato molti interventi presenti in prima persona, grazie ad un buon numero di citazioni, abbia dato realmente l’idea più precisa possibile su quello che gli autori volevano dire e, soprattutto, su come lo volevano esprimere. La forza che si sprigiona da una buona parte degli interventi, dall’interesse dell’autore per quello che espone, sicuramente si evidenzia molto di più nelle citazioni che non nelle mie rielaborazioni, ma anche in queste ho cercato di attenermi il più possibile al testo originale.

In sostanza quello che mi premeva far risaltare erano le idee espresse, anche se naturalmente per alcune risulta evidente un’immancabile datazione.

L’unico vero e non piccolo problema incontrato è stato quello di riuscire a districarmi all’interno di un numero di articoli così elevato. Il lavoro di preparazione degli stessi è stato abbastanza lungo e complesso, ma mi ha permesso, giunto alla stesura del testo finale, una maggiore facilità d’azione e una visione più chiara su quali erano gli argomenti più interessanti e quali invece potevano essere considerati marginali.

Un altro degli obiettivi che mi ero posto era di mettere in evidenza il bisogno di educare presente negli interventi. Si riesce a percepire come, anche in caso di dibattito, le idee erano espresse tenendo conto della grande importanza del lettore. Era sempre lui il destinatario degli sforzi degli autori. Credo che anche questa posizione risalti in modo abbastanza evidente lungo tutto lo svolgimento della tesi.

Per far sì che la tanto voluta società libertaria possa divenire una realtà [...] C’è il bisogno urgente di ritornare a creare l’uomo. In questo tutti siamo d’accordo. [...]

7. Bibliografia

 

7.1. Fonti dirette

7.1.1. Le riviste

Gli articoli saranno in ordine alfabetico degli autori, non tenendo in considerazione il fatto che siano provenienti da riviste diverse. L’elenco degli articoli suddivisi a seconda delle varie riviste è già stata fatta nell’appendice.

 

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- Humanitarismo y Eugenismo, in Estudios, anno XI, numero 122, ottobre 1933, Valencia, pagg. 14-17.

- Humanitarismo y Eugenismo, in Estudios, anno XI, numero 123, novembre 1933, Valencia, pagg. 30-33.

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Remartínez, dr. Roberto, - ¿Qué piensa usted del Eugenismo como proceder de selección sexual de la humanidad?, in Generación Consciente, anno V, numero 45, maggio 1927 Valencia, pagg. 189-191.

- Algunos argumentos en defensa de la alimentación vegetariana, in Estudios, anno VIII, numero 79, marzo 1930, Valencia, pagg. 10-11.

- Principios fundamentales de medicina naturista, in Estudios, anno XI, numero 115, marzo 1933, Valencia, pagg. 28-30.

- Principios fundamentales de medicina naturista, in Estudios, anno XI, numero 116, aprile 1933, Valencia, pagg. 15-17.

- Principios fundamentales de Medicina naturista, in Estudios, anno XI, numero 119, luglio 1933, Valencia, pagg. 32-33.

- Principios fundamentales de medicina naturista, in Estudios, anno XI, numero 122, ottobre 1933, Valencia, pagg. 21-23.

- Cómo debe engendrarse un hijo, in Estudios, anno XII, numero 125, gennaio 1934, Valencia, pagg. 41-43.

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Vaño, Enrique, Amor y sexualismo, in Tiempos Nuevos, anno II (come supplemento di Tierra y Libertad), 15 ottobre 1933, Barcelona, pag. 380.

Viard, dr. Marcel, El Naturismo y la Guerra, in Estudios, anno VIII, numero 79, marzo 1930, Valencia, pagg. 25-30.

Vidal, José, La salud del cuerpo por la combinación de los alimentos, in Estudios, anno XV, numero 163, aprile 1937, Valencia, pagg. 20-21.

Villacampa, Eugenio, El peligro de los postribolos, in La Revista Blanca, anno XIII, numero 322, 22 marzo 1935, Barcelona, pagg. 280-281.

 

7.1.2. I libri (coevi)

Albert, Carlos, Génesis y progresos del amor (páginas antológicas), Valencia, Biblioteca de "Estudios", 1936 (anno nel quale ne viene annunciata la pubblicazione nella rivista Estudios).

Brandt, Carlos, El sendero de la salud, Barcelona, pubblicato dalla Escuela Naturista Trofológica "Pentalfa", 1927.

Capo, Nicolás, El Naturismo y el Progreso Mecánico y Biológico, Barcelona, Gráfica Catalana, 1925.

Leval, Gaston, Precisiones sobre el anarquismo, Barcelona, Ediciones "Tierra y Libertad", 1937.

Montseny, Federica, La mujer, problema del hombre, Barcelona, Ediciones de La Revista Blanca, 1932.

Remartínez, dr. Roberto, La calipedia (Sobre el arte de concebir hijos sanos y bellos), Valencia, Biblioteca de "Estudios", 1936 (anno nel quale ne viene annunciata la pubblicazione nella rivista Estudios).

7.2. Testi di carattere generale

AA.VV., Feminismo/Post-feminismo, in AA.VV., Anarquisme: Exposició Internacional, Barcelona, F.E.L.A., C.D.H.S.-A.E.P., A.L. "Poble Sec", 1994, pagg. 340-377.

AA.VV., El anarquismo español y sus tradiciones culturales, Madrid, Vervuert-Iberoamericana, 1995.

Alvarez Peláez, Raquel, Eugenesia y darwinismo social en el pensamiento anarquista, in AA.VV., El anarquismo español y sus tradiciones culturales, Madrid, Vervuert-Iberoamericana, 1995, pagg. 29-40.

Aznar, Manuel, Gli scrittori spagnoli e l’antifascismo durante la Seconda Repubblica, in AA.VV., Le passioni dell’ideologia, Cultura e società nella Spagna degli anni ‘30 - parte letteraria, Trieste, EDITRE Edizioni, 1991, pagg. 9-21.

Brenan, Gerald, Storia della Spagna 1974-1936. Le origini sociali e politiche della guerra civile, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1970.

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